Varcata la soglia del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, non si incontrano solo oggetti fragili, ma storie scolpite nella porcellana. Oggi, la Galleria delle Porcellane riapre i battenti dopo un restyling che ne ha ampliato l’offerta: sedici sale, oltre 1500 pezzi esposti, un frammento della collezione che ne conta circa 7mila, tra le più vaste d’Europa. Non è solo passato, però: un’opera contemporanea creata appositamente si inserisce tra i pezzi antichi, intrecciando presente e memoria. Camminare in queste sale significa immergersi in corti lontane, scoprire segreti che sembravano destinati all’oblio.
Nel Settecento la porcellana non era solo bellezza, ma uno strumento di diplomazia e prestigio. Non bastava che fosse elegante: doveva parlare un linguaggio simbolico legato al potere e all’arte. Il nuovo allestimento di Capodimonte lo mette in luce, ampliando da dieci a sedici le sale dedicate a questo materiale. Qui si trovano porcellane e terraglie che coprono diverse epoche. Al centro della collezione ci sono le antiche raccolte borboniche, arricchite nel tempo da donazioni e acquisizioni, un patrimonio tra i più preziosi d’Europa. L’allestimento non punta solo a mostrare la delicatezza degli oggetti, ma anche il contesto sociale e aristocratico in cui sono nati.
Gli arredi d’epoca, le sete preziose e persino gli animali imbalsamati creano un’atmosfera che riporta alle corti di un tempo. Le stanze storiche della Reggia fanno da cornice perfetta, trasformando la visita in un vero e proprio salto indietro nel tempo, tra rigore e sfarzo. Dietro a questo progetto c’è Federico Forquet, designer napoletano di fama, che ha costruito un percorso dove ogni pezzo dialoga con l’arredo e la storia del palazzo, raccontando senza soluzione di continuità.
Appena entrati, si viene accolti dall’imponente lavoro di Diego Cibelli, intitolato Beata Fragilità del Bosco Amato . È una grande corona in porcellana biscuit, fatta di centinaia di piccoli elementi: figure umane, piante, animali, che richiamano le feste popolari napoletane dell’epoca borbonica.
Quelle feste erano ricche di simboli: abbondanza, giochi come l’albero della cuccagna, momenti di potere ma anche di socialità. L’opera di Cibelli mette in luce proprio questo doppio volto: la distanza tra cultura aristocratica e popolare si sfuma, lasciando spazio a un senso di desiderio e inclusione. Gli elementi ceramici, posizionati in modo volutamente incerto, invitano a una lettura che parla di partecipazione, rompendo con l’idea tradizionale del museo come luogo distante dalla vita reale.
Il lavoro di Cibelli è una vera interazione con la storia della Reggia e le tradizioni di Napoli. La scelta della porcellana come materiale rende omaggio alla fragilità e al valore prezioso che caratterizzano tutta la collezione, creando un dialogo intenso tra passato settecentesco e sensibilità artistica contemporanea.
Varcata la soglia della Galleria, si incontrano subito pezzi rari delle fabbriche europee che hanno segnato la storia della porcellana. La prima sala è dedicata alle manifatture di Meissen e Vienna, con capolavori che rappresentano l’apice della ceramica aristocratica. Spiccano due grandi vasi à fuseau di Sèvres, realizzati nel periodo napoleonico e decorati con miniature di Napoleone Bonaparte e Maria Luisa d’Asburgo-Lorena. Questi vasi furono un dono per Carolina Bonaparte, regina di Napoli, e raccontano bene il legame tra arte e politica di quegli anni.
L’insieme delle opere mostra il gusto cosmopolita della corte napoletana: la porcellana viaggiava tra continenti e culture, unendo tecnica e significato simbolico. La selezione punta a raccontare le corti non solo attraverso i ritratti, ma anche con oggetti d’uso raffinato, carichi di un messaggio politico oltre che estetico.
Questa prima parte prepara il terreno per entrare nella produzione locale, spostando l’attenzione dal contesto europeo all’identità specifica del Regno di Napoli.
Il cuore della Galleria è nella produzione napoletana, raccolta nelle sale dedicate alla Real Fabbrica di Capodimonte e alla Real Fabbrica di Napoli. Qui brilla la porcellana biscuit, con il suo bianco puro e la grande capacità espressiva. Tra i pezzi più imponenti ci sono i Trionfi di Bacco e Sileno e la Caduta dei giganti , quest’ultima opera di Filippo Tagliolini, pensata per la tavola reale ma concepita come decorazione.
Un tocco moderno arriva con le opere di Yeesookyung, artista sudcoreana che usa frammenti di porcellana storica rotta o deformata per creare nuove sculture. Questo intervento mette in dialogo passato e presente, offrendo uno sguardo nuovo sulla fragilità e sul recupero di materiali considerati imperfetti, trasformandoli in arte.
Il momento più emozionante è senza dubbio il Salottino di porcellana, uno spazio interamente rivestito da pannelli ceramici in stile rococò con motivi cinesi, realizzato tra il 1757 e il 1759. Qui si vede tutta l’abilità artigianale e il gusto raffinato della corte napoletana, capace di unire bellezza e funzionalità.
Il percorso si chiude nella Sala delle vedute del Regno, uno spazio grande e suggestivo. Al centro, una riproduzione della tavola di corte, con dolci tipici e l’apparecchiatura che ricostruiscono un vero banchetto reale. Le vetrine con fondi specchianti permettono di osservare fino all’ultimo dettaglio il celebre “Servizio dell’oca”, famoso per le sue scene minuziose.
I piatti portano iscrizioni che identificano paesaggi e siti archeologici del Regno di Napoli, trasformando ogni oggetto in una testimonianza storica e artistica. Questa sala è l’ultimo passo di un viaggio tra arte, potere e vita quotidiana, che restituisce un’immagine ricca e complessa del patrimonio ceramico napoletano.
Il nuovo allestimento della Galleria delle Porcellane di Capodimonte è quindi un progetto che mette in luce un tesoro culturale unico, fatto di storia e innovazione. L’inserimento di opere contemporanee conferma la volontà di mantenere viva la memoria, senza rinunciare al contributo del presente. Il museo si conferma così un luogo vivo, aperto al dialogo e alla riflessione.
Il 4 giugno scorso, sei relitti di navi pirata sono riemersi dal fondo delle acque…
Nel 1923, Giovanni Rizzo varcò la soglia del mondo di Gabriele D’Annunzio con un compito…
Nel cuore del Molise, Civitacampomarano si prepara a scrivere una nuova pagina della sua storia.…
Nel cuore pulsante di Barcellona, un edificio nascosto sta per svelare i suoi segreti. Il…
Bolzano: un’estate di musica, danza, arte e cultura tra montagne e città Il 26 giugno…
Il 29 giugno 1976 le Seychelles spezzarono il legame con il Regno Unito, ponendo fine…