Dieci fotografi, dieci storie forti, tutte raccolte sotto lo stesso tetto: la sede di Carme a Brescia. È qui che si apre la seconda edizione della Biennale Itinerante del Sociale, un progetto che non si accontenta di mostrare immagini, ma vuole scuotere. Le loro fotografie raccontano il presente con occhi che hanno visto la marginalità da vicino, le ferite ambientali e i diritti calpestati. Vengono da angoli diversi del mondo e portano con sé un mosaico di realtà difficili: dallo sfruttamento delle risorse naturali ai cambiamenti climatici, fino ai conflitti e alle crescenti disuguaglianze sociali. Non si tratta solo di osservare, ma di entrare in un confronto diretto, spinti dall’Associazione Culturale Pachamama che cura questa rassegna con l’intento di farci sentire parte di queste storie.
La mostra si presenta come una mappa visiva che attraversa continenti e culture lontane: dal Sud America all’Europa dell’Est, dal Kurdistan alla Cisgiordania, dall’Africa occidentale all’America Centrale. Non è solo un racconto di sofferenza o difficoltà: mette in luce anche la forza e la resilienza delle comunità che vivono in prima linea le pressioni ambientali e politiche. Le fotografie raccontano storie personali e collettive, mostrando come i cambiamenti ambientali, economici e politici si riflettano nella vita di tutti i giorni, nei luoghi e nelle persone. Dietro ogni scatto si legge il legame stretto tra crisi ambientali e disuguaglianze sociali, un intreccio che definisce sempre di più quelle che possiamo chiamare “geografie del margine”.
I dieci fotografi selezionati portano l’attenzione su diversi aspetti della crisi globale. Pino Bertelli, Paula Jesus e Sebastián López Brach focalizzano il loro lavoro sulle politiche estrattive che cambiano radicalmente paesaggi umani e naturali, mettendo in luce l’impatto dello sfruttamento minerario e industriale. Parallelamente, Murat Yazar, Arthur Larie, Anna Consilia Alemanno e Israel Fuguemann raccontano aree segnate da conflitti, esclusione sociale e marginalità. I loro reportage mostrano territori segnati da guerre e tensioni, dove i diritti fondamentali vengono spesso negati o limitati. Infine, Mirko Cecchi, Vito Finocchiaro e Pablo Tosco si concentrano sulle crisi idriche e sulle nuove forme di disuguaglianza legate alla gestione delle risorse comuni. Nel complesso, le opere offrono uno sguardo critico che mette in relazione giustizia sociale e giustizia climatica, contro le narrazioni semplicistiche e dominanti dei media tradizionali.
La Biennale Itinerante del Sociale è uno dei progetti più importanti dell’Associazione Pachamama, da anni impegnata nella promozione dei diritti umani, della giustizia sociale e della sostenibilità ambientale a livello internazionale. Qui la fotografia va oltre il semplice documento visivo: diventa strumento di partecipazione, dialogo e confronto diretto con il pubblico. Oltre all’esposizione, il programma prevede laboratori per tutte le età, attività di fotografia e scrittura creativa, e percorsi di giornalismo partecipativo. Sono momenti pensati per approfondire i temi della mostra, favorendo lo scambio e il dibattito attivo nel territorio bresciano. Incontri aperti e talk completano il quadro, creando una rete che unisce arte, cittadinanza e responsabilità sociale.
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