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World Report Award 2026: i vincitori protagonisti al Festival della Fotografia Etica di Lodi

Redazione 18 Giugno 2026

Un’immagine che parla, che urla storie di dolore e speranza: è questa la forza che anima il World Report Award 2026, in arrivo a Lodi tra fine settembre e ottobre. Il Festival della Fotografia Etica, giunto alla sua XVII edizione, si conferma un punto fermo nel panorama del fotogiornalismo internazionale. Da sei anni, questo premio illumina angoli nascosti del mondo, raccontando con immagini potenti le sfide che uomini e ambiente affrontano ogni giorno. Una finestra aperta su realtà spesso ignorate, ma impossibili da dimenticare.

World Report Award: uno sguardo senza filtri sulle emergenze globali

Anche nel 2026 il World Report Award conferma il suo ruolo unico in Italia: è l’unico premio dedicato completamente alla fotografia documentaria e al fotogiornalismo d’autore. Nato sotto l’ala della World Press Photo Foundation e portato nel nostro paese dal Festival della Fotografia Etica, è diventato un punto di riferimento per chi vuole capire le tensioni sociali, politiche e ambientali più urgenti, viste attraverso gli occhi di chi le vive e le racconta con la macchina fotografica. Ogni anno, professionisti e fotografi indipendenti da tutto il mondo rispondono a un invito che va oltre il semplice scatto: restituire un racconto visivo ricco, consapevole, che metta in luce le sfide che attraversano la nostra epoca.

L’edizione 2026 offre così una mappa di conflitti dimenticati, trasformazioni culturali, devastazioni ambientali e lotte sociali, senza nascondere nulla. Il premio si fa lente su un’umanità complessa, fragile ma anche capace di reazioni coraggiose.

I vincitori: storie dal mondo che parlano al presente

A guidare la categoria MASTER è Carol Guzy con il reportage ICE – Broken Families, che documenta la tragedia delle deportazioni di massa durante l’amministrazione Trump negli Stati Uniti. Le sue immagini raccontano il dramma di famiglie e bambini separati e deportati, un dolore che diventa universale e urgente.

Nella sezione SPOTLIGHT spicca il lavoro di Chinky Shukla con When Buddha Stopped Smiling, che porta sotto i riflettori le conseguenze dei test nucleari in Rajasthan, India. Il progetto racconta la lunga eredità di sofferenza e contaminazione delle comunità locali, spesso ignorate, disegnando un quadro che intreccia ambiente e diritti umani.

Il premio SHORT STORY va ad Abdulmonam Eassa con Sudan War, a Nation Trapped. Il suo reportage affronta la guerra civile in Sudan, una crisi ancora aperta che sta devastando il paese e creando una delle emergenze umanitarie più complesse di oggi. Il lavoro racconta la fragilità degli equilibri spezzati e la lotta di un popolo intrappolato nel conflitto.

Per la categoria STUDENT il riconoscimento è per Mashruk Ahmed con Broken Promises: July of Memory, che indaga le conseguenze dell’insurrezione studentesca in Bangladesh del 2024, concentrandosi sulle richieste di giustizia delle famiglie delle vittime e sul difficile cammino verso la verità.

La categoria SINGLE SHOT premia l’italiano Gianluca Panella con Boy with Kippah, uno scatto che racchiude tensione e speranza legate agli ostaggi trattenuti a Gaza dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, diventato simbolo di una crisi seguita in tutto il mondo.

Nuova partnership internazionale con The Alexia

Tra le novità di quest’anno spicca l’accordo con The Alexia, frutto della collaborazione tra il Festival della Fotografia Etica e la S.I. Newhouse School of Public Communications di Syracuse. Questa intesa amplia ancora di più il respiro internazionale della manifestazione, permettendo di dare maggiore visibilità a progetti con un forte valore narrativo e sociale.

I due vincitori di questa sezione sono Carlos Folgoso Sueiro con Alén do Lago , un racconto visivo sul declino ambientale e sociale della Galizia, e Jubair Ahmed Arnob con The Place Where I Used to Play…, che con le sue immagini mette a fuoco i danni e i cambiamenti causati dall’urbanizzazione selvaggia a Dhaka, Bangladesh. Entrambi i lavori fotografici riflettono con chiarezza sulle conseguenze delle scelte umane sull’ambiente e sulle comunità.

Nonprofit World 2026: il festival al servizio dell’impegno civile

Il Festival della Fotografia Etica non si limita a raccontare con occhio attento i grandi temi globali, ma conferma anche l’impegno nel sostenere il terzo settore con la sezione Nonprofit World 2026. Qui trovano spazio le organizzazioni non governative che usano la fotografia per denunciare, sensibilizzare e spingere al cambiamento sociale.

Sei progetti selezionati affrontano temi cruciali come la povertà mestruale in India, i diritti e l’inclusione delle persone con sindrome di Down, l’accesso all’istruzione per i rifugiati, la guerra in Ucraina, le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo e la tutela della biodiversità nelle Azzorre. Queste storie, esposte negli spazi cittadini, offrono al pubblico un’occasione per riflettere sulle fragilità e sulle battaglie quotidiane di migliaia di persone, allargando la responsabilità collettiva.

Festival della Fotografia Etica: immagini che parlano del mondo di oggi

Dal 2006 il Festival della Fotografia Etica è diventato un punto di riferimento internazionale per la fotografia documentaria, con un’attenzione particolare ai temi sociali e ambientali. Ogni anno Lodi si trasforma in un crocevia di immagini cariche di significato, capaci di mettere in dialogo arte, informazione e coscienza civile.

Le mostre che invadono la città a fine settembre invitano i visitatori a immergersi in una narrazione visiva intensa e diretta. Le fotografie non sono solo scatti di grande valore artistico, ma testimonianze vive dello stato del mondo, che suscitano emozioni e stimolano il dibattito pubblico.

Questa capacità di unire arte e coscienza civica conferma la forza del festival nel promuovere un fotogiornalismo responsabile, che in un mondo complesso e segnato da conflitti e disuguaglianze diventa uno strumento essenziale per conoscere e conservare la memoria collettiva.

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