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Gradus 2026: il progetto tra Parma e Reggio Emilia per le nuove generazioni del teatro contemporaneo

Redazione 11 Maggio 2026

“Diamo spazio a chi osa rinnovare il teatro.” È con questo spirito che Gradus riaccende i riflettori tra Parma e Reggio Emilia. Il progetto torna con un bando rivolto a chi ha meno di 40 anni e vuole mettere in gioco talento e creatività: scrittori, registi, compositori, coreografi e scenografi. Fino al 15 giugno 2026, chi risponde a questa chiamata può entrare in un circuito dove idee fresche incontrano professionalità consolidate. Due residenze, programmate tra ottobre e dicembre, offriranno un luogo concreto dove trasformare l’ispirazione in lavoro, con la prospettiva di vedere nascere nuovi spettacoli l’anno successivo. Gradus si conferma così un ponte tra generazioni, un laboratorio vivo di sperimentazione e confronto nelle città emiliane.

Giovani artisti al centro tra Parma e Reggio Emilia

Gradus è frutto della collaborazione tra realtà culturali importanti: Reggio Parma Festival, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Teatro Due e Fondazione Teatro Regio di Parma. Alla sua seconda edizione, il progetto punta dritto sulle nuove generazioni, sostenendo giovani artisti e collettivi impegnati in drammaturgia, musica, regia, scenografia e coreografia. Cinque ambiti diversi che si intrecciano per dare vita a una nuova scena contemporanea. Il bando invita a presentare un progetto inedito, da sviluppare in un percorso curato e rigoroso.

L’associazione Reggio Parma Festival, nata nel 2001 dalla collaborazione tra Parma e Reggio Emilia, ha fatto del teatro contemporaneo la sua casa. Qui la creatività e la sperimentazione sono al centro dell’azione, e Gradus ne è l’esempio più concreto: un laboratorio dove esperienza e innovazione si incontrano.

Fin dalla prima edizione, il progetto ha permesso a giovani artisti di lavorare fianco a fianco con vere e proprie leggende del teatro e della musica contemporanea, creando una contaminazione preziosa e rafforzando le radici culturali del territorio.

Residenze che fanno crescere il talento

Il fulcro di Gradus sono le due residenze organizzate tra Parma e Reggio Emilia. La prima si svolgerà a Parma dal 30 al 31 ottobre e dal 2 al 4 novembre 2026, la seconda a Reggio Emilia dal 30 novembre al 3 dicembre. In questi giorni, fino a dieci progetti selezionati lavoreranno a stretto contatto con artisti, registi, musicisti, filosofi e studiosi invitati dal festival.

Non si tratta solo di confronti teorici: sviluppare uno spettacolo vuol dire mettere insieme ricerca, pratica e costruzione concreta. Gradus offre uno spazio dove tutto questo può accadere realmente. Le residenze diventano un vero e proprio cantiere aperto, dove esperienze diverse si intrecciano ogni giorno, scambiandosi stimoli e idee.

Ogni artista può così approfondire il proprio lavoro grazie a stimoli diretti e a scambi con discipline affini come musica, filosofia e arti visive. Un modello che rompe i confini tradizionali del teatro e apre nuove strade creative.

Produzione e sostegno concreto agli artisti

Al termine delle residenze, alcuni progetti passeranno alla fase produttiva, con la possibilità di essere presentati al pubblico nel 2027 in eventi di rilievo come Festival Verdi, Festival Aperto e Teatro Festival. L’obiettivo è accompagnare le creazioni dalla nascita fino al debutto, garantendo continuità e crescita agli artisti.

Per sostenere gli artisti durante le residenze, Gradus offre una borsa di studio di 1.200 euro a ciascun partecipante selezionato. Un aiuto concreto per coprire le spese nelle settimane di lavoro intenso, spesso un ostacolo difficile da superare per chi è agli inizi.

I risultati della prima edizione parlano chiaro: progetti come Ouverture, L’ultimo amore del Principe Genji, 89 Seconds to Midnight e Il sole s’era levato al suo colmo sono nati proprio grazie a Gradus. La presenza di artisti internazionali di spicco come Romeo Castellucci e Peter Stein testimonia l’alto livello di confronto e formazione offerto.

Gradus, un ponte tra maestri e nuovi talenti

Luciano Messi, vicepresidente di Reggio Parma Festival, definisce Gradus “un’officina” dove maestri e giovani protagonisti si incontrano in un dialogo continuo, che unisce passato e futuro. L’iniziativa è uno strumento prezioso per valorizzare la nuova drammaturgia, offrendo un percorso che mette insieme esperienza e innovazione.

Per il festival, Gradus è una piattaforma strategica per mantenere viva la scena contemporanea emiliana. L’obiettivo è mettere a disposizione delle nuove generazioni tutte le risorse necessarie a sviluppare idee originali e accessibili, promuovendo spettacoli di qualità.

Nei prossimi mesi sarà annunciata la squadra di docenti e artisti ospiti che guiderà la nuova edizione. Sarà un’occasione in più per rafforzare legami tra territori e culture artistiche, mantenendo aperto il dialogo tra le diverse anime del teatro contemporaneo.

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