
«La tecnologia non aspetta, e nemmeno l’arte». Così suonerebbe il messaggio lanciato dalla nuova call di Visions 2026, la piattaforma che dal 2025 ha smesso di essere una semplice esposizione per diventare un vero e proprio trampolino di lancio per artisti emergenti. Non si cercano opere qualunque, ma idee che sappiano farsi carico delle crisi, delle innovazioni e delle trasformazioni sociali che scuotono il nostro tempo. La scadenza per presentare i progetti è fissata al 30 aprile 2026, e già si percepisce un fermento crescente: sarà un appuntamento da segnare con attenzione nel calendario culturale.
Chi può partecipare e cosa si cerca
La call si rivolge a un pubblico ben preciso, ma aperto al mondo: artisti singoli o collettivi tra i 18 e i 40 anni, senza limiti di nazionalità. C’è però un requisito chiaro: aver già alle spalle almeno due mostre riconosciute negli ultimi cinque anni. Un modo per garantire serietà e qualità, mantenendo alto il livello delle proposte. L’obiettivo è dare spazio a chi lavora tra arte e tecnologia, intrecciando riflessioni culturali attuali.
Ogni partecipante deve presentare un progetto nuovo, accompagnato da una descrizione sia sul piano concettuale che tecnico, insieme a materiali visivi preliminari. La partecipazione è gratuita, un invito aperto a chi vuole portare la propria creatività senza barriere. I lavori dovranno confrontarsi con un tema che guarda al passato ma anche al futuro, mettendo alla prova la fantasia e la capacità di raccontare storie originali.
Il tema chiave: il collasso delle civiltà mediterranee e le crisi di oggi
Al centro del bando c’è un’idea potente: mettere in parallelo il crollo delle civiltà del Mediterraneo nell’Età del Bronzo con le crisi che attraversano il nostro tempo. L’Europa diventa così uno scenario segnato da tensioni non solo politiche, ma anche tecnologiche, un sistema in continuo movimento. Dalla cyber-guerra all’intelligenza artificiale, passando per reti che cancellano confini e riscrivono la sovranità, il presente è veloce, imprevedibile e spesso discontinuo.
In questo contesto, agli artisti non si chiede solo di osservare, ma di intervenire, di rompere le narrazioni consolidate e proporre nuovi punti di vista. L’artista diventa così un protagonista capace di “hackerare” le dinamiche di potere e influenzare i modelli culturali, aprendo nuove strade. Un invito a misurarsi con le tensioni del presente, anche attraverso linguaggi innovativi.
La giuria, il premio e l’evento finale a Napoli
La selezione sarà affidata a una giuria di esperti riconosciuti nel mondo dell’arte contemporanea e della cultura: Fabio Agovino, Marco Bassan, Gianluca Di Bella, Fabrizio Romano Genovese e Daniela Zangrando. Valuteranno i lavori secondo tre criteri fondamentali: qualità artistica, coerenza con il tema e originalità.
Il vincitore si aggiudicherà 5.000 euro, somma che coprirà anche i costi di produzione e trasporto dell’opera, che passerà di proprietà a ctrl/shift, la piattaforma promotrice. Inoltre, l’artista sarà protagonista della conferenza in programma dal 13 al 15 giugno 2026 a Villa Doria D’Angri, a Napoli. Un’occasione per confrontarsi su arte, tecnologia, identità europea e sovranità nell’era della connettività globale.
Questa fase finale non è solo un riconoscimento, ma un momento di confronto culturale di grande spessore, capace di attirare pubblico, addetti ai lavori e stampa. Qui arte e tecnologia si intrecciano con storia e politica, offrendo spunti fondamentali per capire dove stiamo andando. La call di Visions 2026 si conferma così come un laboratorio vivo, pronto ad accogliere nuove voci sul palcoscenico internazionale.



