Nel centro di Torino, un palazzo ottocentesco ha cambiato volto. Un tempo ospitava il Banco di Sicilia, oggi è la nuova biblioteca del Consiglio Regionale del Piemonte. Accanto a Palazzo Lascaris, questo edificio ha attraversato un lungo restauro che ha saputo mantenere intatti i segni del passato, senza rinunciare a una veste moderna. Ora è uno spazio aperto, dove storia e cultura si incontrano, offrendo a tutti un ponte tra memoria e contemporaneità.
Dietro al progetto c’è un gruppo di professionisti guidato da DAP studio, con il contributo di 3+Progetti, Paolo Gasparoli, Projema Engineering e Giulio Pignatta. Il lavoro ha interessato soprattutto le facciate, riportate al loro aspetto originale, e le coperture, rifatte per garantire sicurezza e isolamento. Anche gli interni sono stati completamente rivisti, rispettando le norme di sicurezza e accessibilità e aggiornandoli agli impianti moderni, senza tradire il valore storico dell’edificio.
Oggi la biblioteca conserva circa 82.000 volumi, che supportano il lavoro del Consiglio regionale e tutelano la produzione editoriale locale. Ci sono anche documenti degli organi consultivi e approfondimenti su temi legati al territorio, a disposizione non solo dei funzionari ma anche di studiosi e cittadini interessati.
Una delle sfide più grandi è stata conciliare l’edificio ottocentesco con gli interventi contemporanei. L’area cortilizia, un tempo usata soprattutto come spazio di servizio, è stata ripensata con un nuovo fronte che richiama le proporzioni originali, arricchito però da elementi dal design moderno e riconoscibile.
L’ingresso principale, accessibile grazie a una rampa, si distingue per una struttura in bronzo opaco che segna il tocco contemporaneo. La copertura del corpo più basso è diventata un terrazzo aperto al pubblico, pronto ad ospitare presentazioni e momenti di socialità all’aperto. La scelta di lamiera di alluminio con finitura bronzo opaco per parapetti e schermature tecniche serve anche a contenere l’impatto visivo e acustico degli impianti sul tetto.
Al piano terra, la sala principale è il cuore della biblioteca. La grande stanza, scandita dalle colonne originali, è arredata per valorizzare l’architettura storica, conservandone la dignità e la storia. Allo stesso tempo, l’ambiente è versatile, grazie a mobili mobili e indipendenti che permettono di adattare lo spazio a diverse esigenze: dallo studio individuale o di gruppo, agli incontri, esposizioni o eventi culturali.
Anche la sala conferenze, modulabile con pannelli scorrevoli a soffitto, si estende su circa 80 metri quadrati ed è pensata per eventi con un numero limitato di partecipanti. Al piano terra ci sono inoltre l’atrio, la zona reference, diverse sale riunioni, spazi per lo studio e gli uffici amministrativi, tutti inseriti in un disegno coerente.
Al piano interrato, oltre a spazi di servizio e archivio con armadi compattabili, si trovano gli antichi caveau dell’ex banca. Questi locali sono stati conservati e inseriti nel percorso della biblioteca come segno tangibile del passato dell’edificio. La loro musealizzazione mantiene viva la memoria storica, trasformando ambienti un tempo operativi in tappe di un racconto culturale.
Visitare questi spazi significa immergersi non solo in un luogo di lettura e ricerca, ma anche in un edificio che racconta la sua storia con rispetto e attenzione.
Nato a Milano nel 1992, DAP studio si è fatto strada grazie alla capacità di gestire progetti di recupero di edifici pubblici e culturali. Tra i loro lavori più importanti ci sono biblioteche, centri culturali e spazi per la musica in diverse località lombarde come Castellanza, Ranica, Lonate Pozzolo e Cassano d’Adda.
Lo studio si distingue per un approccio che unisce rispetto per la storia e innovazione pratica. Nel 2026 ha ricevuto il premio IN/ARCHITETTURA Piemonte e Valle d’Aosta per il restauro degli uffici GFT a Torino, un riconoscimento che conferma la loro capacità di valorizzare il patrimonio esistente con soluzioni che dialogano con il contesto.
Il lavoro sulla nuova Biblioteca del Consiglio Regionale a Torino è l’ennesima conferma della missione di DAP studio: trasformare edifici storici in spazi vivibili e accessibili, capaci di rispondere alle esigenze di oggi senza cancellare le tracce del passato.
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