A Doha, dal 28 al 30 gennaio 2027, si accenderanno i riflettori su una delle novità più attese del panorama artistico internazionale. Art Basel Qatar torna per la seconda edizione, pronta a ospitare 82 gallerie provenienti da 37 paesi diversi. Non è solo una fiera: è un crocevia dove il mondo dell’arte contemporanea incontra la vitalità della regione MENASA, un’area che sta rapidamente conquistando un posto di rilievo sulla scena globale. Mentre Parigi chiudeva i battenti anticipatamente e Miami si prepara a un gran finale, Doha si posiziona già al centro del dibattito culturale.
L’edizione che si avvicina segna un passo avanti rispetto al debutto. Organizzata insieme a Qatar Sports Investments , QC+ e con Visit Qatar come partner principale, la manifestazione porterà in scena 82 gallerie provenienti da 37 paesi e territori diversi. Ogni galleria presenterà un progetto monografico, per un totale di 80 presentazioni. Questo approccio permette di mettere a fuoco con più attenzione il lavoro degli artisti, offrendo esposizioni più approfondite rispetto al consueto formato multi-artista.
La direzione artistica è affidata a Wassan Al-Khudhairi, curatrice irachena, che collabora strettamente con Vincenzo de Bellis, Chief Artistic Officer e Global Director delle fiere Art Basel. Il tema scelto, “between / بين”, racchiude un’idea potente: lo spazio “in mezzo”, dove si incrociano percorsi, si creano connessioni e si aprono nuove possibilità. La fiera non si limita a esporre opere, ma esplora le relazioni vive tra la regione MENASA e il resto del mondo, mettendo l’area al centro della scena artistica globale.
Circa la metà degli artisti arriva dalla regione MENASA, a sottolineare la volontà di Art Basel di dare visibilità a realtà ancora poco conosciute. Più di un terzo delle gallerie ha sede proprio in Medio Oriente, Nord Africa o Asia meridionale. Tra queste ci sono nomi storici e consolidati, ma anche tante new entry assolute nel circuito Art Basel, segno di una rete in espansione.
Non mancheranno artisti di spicco come Mohammed Alfaraj, Monira Al Qadiri, Dana Awartani, Ibrahim El-Salahi, Monir Shahroudy Farmanfarmaian e Hassan Hajjaj. Le loro opere saranno esposte da gallerie locali e internazionali, creando un confronto stimolante tra stili e linguaggi differenti.
Tra le gallerie regionali ritornano Athr, Green Art Gallery, Lawrie Shabibi, The Third Line e altre ancora. Dal panorama internazionale figurano nomi di primo piano come Gagosian, David Zwirner, White Cube, Lisson Gallery e Sprüth Magers. Anche l’Italia sarà presente con realtà importanti come Galleria Continua, Lia Rumma, Mazzoleni e Tornabuoni Art.
In più, ci saranno nuove gallerie regionali al loro debutto in Art Basel, come Efie Gallery, Iyad Qanazea e Le LAB Gallery. Questa crescita testimonia la doppia ambizione della fiera: valorizzare l’arte locale e promuoverla su scala globale, grazie a un sistema di relazioni sempre più ampio.
Art Basel Qatar non vuole limitarsi a qualche giorno di eventi, ma punta a costruire un ecosistema stabile. Da ottobre 2026 partirà Collectors Majlis, un programma annuale dedicato a sviluppare il mercato locale e regionale. L’iniziativa offrirà a collezionisti, gallerie e istituzioni momenti di incontro, masterclass, workshop, visite a collezioni private e appuntamenti culturali su invito. L’idea è creare una rete solida che avvicini collezionisti locali e internazionali, dando slancio alla crescita economica e culturale dell’arte nella regione.
Noah Horowitz, CEO di Art Basel, ha sottolineato come Art Basel Qatar sia pensata come una piattaforma permanente, con uno sguardo che va oltre i giorni della fiera. Vincenzo de Bellis ha parlato di un modello “glocal”, capace di radicarsi nel territorio e al tempo stesso dialogare con il mondo intero. Una fiera che unisce locale e globale, sostenuta dalla rete internazionale di Art Basel ma con le radici ben salde nel contesto culturale che la ospita.
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