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Davide Quadrio confermato alla guida del MAO di Torino, Cecilie Hollberg nominata a Palazzo Madama

Davide Quadrio resta alla guida del Museo d’Arte Orientale di Torino

È lui il punto fermo di un percorso iniziato quattro anni fa, confermato per altri quattro. Una scelta unanime, che sottolinea la volontà di proseguire su una strada segnata da novità e risultati concreti. Intanto, Palazzo Madama si prepara a voltare pagina: dal 2027, Cecilie Hollberg – storica dell’arte con esperienza internazionale – prenderà le redini del museo. Due nomi, due luoghi simbolo della città, pronti a sfidare il futuro con rinnovato slancio.

Quadrio al MAO, conferma senza sorprese: continuità e crescita

Dopo una lunga selezione pubblica che ha coinvolto trenta candidati, la scelta è ricaduta ancora su Davide Quadrio. La Fondazione Torino Musei ha deciso di affidargli la direzione del Museo d’Arte Orientale fino al 2031, prolungando così il mandato iniziato nel 2022. Il presidente Massimo Broccio ha sottolineato come la decisione sia motivata dal valore del lavoro fatto e dalla crescita culturale del MAO sotto la sua guida.

La selezione, partita ufficialmente a gennaio 2026, cercava un profilo capace di unire competenze scientifiche, gestionali e curatoriali, qualità fondamentali per dirigere una realtà complessa come il MAO. La forza della candidatura di Quadrio sta nella sua idea del museo come spazio vivo, capace di dialogare tra passato e presente, superando il semplice ruolo di conservazione.

Il MAO si trasforma: arte contemporanea e dialogo culturale

Negli ultimi anni, sotto la guida di Quadrio, il MAO ha ampliato il suo sguardo. Non è più solo custode di reperti archeologici, ma un luogo aperto all’arte contemporanea, con mostre, residenze artistiche e interventi site-specific che intrecciano tradizione orientale e temi attuali.

Il programma Declinazioni Contemporanee porta in scena artisti internazionali come Lee Mingwei, Marzia Migliora e Kengo Kuma. Nell’edizione 2026, protagonisti sono stati Gala Porras-Kim e Dayanita Singh, con riflessioni sulla conservazione e trasmissione del patrimonio culturale.

Quadrio parla di una svolta definitiva: il MAO non è più un “museo archeologico”, ma un “luogo di vita”. Mentre si moltiplicano le iniziative contemporanee, si continua a lavorare sul riallestimento delle collezioni storiche, come nelle mostre Made in China e Song Dong. Soul Out, che rinnovano la prospettiva sul patrimonio.

Oltre le etichette: la visione di Quadrio per il MAO

Il punto di vista di Quadrio va oltre le tradizionali divisioni tra Oriente e Occidente. In una recente intervista su exibart, ha invitato a guardare l’Eurasia come un territorio di scambi e intrecci continui, superando la rigida separazione tra arte antica e contemporanea.

Così il museo si propone “al di là delle categorie”, pronto a raccontare storie nuove che mettono in luce la complessità delle relazioni culturali. Questa visione ha guidato tutta la sua gestione, che punta a un dialogo costante tra passato e presente, inserendo le collezioni in un contesto sempre in movimento.

Come è andata la selezione e cosa aspettarsi dal nuovo mandato

Il bando per la direzione del MAO è stato aperto il 20 gennaio 2026, insieme a quello per Palazzo Madama. Le candidature sono state chiuse a fine marzo e si cercava chi avesse esperienza curatoriale, scientifica e manageriale in strutture culturali pubbliche di rilievo. Quadrio, che con questo rinnovo resterà in carica fino al 2031, ha convinto per la sua capacità di consolidare le attività culturali, migliorare la programmazione e tenere rapporti solidi con partner internazionali.

L’obiettivo è chiaro: rafforzare il MAO come punto di riferimento per l’arte orientale e le pratiche contemporanee.

Davide Quadrio, un ponte tra Italia e Asia

Nato nel 1970, Quadrio ha costruito un profilo internazionale lavorando tra Italia e Asia. Dal 1998 ha guidato per oltre dieci anni il BizArt Art Center a Shanghai, uno dei primi spazi indipendenti per l’arte contemporanea in Cina. Nel 2007 ha fondato Arthub, dedicato alla produzione e promozione artistica asiatica.

Ha collaborato con il Bund 18 Creative Center e l’Aurora Museum, curando progetti per valorizzare l’arte contemporanea. Dal 2020 è visiting professor allo IUAV di Venezia. La sua esperienza si è arricchita partecipando a eventi internazionali come le Biennali di Shanghai e Gwangju, confermandolo come figura chiave nel dialogo tra culture orientali ed europee.

Cecilie Hollberg prende Palazzo Madama dal 2027

Accanto alla conferma di Quadrio, la Fondazione Torino Musei ha annunciato la nomina di Cecilie Hollberg a direttrice di Palazzo Madama, con incarico quadriennale dal febbraio 2027. Alla selezione hanno partecipato 35 candidati, e la commissione guidata da esperti come Sylvain Bellenger e Flaminia Gennari Santori ha scelto Hollberg all’unanimità.

Palazzo Madama è un simbolo della storia torinese e nazionale, con oltre duemila anni di memoria. Per Hollberg, questo incarico è una sfida strategica, con l’obiettivo di rafforzare le reti culturali a livello locale, nazionale e internazionale.

Cecilie Hollberg: esperienza internazionale e nuova linfa per Palazzo Madama

Storica dell’arte specializzata nel Medioevo, Hollberg ha un curriculum solido e variegato. Ha diretto la Galleria dell’Accademia di Firenze e il Museo civico di Braunschweig in Germania. È riconosciuta anche in ambito accademico, con un ruolo di Visiting Professor a Villa I Tatti, centro di studi legato a Harvard University.

Ha guidato progetti di ristrutturazione museale e riallestimento, curando mostre di arte antica e moderna. Insegna museologia e curatorial studies in vari contesti universitari internazionali. È Accademica d’onore all’Accademia di Belle Arti di Firenze e membro del consiglio direttivo del sito UNESCO della cattedrale medievale di Naumburg.

La sua esperienza promette di portare a Palazzo Madama una visione fresca e innovativa, valorizzando il patrimonio storico in dialogo con il presente.

Redazione

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