«Ricordo di un luogo, il respiro di un’emozione». Così si potrebbe sintetizzare “Raccontare e Raccontarsi”, la mostra che dal 5 al 18 novembre 2026 anima la Galleria Malinpensa di Torino. Quattro artisti, quattro sguardi diversi, accomunati da un tema profondo: il legame tra memoria, paesaggio e narrazione personale. Non si tratta solo di pittura o fotografia, ma di un vero e proprio dialogo tra colore e luce, tra pennellate decise e scatti che catturano l’istante. Ogni opera diventa uno specchio, uno spazio dove identità e ambiente si intrecciano, dando forma a emozioni e ricordi. Il risultato? Un viaggio intenso, che muove dalla simbologia pittorica all’atmosfera onirica, fino alla calma contemplativa della fotografia. Un invito a vedere il mondo con occhi nuovi.
Silvana Cestaro, torinese, lavora con la pittura in modo molto concreto ma anche pieno di sensibilità. La sua forza sta nell’uso sapiente della materia e del segno: luce, colore e texture si intrecciano creando immagini che sembrano vibrare. Non si limita a dipingere, ma interviene direttamente sulla superficie, modificando la percezione dello spazio. Le sue opere nascono da un equilibrio tra rigore e intensità emotiva, raccontando la memoria attraverso simboli e gesti concreti. Ogni quadro è il risultato di un’esperienza che coinvolge corpo e sguardo, dove la materia non resta mai ferma ma diventa racconto vivo. Così, davanti ai suoi lavori, lo spettatore si trova immerso in uno spazio che invita a soffermarsi e a guardare oltre la superficie.
Sam Giovando, artista di Monforte d’Alba, porta in pittura la materia del territorio. Usa pigmenti naturali presi dalla terra delle vigne, carbone dai tralci, polvere da coppi e mattoni delle cascine. Spesso inserisce anche pezzi di barrique, che arricchiscono le sue tele con un tocco materico e testimonianze concrete della cultura locale. Predilige l’olio su tela, legno e lino per raccontare paesaggi che parlano di memoria collettiva e storie di vita rurale. Il suo lavoro non è solo estetico: è un modo per entrare in contatto con radici profonde, affrontando temi come il tempo che passa e i mutamenti dell’ambiente. Le sue opere diventano così custodi di ricordi vissuti e raccontati con la forza della materia.
Luciano Esposto, in arte LUES, propone una pittura figurativa che gioca con il confine tra reale e onirico. Nato a Civitanova Marche, mescola surrealismo e realismo simbolico in quadri dove dettagli riconoscibili si fondono con scene sospese fuori dal tempo. La sua tecnica a olio e l’uso del chiaroscuro creano spazi che oscillano tra il visibile e l’invisibile. Nei suoi dipinti la quotidianità si trasforma, lasciando emergere storie simboliche che sfuggono a una lettura semplice. Il risultato sono opere che risvegliano sensazioni sottili e tensioni nascoste, un gioco di luci e ombre che spinge a riflettere sulla natura della realtà.
Gianalberto Righetti, da Genova, porta la fotografia nel racconto di “Raccontare e Raccontarsi”, concentrandosi sul paesaggio naturale e, in particolare, sugli alberi. Le sue immagini catturano momenti precisi, studiate con cura attraverso la luce, gli angoli e i riflessi che definiscono la scena. Righetti non si limita a documentare: isolando elementi naturali, trasforma la realtà in una narrazione silenziosa. Gli alberi diventano protagonisti carichi di significato, le loro forme raccontano storie di ritmo, profondità e atmosfere mutevoli. Attraverso la fotografia, la natura si rinnova in immagini che pur restando ancorate al reale, invitano a guardare il paesaggio con occhi nuovi, coinvolgendo lo spettatore in una contemplazione intensa e inaspettata.
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