Skip to content
vangoghmultimediaexperience.it

vangoghmultimediaexperience.it

  • News
  • Eventi
  • Storie
  • Itinerari
  • Home
  • 2026
  • Ottobre
  • 25
  • Biennale di Sharjah 2027: Il presente svelato attraverso l’arte di 109 artisti internazionali
  • Eventi

Biennale di Sharjah 2027: Il presente svelato attraverso l’arte di 109 artisti internazionali

Redazione 25 Ottobre 2026

Sharjah, un piccolo emirato degli Emirati Arabi Uniti, si prepara a trasformarsi ancora una volta in un crocevia pulsante dell’arte contemporanea. Dal 21 gennaio al 13 giugno 2027, la città ospiterà la sua 17ª Biennale, un evento che sfida l’idea tradizionale di mostra: qui non si espongono solo opere, si intrecciano storie, memorie, identità. Angela Harutyunyan e Paula Nascimento, le curatrici scelte dalla Sharjah Art Foundation, hanno radunato 109 artisti provenienti da Africa, America Latina, Europa dell’Est e Medio Oriente. Il loro compito? Raccontare un presente in divenire, sospeso tra passato e futuro, tra ciò che è stato e ciò che ancora deve emergere. Una modernità fragile, ma vibrante, tutta da scoprire.

Passato e presente in dialogo

Dietro la Biennale c’è un percorso fatto di scambi e domande, che ha guidato le curatrici nel costruire un filo conduttore capace di attraversare tempo e spazio. Paula Nascimento spiega come tutto sia nato da conversazioni con gli artisti, dall’analisi delle strutture materiali di Sharjah e da uno sguardo attento alle “storie e cicli di violenza” che si sedimentano senza ripetersi, ma trasformandosi. Qui le “infrastrutture” non sono solo edifici, ma reti di rapporti, connessioni tra esseri viventi, sistemi invisibili che influenzano la vita sociale.

Le opere, dunque, non parleranno solo con gli spazi fisici della città, ma anche con questi elementi meno tangibili che muovono la società di oggi. La curatela ha scelto un formato fluido e complesso, che invita a vedere l’arte come un processo condiviso, aperto a riflessioni collettive e collaborazioni. Angela Harutyunyan lo definisce come una “danza” dove i diversi lavori si intrecciano, a volte si sovrappongono, altre si confrontano, mantenendo un dialogo costante. Così la mostra diventa uno specchio delle contraddizioni e delle tensioni del mondo attuale, filtrate dalla sensibilità degli artisti.

Un mosaico di artisti e territori poco raccontati

La selezione degli artisti è frutto di più fasi, con un’attenzione particolare a chi lavora su temi legati al nucleo della Biennale. Paula Nascimento sottolinea come molte opere integrino elementi educativi senza scadere nella lezione frontale. Tra gli invitati, molti sono vecchie conoscenze della curatrice, ma non mancano nuove voci che allargano lo sguardo della rassegna.

Uno dei punti di forza è l’attenzione all’Africa lusofona e alle sue diaspore, un richiamo diretto alle radici di Nascimento. Ma la mappa si allarga: il criterio di scelta parte da una rete di relazioni e interessi, abbracciando discipline e generazioni diverse. Tra i protagonisti ci sono sia artisti affermati sia emergenti, molti dei quali presenteranno progetti realizzati appositamente per questa Biennale.

Il peso delle donne in Sharjah Art Foundation

L’ingresso di Angela Harutyunyan nel team curatoriale mette in luce un aspetto spesso poco raccontato: il ruolo femminile nella gestione culturale di Sharjah. La curatrice ricorda come la maggior parte del gruppo operativo sia composto da donne che lavorano con autonomia e spirito d’iniziativa, in un equilibrio tra radici locali e pubblico globale. Questa presenza femminile si traduce in una cura attenta del patrimonio culturale e in una mediazione efficace tra tradizione e linguaggi contemporanei.

Con un passato accademico alle spalle, Harutyunyan porta un metodo rigoroso, basato su fonti e riferimenti storici e teorici. Il suo sguardo si posa sull’identità materiale e simbolica delle opere, indagandone la storia senza ridurle a semplici illustrazioni. Per lei, la Biennale diventa anche una piattaforma educativa, arricchita da un programma di apprendimento rivolto alle comunità locali, che trasforma la manifestazione in un’occasione di crescita collettiva.

Oltre l’esposizione: un’eredità culturale

L’obiettivo del progetto curatoriale va oltre la vetrina temporanea. Harutyunyan sottolinea come le tracce lasciate dagli artisti possano superare le loro intenzioni, aprendo nuovi spazi di interpretazione. Così la Biennale si configura come un archivio vivo del presente, una risorsa preziosa per chi vorrà studiare le dinamiche culturali di questo periodo.

Nascimento conferma il ruolo della Biennale come piattaforma per gli artisti del Sud globale, dando visibilità a chi spesso resta ai margini delle grandi rassegne internazionali. Ma il dialogo non si ferma qui: si apre a istituzioni educative e culturali locali, creando ponti tra Sharjah, l’Africa sud-occidentale e altre realtà. Questo scambio di storie e pratiche rafforza la dimensione globale e inclusiva dell’evento.

Sharjah tra tradizione e futuro

Dalla Biennale emerge un’immagine di Sharjah come città con una doppia anima: da un lato custode attenta del proprio patrimonio materiale e immateriale, dall’altro impegnata a confrontarsi con le sfide geopolitiche del Medio Oriente. Harutyunyan riconosce alla Sharjah Art Foundation un ruolo chiave nella diffusione di una cultura che non si rivolge solo a un’élite, ma coinvolge la comunità multiforme dell’emirato.

Per Nascimento, Sharjah si distingue per un’atmosfera di calma e lentezza difficile da trovare nelle grandi città, un ritmo che genera accoglienza e misura. Il mare che circonda questo paesaggio desertico contribuisce a rendere il luogo unico. Qui tradizione, innovazione e arte si intrecciano in un’esperienza culturale originale.

Sharjah si conferma così una tappa imprescindibile del circuito artistico contemporaneo, capace di attirare l’attenzione mondiale senza perdere il legame con la propria storia e il proprio contesto sociale. La Biennale 2027 promette di raccontare il presente con la complessità e la ricchezza che solo l’arte globale sa offrire.

Continue Reading

Previous: Marisa Merz a Torino: 5 curiosità da scoprire prima della grande retrospettiva del 2026

Related Stories

Marisa Merz a Torino: 5 curiosità da scoprire prima della grande retrospettiva del 2026
  • Eventi

Marisa Merz a Torino: 5 curiosità da scoprire prima della grande retrospettiva del 2026

25 Ottobre 2026
Rammellzee al Museion di Bolzano: la rivoluzione dei graffiti nella prima retrospettiva europea
  • Eventi

Rammellzee al Museion di Bolzano: la rivoluzione dei graffiti nella prima retrospettiva europea

24 Ottobre 2026
Popsophia Pesaro 2026: aprono le prenotazioni per i philoshow gratuiti su Bob Dylan e Freddie Mercury
  • Eventi

Popsophia Pesaro 2026: aprono le prenotazioni per i philoshow gratuiti su Bob Dylan e Freddie Mercury

24 Ottobre 2026

Articoli recenti

  • Biennale di Sharjah 2027: Il presente svelato attraverso l’arte di 109 artisti internazionali
  • Marisa Merz a Torino: 5 curiosità da scoprire prima della grande retrospettiva del 2026
  • Rammellzee al Museion di Bolzano: la rivoluzione dei graffiti nella prima retrospettiva europea
  • Popsophia Pesaro 2026: aprono le prenotazioni per i philoshow gratuiti su Bob Dylan e Freddie Mercury
  • Biennale di Sharjah 2027: il presente raccontato dalle curatrici tra arte e memoria globale
Copyright © All rights reserved.