Skip to content
vangoghmultimediaexperience.it

vangoghmultimediaexperience.it

  • News
  • Eventi
  • Storie
  • Itinerari
  • Home
  • 2026
  • Ottobre
  • 24
  • Andrea Fogli al Museo di Capodimonte: forme fragili e arte contemporanea tra emozione e mercato
  • Eventi

Andrea Fogli al Museo di Capodimonte: forme fragili e arte contemporanea tra emozione e mercato

Redazione 24 Ottobre 2026

Nel Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli si svela in una mostra che cattura e sorprende. Andrea Fogli, con la sua arte, intreccia memoria e presente in un racconto visivo unico. Non è un omaggio scontato: è un viaggio tra sacro e profano, tra simboli antichi e visioni intime. La sua opera sfida le mode e respinge l’omologazione, portando un rigore intellettuale raro nel panorama contemporaneo. Qui l’arte non cerca il facile consenso, ma si fa specchio di una città sempre in movimento, complessa e sfuggente.

Napoli come una galassia di immagini tra tradizione e presente

Atlas Partenope, la mostra curata da Vincenzo Stanziola, si sviluppa su una decina di polittici che occupano le pareti del secondo piano del museo. Il progetto prende forma nella cosiddetta “galassia immaginale partenopea”, un’espressione che Fogli usa per descrivere Napoli come un universo complesso, stratificato, fatto di incontri e contrasti. Nei disegni emergono figure e simboli tipici della città: da Pulcinella alle “capuzzelle”, dalle Madonne barocche alle sfingi, passando per i femminielli e le atmosfere dei presepi napoletani. Fogli evita la retorica facile del “vedi Napoli e poi muori” e propone invece un racconto che non si lascia andare alla nostalgia, ma che si muove in un rapporto personale con simboli forti, rielaborati con occhio critico e distaccato.

Qui l’iconografia alta e la cultura popolare si mescolano senza seguire schemi precostituiti. La firma dell’artista, netta e riconoscibile, costruisce un atlante di segni che non pretende verità assolute, ma lascia spazio a una realtà molteplice e in continuo divenire. La mostra diventa così una riflessione sul presente e sul passato della città, sulle contraddizioni del suo immaginario collettivo, senza cedere a semplificazioni o stereotipi. Questo paesaggio mentale partenopeo si trasforma in un teatro di significati, dove ogni dettaglio porta con sé un valore simbolico aperto a diverse interpretazioni.

Carboncino su carta comune: l’effimero al centro del racconto

Uno degli aspetti più sorprendenti della mostra è la tecnica con cui Fogli ha realizzato oltre 140 fogli per i dieci polittici esposti. Il carboncino è il mezzo principale, ma non è usato su supporti convenzionali. Fogli sceglie carte destinate all’uso quotidiano, come quelle da alimenti, trattandole con un procedimento simile alla calcografia. La pressione trasferisce il carboncino sulla superficie porosa o oleata della carta, creando stampe delicate e fragili.

Dietro questa scelta c’è un’intenzione precisa. L’effimero dell’opera, che sembra quasi destinata a deteriorarsi, sottolinea proprio la caducità della realtà rappresentata e il carattere transitorio dell’arte. Non si cerca di fissare un oggetto perfetto o eterno, ma di dare valore alla fragilità stessa del lavoro. L’approccio di Fogli alla materia è rigoroso e fedele al proprio percorso artistico, senza compromessi.

Usare carte “non artistiche” invita chi guarda a riflettere sul valore dell’opera e sui materiali impiegati. L’artista spezza così il circuito consueto dell’arte contemporanea, dominato da mercati e strategie di marketing, riportando l’attenzione sulla concretezza e sulla manualità. Ogni tratto di carboncino diventa testimonianza di un gesto meditato, che si lega alla storia della città ma anche a un’esperienza profondamente personale.

Disegni, ripitture e argilla: un percorso che si apre a più linguaggi

Atlas Partenope si sviluppa su più sale, mostrando le diverse sfaccettature della ricerca di Andrea Fogli. La sala principale ospita i polittici, mentre le altre due accolgono una selezione di “ripitture” di santini e cartoline postali realizzate in circa vent’anni, insieme a una nuova installazione in argilla cruda. Quest’ultima si presenta quasi come un’epigrafe, un elemento materico che chiude il discorso visivo con un legame concettuale profondo.

Il tema della devozione attraversa tutta la mostra, declinato in modi diversi ma connettendo i lavori in un unico racconto. L’atlante napoletano di Fogli non è un episodio isolato, ma il primo capitolo di un progetto lungo decenni. I sette Atlanti precedenti mostrano come l’artista abbia esplorato costantemente le forme della spiritualità e della cultura popolare, inserendosi in una tradizione che dialoga con il passato e si proietta nel presente.

L’installazione in argilla, con la sua materia ruvida e primitiva, si contrappone volutamente alla leggerezza e trasparenza dei disegni su carta, aprendo uno spazio tattile e ancestrale. Questo elemento sottolinea la capacità di Fogli di muoversi tra linguaggi diversi senza perdere coerenza, confermando la sua natura poliedrica e la volontà di offrire nuovi modi per leggere la realtà napoletana.

Napoli secondo Fogli: una realtà fragile che sfugge a definizioni semplici

Uno dei punti fermi della mostra è l’idea che la realtà non si lascia ingabbiare in definizioni nette o immagini univoche. Napoli, più di molte altre città, appare come un mosaico di elementi contrastanti, un territorio complesso che sfugge a facili interpretazioni. Le immagini di Fogli incarnano questa verità in continua trasformazione, fragile come un foglio di carta bagnato, che si scioglie e cambia sotto le dita.

I simboli spesso considerati stereotipi – Pulcinella o le primule – non sono qui nostalgia, ma strumenti per dialogare con la stratificazione culturale della città. L’artista non si limita a raccogliere immagini, ma le smonta e le rimonta, creando relazioni nuove e aperte a molte interpretazioni. Questo rende il lavoro di Fogli interessante non solo per chi conosce Napoli, ma anche per chi vuole capire le dinamiche dell’arte contemporanea e la complessità delle identità urbane.

La mostra resterà aperta fino al 31 gennaio 2027, offrendo tempo più che sufficiente per scoprire, capire e riflettere su un atlante di Napoli raccontato con sensibilità e con un modo di fare arte che sfida ogni forma di convenzione.

Continue Reading

Previous: Intelligenza Artificiale e Bias: Chi Controlla il Futuro degli Algoritmi in Italia?
Next: Biennale di Sharjah 2027: il presente raccontato dalle curatrici tra arte e memoria globale

Related Stories

Rammellzee al Museion di Bolzano: la rivoluzione dei graffiti nella prima retrospettiva europea
  • Eventi

Rammellzee al Museion di Bolzano: la rivoluzione dei graffiti nella prima retrospettiva europea

24 Ottobre 2026
Popsophia Pesaro 2026: aprono le prenotazioni per i philoshow gratuiti su Bob Dylan e Freddie Mercury
  • Eventi

Popsophia Pesaro 2026: aprono le prenotazioni per i philoshow gratuiti su Bob Dylan e Freddie Mercury

24 Ottobre 2026
Biennale di Sharjah 2027: il presente raccontato dalle curatrici tra arte e memoria globale
  • Eventi

Biennale di Sharjah 2027: il presente raccontato dalle curatrici tra arte e memoria globale

24 Ottobre 2026

Articoli recenti

  • Rammellzee al Museion di Bolzano: la rivoluzione dei graffiti nella prima retrospettiva europea
  • Popsophia Pesaro 2026: aprono le prenotazioni per i philoshow gratuiti su Bob Dylan e Freddie Mercury
  • Biennale di Sharjah 2027: il presente raccontato dalle curatrici tra arte e memoria globale
  • Andrea Fogli al Museo di Capodimonte: forme fragili e arte contemporanea tra emozione e mercato
  • Viaggi On The Road tra Castelli da Fiaba: Scopri i Borghi Medievali e Hotel di Lusso in Italia
Copyright © All rights reserved.