Un pianoforte invisibile suona, e su di esso si riflette una figura sfuggente. Poco distante, una zingara in grès alta più di due metri domina lo spazio, mentre tre principesse, come uscite da un’antica fiaba, attendono il loro turno. Sono questi alcuni dei protagonisti dell’asta di Arte Moderna e Contemporanea che Aste Bolaffi inaugurerà il 3 novembre a Torino. Chi desidera immergersi in questo universo potrà visitare l’esposizione dal 29 ottobre, nel cuore pulsante della settimana dell’arte torinese. Oltre un secolo di evoluzioni artistiche prende vita in queste opere, tra grandi maestri, tecniche innovative e sperimentazioni capaci di catturare lo sguardo e l’emozione.
Novecento e edizioni: de Chirico, Morandi e Miró in vetrina
La selezione di multipli e edizioni mette insieme alcune firme fondamentali del Novecento. Nel portfolio Mythologie, nato nel 1938 dalla collaborazione tra Giorgio de Chirico e Jean Cocteau, si ritrovano atmosfere surreali che hanno segnato l’arte europea. Accanto a questa rarità, una preziosa acquaforte di Giorgio Morandi, maestro della rappresentazione essenziale, e una grande stampa di Joan Miró, che con i suoi colori e le forme astratte ha rivoluzionato il linguaggio artistico. In più, un piccolo gruppo di ceramiche di Pablo Picasso testimonia la passione dello spagnolo per i materiali diversi. Non manca la storica lapide La donnola e la lima di Salvo, prodotta dalla Galleria Multipli di Torino, e il libro d’artista I mille fiumi più lunghi del mondo di Alighiero Boetti, risalente al 1978, che riflette il suo interesse per la geografia e i linguaggi simbolici. Gli appassionati di fotografia potranno invece scoprire una selezione di immagini firmate da Matiz, Giacomelli, Fontana, Ghirri e Hofer, alcuni tra i migliori interpreti italiani del Novecento.
Da Vittorio Zecchin ai Sei di Torino: un viaggio tra modernismo e avanguardia
Tra le opere uniche spiccano nomi e capolavori che attraversano correnti diverse. La tela olio e oro su tela di Vittorio Zecchin, Tre principesse nel giardino, parte del ciclo Le mille e una notte, è un gioiello del liberty veneziano. Realizzata nel 1914 e destinata all’Hotel Terminus, è una delle sole dieci opere esistenti di quel ciclo, con una base d’asta di 45.000 euro. A fianco, un oggetto insolito firmato Felice Casorati: un paralume dipinto che mostra la versatilità e la voglia di sperimentare dell’artista torinese. Non potevano mancare i Sei di Torino, il gruppo che ha segnato la scena culturale cittadina nel primo Novecento. Da questo filone spicca il Nudo rosa di Gigi Chessa del 1932, opera di grande formato e valore, che porta avanti una tradizione fatta di semplicità e intensità. A seguire, due Fiori di Filippo de Pisis degli anni Quaranta, un dipinto floreale di Mario Tozzi del 1925 e un grande Ennio Morlotti degli anni Settanta, noto per l’energia materica e cromatica delle sue tele, proveniente dalla storica mostra londinese alla Galleria Marlborough.
Guttuso, Castellani, Schifano: maestri tra pittura e sperimentazione
La raccolta non dimentica i grandi protagonisti del secondo dopoguerra. Renato Guttuso porta due opere importanti: Amici di via Margutta, quadro del 1948 che racconta con forza la vita di città, e un grande nudo che riflette il suo impegno sui temi umani e sociali. Tra le opere con le valutazioni più alte spicca la Superficie bianca di Enrico Castellani del 2005, un acrilico su tela di 100×80 centimetri che riprende la sua ricerca sul rilievo della superficie e il gioco di luci e ombre, stimata fino a 170.000 euro. Mario Schifano è presente con un grande smalto e pastello su tela del 1979–80, un’opera che mescola i codici della pop art con un sentire più immediato, valutata tra 60.000 e 100.000 euro. Queste opere raccontano momenti chiave della pittura italiana contemporanea, dove tradizione e innovazione si incontrano.
Il gioiello di Pistoletto e le sculture simboliche di Martini e Salvo
Tra le star dell’asta spicca Michelangelo Pistoletto con il suo Pianista, serigrafia unica su acciaio inox lucidato a specchio, realizzata tra il 1962 e il 2002. Non è un semplice lavoro grafico: misura 148×125 centimetri e ha una stima tra 600.000 e 800.000 euro. L’opera rappresenta il celebre rapporto che Pistoletto ha creato tra immagine riflettente e percezione dello spettatore, una ricerca che lo ha reso famoso nel mondo. Poco distante, cattura l’attenzione l’assemblaggio Mur 807 di Reynaud, del 1967, lungo tre metri, apprezzato per il suo valore museale. Le sculture occupano un posto di rilievo grazie a nomi come Sandro Chia e Piero Gilardi, ma anche Agustín Cárdenas, noto per le sue forme astratte e sensuali. Spicca il bronzo San Giorgio e il drago, unico esemplare di Salvo, valutato tra 10.000 e 15.000 euro, simbolo di mito e coraggio. Di grande prestigio è anche La Zingara di Arturo Martini, una scultura in grès alta 208 centimetri, realizzata tra il 1933 e il 1934 con una tecnica complessa che ha richiesto diverse versioni. La serie doveva essere limitata a sei pezzi, ne sono rimasti tre noti; quello in asta è appartenuto a Domenico Caraceni ed è stato esposto nel suo showroom milanese fino alla chiusura, con una stima tra 60.000 e 100.000 euro.
Sguardo al presente: Castelli e gli artisti torinesi di oggi
L’attenzione si sposta infine sulle nuove generazioni e sull’arte contemporanea torinese. Tra le proposte più significative c’è il dittico La variabilità del peso delle cose di Guglielmo Castelli, realizzato nel 2011 e stimato tra 40.000 e 60.000 euro. L’opera affronta in modo complesso il tema della trasformazione e dell’incertezza, molto sentito oggi. L’asta diventa così un ponte tra passato e presente, con artisti storici e talenti emergenti che dialogano nel contesto di Artissima, evento centrale per il mercato e la cultura artistica torinese. L’appuntamento del 3 novembre a Torino offre un’occasione unica per guardare da vicino decenni di sperimentazioni, innovazioni e autentici capolavori che hanno segnato l’arte italiana e internazionale.
