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Chiara Bettazzi a Roma: FUORI QUADRO, la mostra dove gli oggetti escono dalla cornice

Redazione 13 Ottobre 2026

La fotografia non è mai solo immagine, spiega Chiara Bettazzi, mentre le sue opere dialogano con lo spazio di Spazio Nuovo, a Roma. Oggi, 14 ottobre, apre Fuori Quadro, la sua prima mostra personale in galleria, curata da Benedetta Casini. Qui, le fotografie non restano confinate dietro vetri o cornici: si fondono con installazioni che sfidano la percezione, trasformando l’oggetto ritratto in qualcosa di vivo, tangibile. Non è più solo un ricordo impresso sulla pellicola, ma una porta aperta tra memoria e presente, tra ciò che vediamo e ciò che sentiamo. Fino al 18 novembre 2026, questo progetto invita a superare il limite tra immagine e realtà.

Bettazzi e la sua ricerca: dall’oggetto all’immagine, un percorso fatto di materiali e ricordi

Nel suo laboratorio a Prato, Bettazzi accumula e sceglie con cura una serie di oggetti: bottiglie, vasi, piatti, ma anche pezzi di arredamento e residui urbani carbonizzati. Tutto ha una storia, spesso recuperata in mercatini vintage, fabbriche dismesse o luoghi di archeologia industriale locale. Qui gli oggetti perdono la loro funzione originale e entrano a far parte di un archivio in continua evoluzione, una fonte inesauribile da cui nascono le sue installazioni temporanee.

L’artista non costruisce semplici composizioni statiche. Al contrario, studia come i volumi e le superfici si relazionano nello spazio, creando “intervalli” visivi che invitano lo spettatore a un dialogo. Solo dopo scatta le fotografie, che fissano queste configurazioni effimere trasformandole in nuove immagini. Un gesto che mette in luce il rapporto tra la materia concreta e la memoria visiva, tema ricorrente nel suo lavoro.

Fuori Quadro: quando la fotografia si fa presenza concreta nello spazio

La particolarità di Fuori Quadro sta nel mettere in scena un confronto diretto tra gli oggetti fotografati e gli stessi oggetti fisicamente presenti nella mostra. Benedetta Casini, curatrice, spiega come questi elementi si “sdoppino” nel tempo e nello spazio, esistendo contemporaneamente dentro e fuori la cornice, vivi come oggetti reali e come immagini.

Questo gioco di sovrapposizioni coinvolge il pubblico, che può vedere con i propri occhi le differenze e le somiglianze tra realtà e fotografia, cogliendo così continuità ma anche trasformazioni. La cornice, da semplice confine, diventa un ponte che unisce mondi diversi in un dialogo fluido. Non è un caso che la mostra richiami la tradizione della natura morta, un genere nato nel XVI secolo che usava oggetti di uso quotidiano per parlare dello spazio oltre la pittura. Bettazzi riprende questo tema e lo aggiorna, lasciando che l’oggetto sia al tempo stesso materia, immagine e memoria.

Chiara Bettazzi: radici profonde e nuovi sguardi sui luoghi

Nata a Prato nel 1977, Chiara Bettazzi ha attraversato diversi linguaggi artistici: dalla fotografia alle installazioni, dai video agli interventi site specific. Dal 2005 lavora nell’ex Lanificio Bini di Prato, dove ha fondato SC17, uno spazio dedicato alla produzione culturale e alla ricerca. Nel 2015 ha dato vita a TAI – Tuscan Art Industry, un progetto che mette insieme arte contemporanea, patrimonio industriale e paesaggio, coinvolgendo le comunità locali con mappature e interventi su aree dismesse.

Fuori Quadro è un esempio emblematico di questo suo interesse per l’identità dei luoghi e per la trasformazione delle immagini in testimonianze vive. Le sue opere sono presenti in collezioni importanti, come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Collezione Farnesina, Casa Masaccio – Centro per l’Arte Contemporanea, il Museo di Santa Maria della Scala, il Castello di Ama e Villa Rospigliosi. Ora, a Spazio Nuovo, il pubblico romano può immergersi in un’esperienza che mescola materia, memoria e visione, offrendo un confronto diretto con il tempo e l’oggetto.

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