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ArtVerona 2026: Guida Completa agli Itinerari d’Arte da Borgo Roma per Appassionati e Professionisti

Verona si accende nell’ultima giornata di ArtVerona 2026. Musei, gallerie private e spazi indipendenti diventano tappa dopo tappa un percorso pulsante di incontri e suggestioni. L’arte contemporanea non resta chiusa nei musei: si mescola con la storia antica della città, creando un dialogo vibrante che attraversa strade e piazze. È un invito a guardare Verona con occhi diversi, a scoprire angoli nascosti e a lasciarsi sorprendere da mostre pensate tanto per gli appassionati quanto per i professionisti del settore.

ArtVerona 2026: dialoghi e sezioni che raccontano l’arte di oggi

Dal 9 all’11 ottobre, i padiglioni 11 e 12 di Veronafiere hanno ospitato la ventunesima edizione di ArtVerona, guidata dalla curatela di Laura Lamonea. Il filo conduttore, “Tra parentesi”, ha voluto mettere in luce la relazione autentica tra gallerie, artisti, collezionisti e pubblico, andando oltre la semplice connessione per favorire un confronto più profondo. Il tema si rifà al concetto di Intermedia, nato con Dick Higgins negli anni Sessanta, che celebra l’arte che si muove tra media diversi. Il nuovo logo, firmato da Alessio D’Ellena, rispecchia proprio questa contaminazione.

La fiera si è articolata in cinque sezioni principali, con un padiglione dedicato al cinema, alla sua seconda edizione, che ha proposto proiezioni e incontri nel ciclo CONVER_SIAMO, pensati come spazi di scambio creativo. Tra le novità, l’installazione PORTALUCE di Edizioni Brigantino ha trasformato la Galleria dei Signori in un’area di sosta e contemplazione. Il podcast “Invito a vedere”, ideato da Lamonea e Santagostino, ha accompagnato il pubblico con voci e storie dal mondo dell’arte.

Tra le sezioni più seguite, la Main Section ha messo a confronto arte moderna e contemporanea. Effetto Sauna ha affiancato artisti affermati e nuovi talenti. Pittura si è concentrata su pittura e disegno gestuali e segnici, mentre Still [per lo sguardo] ha esplorato le potenzialità espressive della fotografia, favorendo il dialogo tra generazioni. Focus Corea ha portato all’attenzione la scena artistica sudcoreana, grazie al lavoro della piattaforma indipendente AWave, impegnata nel confronto tra Europa e Asia.

Tra Borgo Roma e il Cimitero Monumentale: Habitat Ottantatré e Artericambi Gallery

Il percorso parte da via Mantovana, vicino a Borgo Roma, dove Habitat Ottantatré ospita la bipersonale “FUTURO PRESENTE” di Laura Pugno e Filippo Tommasoli. Le opere, tra fotografia, scultura e installazioni, riflettono sulle trasformazioni ambientali e sociali in corso: erosione, cambiamenti climatici, perdita di identità e fragilità degli ecosistemi disegnano un futuro già presente.

A pochi passi, ARTERICAMBI Gallery presenta la prima mostra italiana di Kilian Schoenenberger, “Continuously expanding polygon”. Le sue opere giocano con la distorsione tra realtà e media digitali, creando immagini sospese tra evocazione visiva e sperimentazione materica. Il cuore della sua ricerca è la natura stessa dell’immagine e la sua evoluzione in un mondo sempre più connesso.

Non lontano si trova la Collezione De Iorio, visitabile su appuntamento. Questa raccolta privata è un tesoro per chi vuole approfondire l’arte contemporanea veronese, con opere di grande valore ospitate in un ambiente intimo e curato.

Nuove visioni al Cimitero Monumentale e al Museo degli Affreschi

Spostandosi verso il Cimitero Monumentale, Studio la Città presenta “Renaissance Removal Paintings” di Lucas Reiner. Qui lo sfondo, di solito marginale, diventa protagonista, con opere che riflettono sull’arte concettuale e sulla percezione dello spazio secondario.

Accanto, Hiroyuki Masuyama propone “Between Light and Shadow”, un lavoro che esplora i cicli vitali e i processi naturali osservati fin dall’infanzia. La sua arte mette in dialogo microcosmo e macrocosmo, un ponte tra sensibilità e cosmologia.

La personale “Water and Sunlight” di Mikhael Subotzky racconta, attraverso fotografia, video e pittura, il Sudafrica post-apartheid, mettendo a nudo disuguaglianze e contraddizioni sociali con una narrazione ricca e stratificata. L’opera intreccia esperienza personale e riflessione politica, smascherando artifici della rappresentazione.

“Series X” di Stuart Arends evolve le sue precedenti ricerche ispirate a Piero della Francesca e Medardo Rosso. Mescolando cera e olio, crea spazi dove lo spettatore può trovare momenti di pausa e scambio, svelando nuove dimensioni della materia e del gesto artistico.

Al Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle, nella suggestiva cornice della tomba di Giulietta, la mostra “Divine Passioni” espone “Venere e Adone” di Giulio Carpioni, capolavoro settecentesco proveniente dai depositi dei Musei Civici. Una tappa inserita nel progetto culturale di Verona in Love 2026.

Natura e contemporaneo: Museo di Storia Naturale e Galleria Achille Forti

Nel quartiere di Veronetta, il Museo di Storia Naturale presenta “Microrganismi straordinari”, una mostra fotografica itinerante curata dall’Università di Torino con la European Culture Collections’ Organization. Le immagini, frutto di ricerche europee, svelano mondi invisibili e la complessità della vita microscopica.

Si prosegue verso il cuore antico, al Ponte delle Navi, con la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti che dedica uno spazio a Renato Birolli. “Focus on Renato Birolli” espone tre nuove opere accanto a capolavori già in collezione, raccontando il percorso del pittore veronese del Novecento.

All’interno del progetto Secondo tempo | Palazzo Forti, la mostra “Lascia un segno” invita il pubblico a diventare parte dell’opera, mentre “Affioramenti. Basaldella tra segno, materia e spazio” celebra Mirko Basaldella e i fratelli Afro e Dino, sottolineando il ruolo della famiglia Basaldella nell’arte internazionale del secolo scorso.

Una novità importante è la riapertura dell’area archeologica sotterranea di Palazzo Forti, chiusa per oltre dieci anni e ora finalmente accessibile. Questo spazio offre un’immersione negli strati storici del palazzo, regalando una nuova esperienza ai visitatori.

A ottobre, il terzo piano di Palazzo Forti ospita “The Lawn” di Elena Guerreschi, presentata per la prima volta. L’installazione riflette sulla sostituzione del naturale con il replicato artificiale, mettendo in scena la tensione tra natura e intervento umano.

Ultima tappa: il Convento di San Bernardino e la sensibilità di Luca Trevisani

L’itinerario si chiude al Convento di San Bernardino, vicino a Piazza Zeno, con “Rosa”, la personale di Luca Trevisani. Nella Sala Morone, l’artista raccoglie oltre vent’anni di lavoro, esplorando il mondo sensibile come organismo vivente. La mostra mette in luce la storia come stratificazione di gesti umani e vede nella fragilità la chiave per una conoscenza profonda.

L’opera apre spazi di riflessione che uniscono passato e presente, invitando a pensare alle tracce lasciate dall’uomo e alle trasformazioni del tempo contemporaneo. L’installazione sarà visitabile fino al 22 ottobre, chiudendo così un calendario ricco e intenso per ArtVerona 2026.

Redazione

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