Un segno sul foglio, rapido e deciso, racconta più di mille parole. Dal 21 al 29 novembre 2026, Milano si trasforma nel cuore pulsante del disegno contemporaneo con la sesta edizione della Drawing Week. Nove giorni in cui la città si anima di tratti, storie e idee, mescolando maestri affermati e giovani talenti emergenti. Il disegno, solitamente nascosto negli studi degli artisti, prende vita in gallerie, spazi istituzionali e angoli inaspettati, trasformando ogni luogo in un palcoscenico capace di sorprendere e coinvolgere chiunque passi di lì.
Curata dalla Collezione Ramo e sostenuta dall’assessorato alla Cultura del Comune, la rassegna mette in luce il disegno italiano del Novecento e del nuovo millennio. Qui il disegno non è solo tecnica, ma un ponte tra epoche, tra sperimentazione e tradizione. La Collezione Ramo, con un archivio di circa 800 opere, offre agli artisti contemporanei la possibilità di dialogare con pezzi storici. Il gioco è semplice e stimolante: scegliere un’opera e confrontarsi liberamente, creando accostamenti inediti che danno vita a nuove interpretazioni.
Nascono così incontri sorprendenti, come quello tra Massinissa Selmani e Lucio Del Pezzo, o tra Roberto De Pinto e Bruno Munari, fino al confronto acceso tra Nicole Colombo e Alighiero Boetti. Questi abbinamenti creano una tensione produttiva tra passato e presente, mostrando come il disegno possa essere al tempo stesso ponte e specchio.
Le mostre si snodano in otto gallerie milanesi e internazionali, ognuna con un carattere proprio: Alma Pearl ad ACE, Artnoble Gallery allo Studio Lombard, Francesca Minini, Matta, Rizzutogallery in Park Associati, Tiziana Di Caro a Osart Gallery, Triangolo allo Studio di Marco Piva e Umberto Di Marino nelle Gallerie Guzzetti.
Non si tratta solo di esporre opere, ma di far vivere al pubblico la materia del disegno. Opere di maestri del Novecento come Mario Schifano, Emilio Scanavino e Bruno Munari dialogano con lavori più recenti. Alla Fondazione Scanavino, per esempio, una selezione speciale mette in luce vent’anni di disegni su carta, con un focus sui lavori erotici finora inediti dell’artista. Alla Cittadella degli Archivi, invece, è di scena Ericailcane, noto per i suoi animali antropomorfi, che amplia il formato del disegno portandolo in una dimensione urbana e collettiva.
Una parte fondamentale della settimana è il public program, pensato per spingere la pratica artistica oltre l’oggetto finito. Tra workshop, incontri, sketch collettivi e attività per bambini, il disegno diventa un momento di condivisione. Si rompe l’idea del disegno come attività solitaria o prodotto esclusivo.
Alessandro Bonaccorsi, con “Il disegno brutto”, propone un laboratorio che libera dalla pressione della perfezione estetica, invitando a creare in modo spontaneo e senza filtri.
Queste iniziative educative e partecipative allargano il modo di vivere il disegno, trasformandolo in un linguaggio accessibile e aperto a tutti, capace di avvicinare persone di ogni età a diverse forme di espressione.
Torna anche il Premio Milano Drawing Week, che sostiene un artista emergente selezionato tra i partecipanti. Nel 2026, il premio consiste in una residenza di un mese a Londra, ospitata dal Worlding Project. Fondato da Joana Neves e Diogo Pimentão, questo spazio punta a rafforzare la rete internazionale intorno al disegno e a promuovere progetti che uniscono linguaggi e territori diversi.
Il premio non è solo un riconoscimento, ma una vera e propria piattaforma per far crescere la presenza del disegno contemporaneo nel panorama globale.
Milano conferma così il suo ruolo di crocevia fondamentale per un’arte antica ma sempre viva, capace di accogliere la complessità del presente senza perdere la freschezza delle sue origini. La Drawing Week 2026 si apre a nuove strade, dove il segno diventa racconto, gesto, esperienza condivisa.
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