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Tomás Saraceno a Monaco: la mostra che intreccia arte e futuro all’Haus der Kunst

Redazione 3 Ottobre 2026

Varcare la soglia dell’Haus der Kunst a Monaco è come entrare in un mondo sospeso tra presente e futuro. L’edificio, con le sue ombre storiche – eredità di un’epoca cupa – si trasforma in un palcoscenico dove Tomás Saraceno dà vita a qualcosa di più di una semplice mostra. Non si tratta solo di osservare, ma di immergersi in un dialogo che intreccia arte e scienza, comunità lontane e visioni future. L’energia che si respira è palpabile: un invito a guardare oltre, a mettere in discussione le nostre percezioni. Sotto la guida di Andrea Lissoni, questa esposizione si fa sperimentazione, un viaggio che sfida il modo in cui l’arte racconta il mondo.

La mostra più completa su Tomás Saraceno in Germania: un ponte tra arte, scienza e culture indigene

Questa rassegna a Monaco è la più grande mai dedicata a Saraceno in Germania e offre una vera immersione nel suo universo artistico, scientifico e sociale. Saraceno non si limita a creare opere: costruisce ponti tra mondi diversi, dal sapere antico delle popolazioni indigene alle ricerche scientifiche più avanzate sulla natura, passando per tecnologia e filosofia. Due sono i filoni principali che attraversano il suo lavoro: Aerocene, che immagina forme di vita aeree senza l’uso di combustibili fossili, e Arachnophilia, che esplora il mondo dei ragni e delle loro reti.

Al centro della mostra c’è una nuova installazione di land art realizzata in Argentina, El Santuario del Agua , nata in collaborazione con Red Atacama, un gruppo di comunità indigene locali. Quest’opera vuole contrastare l’estrazione di litio nelle Salinas Grandes, proteggere le risorse idriche e promuovere un ecoturismo che sostiene l’autonomia e la salvaguardia del territorio. L’intervento artistico dialoga con il paesaggio naturale e sociale, anticipando scenari che tengono conto delle pressanti esigenze ambientali e di visioni sostenibili.

La mostra affronta temi come la crisi climatica, la fine dell’antropocentrismo e la necessità di ricollegarsi con animali e piante. Ma qui non si resta sulla carta: la riflessione diventa esperienza concreta e sensoriale. Il visitatore non è un semplice osservatore, ma un protagonista che interagisce con suoni, immagini, oggetti, spazi e persino con il proprio corpo.

Un’esperienza che coinvolge corpo e mente: l’arte di Saraceno secondo Andrea Lissoni

L’approccio di Saraceno si sposa perfettamente con la direzione curatoriale di Andrea Lissoni, che punta a trasformare la visita in un’esperienza fisica e sensoriale, più che in una lettura teorica o accademica. Per Lissoni, l’arte non è solo qualcosa da guardare o studiare, ma un luogo dove si accumulano sensazioni e ricordi. Così, l’Haus der Kunst diventa un laboratorio vivo, dove il percorso espositivo non mostra soltanto opere, ma costruisce una “collezione di esperienze”.

Il pubblico è invitato a entrare in gioco in modi nuovi: pedalare per gonfiare un’enorme scultura di plastica riciclata, cercare di sentire le vibrazioni come farebbe un ragno, sdraiarsi per ammirare coperte tessute a mano da comunità indigene. Il corpo si fa strumento di conoscenza diretta, e partecipare diventa la chiave per accedere a percezioni non filtrate.

Il dialogo tra visitatore e opera va oltre la semplice visione: coinvolge movimento, tatto, suono e pensiero critico. L’idea è che l’esperienza artistica diventi qualcosa di vivo, capace di generare relazioni, segnando un cambiamento profondo nel modo di intendere le istituzioni culturali e il loro ruolo.

Museo Aero Solar: leggerezza e sostenibilità sospese tra arte e impegno ambientale

Il primo impatto con l’arte di Saraceno in mostra è immediato e spettacolare: nella Mittelhalle si trova il Museo Aero Solar, una gigantesca scultura gonfiabile fatta di sacchetti di plastica. L’opera cresce continuamente grazie ai contributi del pubblico, che può partecipare gonfiandola pedalando.

Il progetto evoca atmosfere leggere e poetiche, ricordando le “città di filigrana” di Italo Calvino: leggere come aquiloni, capaci di crescere senza gravità. Questo non è solo un oggetto artistico, ma un manifesto che propone alternative all’economia basata sui combustibili fossili e alla nostra relazione con l’ambiente.

Aerocene è anche una proposta politica: il cielo diventa uno spazio senza confini, dove immaginare futuri di libertà e convivenza. La scultura volante, sospesa sopra un edificio che porta memorie pesanti, incarna il desiderio di leggerezza e rinascita, opponendosi al peso del passato.

Qui energia pulita, aria, luce solare e radiazioni diventano elementi di un ecosistema auspicabile, contribuendo a mettere in discussione vecchie abitudini e gerarchie che danneggiano il pianeta.

Verso il Santuario dell’Acqua: un’installazione immersiva tra stelle e ragnatele

Uno dei momenti più suggestivi della mostra è Towards the Sanctuary of Water, un’installazione pensata appositamente per Monaco. Lo spazio è immerso nell’oscurità, dove corpi celesti fluttuano accanto a ombre di ragni che tessono reti sottili e silenziose, accompagnate da suoni cosmici.

Un grande specchio d’acqua riflette l’installazione, creando un dialogo tra il mondo fisico e quello immaginato. L’esperienza ricorda il celebre Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, ma qui il visitatore non è spettatore da lontano: diventa parte del paesaggio che si trasforma.

Questa installazione anticipa il progetto permanente argentino The Sanctuary of Water, che coinvolge le comunità indigene locali. È un esempio concreto di collaborazione tra arte, ecologia e comunità, dove l’opera non si limita a raccontare legami, ma li rende vivi, in dialogo con il territorio e chi lo abita.

L’Haus der Kunst apre le porte al mondo “più-che-umano” con Cloud Cities e l’arte che respira la natura

Il percorso non si esaurisce all’interno dell’edificio: sul terrazzo prende forma Cloud Cities, una serie di dodici abitazioni-scultura sospese che sembrano leggere nuvole. Questi spazi sono pensati per accogliere animali come uccelli, insetti e ragni, che trovano rifugio e diventano parte attiva dell’opera.

L’iniziativa vuole abbattere le barriere tra dentro e fuori, tra mondo umano e più-che-umano. Attraverso questi rifugi, l’arte si fa ecosistema, integra e valorizza altre forme di vita.

Nel 2026, in autunno, è previsto il lancio del Museo Aero Solar in volo, un gesto simbolico che segna la trasformazione di un luogo carico di storia controversa in un motore di sogni e utopie reali.

Questa mostra è un momento importante per Monaco e per il dibattito su arte, ambiente e politica. Dimostra come anche istituzioni tradizionali possano trasformarsi in spazi capaci di generare idee e progetti concreti per il futuro.

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