Quando si varca la soglia di Villa Freya, ad Asolo, si resta subito colpiti da un’atmosfera quasi intima, quasi sospesa nel tempo. Da lì, oltre sessanta grafiche, disegni e pubblicazioni d’epoca di Gustav Klimt prendono vita, raccontando un lato meno conosciuto del maestro viennese. La mostra, che apre il 26 settembre 2026 e resterà visitabile fino al 24 gennaio 2027, rappresenta una novità assoluta: per la prima volta, questa villa storica spalanca le sue porte al pubblico. Non è solo pittura, ma un viaggio nella grafica di Klimt, grazie a una collezione privata che raramente esce dall’ombra. Un’occasione unica per immergersi in arte, natura, storia e bellezza, tutto insieme.
La mostra si basa su un nucleo di opere provenienti dalla collezione privata di Fiorenzo Silvestri, studioso d’arte. Sono tre cartelle pubblicate tra il 1918 e il 1931, che custodiscono collotipie di grande qualità, disegni a matita e riproduzioni che offrono una lettura approfondita e inedita dell’opera di Klimt. Le raccolte _“Das Werk von Gustav Klimt”_, _“Gustav Klimt. Fünfundzwanzig Handzeichnungen”_ e _“Gustav Klimt. Eine Nachlese”_ mostrano come la grafica di Klimt arricchisse e completasse la sua pittura, spesso più nota e celebrata.
La curatrice Elena Ledda ha voluto mettere in luce il ruolo centrale della grafica, attraverso cui Klimt ampliava il suo linguaggio artistico e la sua idea di modernità. Le collotipie, con la loro precisione tecnica, raccontano la diffusione dell’immaginario klimtiano in tutta Europa; i disegni restituiscono l’energia emotiva e la forza della linea tracciata dall’artista, mentre la rivista Ver Sacrum, edita dalla Secessione viennese, diventa il simbolo di un progetto artistico che unisce arti visive, tipografia e arti applicate.
Ledda sottolinea che questa mostra _non è solo un tuffo nella storia dell’arte, ma una scoperta della bellezza come filo conduttore capace di legare ogni pezzo dell’opera di Klimt, aprendo una porta sul suo “mondo interiore”, sulle sue ricerche formali e sulle intuizioni estetiche che ancora oggi affascinano._
Villa Freya, la cornice della mostra, è parte integrante dell’esperienza. Antica dimora di Freya Stark, celebre viaggiatrice e scrittrice inglese, la villa mette a disposizione le sue stanze e il giardino per un dialogo diretto con l’arte di Klimt. La mostra si apre nello studiolo che fu di Freya Stark, dove si possono ammirare alcune copie originali della rivista Ver Sacrum, pubblicata dal 1898 al 1903 e ricca di opere della Secessione viennese, testimonianza del legame stretto tra graphic design e pittura in Klimt.
Nei paesaggi di Klimt l’assenza della figura umana – che invece si fa viva in alberi, prati e specchi d’acqua, descritti con una tavolozza ricca e dettagliata – risuona nel giardino della villa. Il grande leccio, soprannominato _“albero della vita”_, e la serra adibita a spazio espositivo amplificano il racconto tra sentimento e natura, facendo sì che l’ambiente diventi parte attiva del percorso artistico. Qui si respira la stessa fusione tra arte e vita che Klimt cercava, creando un’esperienza immersiva.
Monica Masin, proprietaria della villa dal 2006, definisce l’abbinamento tra Klimt e Freya Stark un _“dialogo estetico”_ tra spiriti liberi e coraggiosi, un ponte tra Oriente e Occidente, sogno e realtà. La dimora di Asolo diventa così un palcoscenico vivo, dove talento e storia si incontrano e si mostrano con meraviglia a grandi e piccoli.
Al piano superiore di Villa Freya il focus si sposta sulla figura femminile, tema ricorrente nell’arte di Klimt. Qui si possono vedere riproduzioni di dipinti distrutti nell’incendio del Castello di Immendorf nel 1945, come _“La Medicina”_ e _“Le amiche”_. I disegni originali – matite e schizzi a colori – offrono uno sguardo diretto sul processo creativo del maestro nella resa della femminilità, tracciando con la linea immagini piene di vita e forza.
Accanto a queste opere, la mostra dedica uno spazio alla moda, frutto di una collaborazione con l’ITS Cosmo Fashion Academy di Padova. Sono stati ricreati abiti ispirati ai tessuti e ai motivi ornamentali che Klimt usava nei suoi lavori. Emilie Flöge, storica compagna e musa del pittore, viene messa a confronto con Freya Stark, sottolineando quanto la figura femminile fosse centrale nell’arte e nella vita di Klimt.
Le riproduzioni de _“Il bacio”_ e del _“Ritratto femminile ”_ diventano così simboli di una mostra che spazia tra pittura, grafica e sartoria, dimostrando come queste forme d’arte dialogassero già all’inizio del Novecento e come ancora oggi ispirino nuove letture.
A completare la mostra c’è un programma di eventi che arricchisce il progetto. Sono previsti incontri per approfondire la collezione di Fiorenzo Silvestri e la diffusione della Secessione viennese in Veneto, oltre a focus sulla rivista Ver Sacrum e sul rapporto tra Klimt e la moda.
Da segnalare il 6 dicembre al Teatro E. Duse di Asolo la proiezione di _“Woman in Gold”_ di Simon Curtis, film che racconta la storia del celebre ritratto di Adele Bloch-Bauer, uno dei capolavori di Klimt, e le vicende legali legate alla restituzione dell’opera. Un appuntamento che si inserisce perfettamente nel contesto della mostra, dove arte, storia e diritto si intrecciano.
Questi appuntamenti arricchiscono _“Klimt a Villa Freya”_, creando un dialogo tra pubblico, arte e territorio e confermando Asolo come un luogo dove passato e presente artistico si incontrano.
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