Era una notte come tante, o forse no. Andrea Moretti, 22 anni, stava lavorando all’interno del Colosseo, nel cuore pulsante di Roma, quando è caduto da circa dieci metri. Il giovane operaio era impegnato a montare un nuovo impianto di illuminazione artistica, un progetto che avrebbe dovuto valorizzare ulteriormente l’Anfiteatro Flavio. Ma il destino ha giocato una partita crudele. Nonostante l’intervento rapido del personale dell’Ares 118, non c’è stato nulla da fare. La tragedia ha lasciato un vuoto enorme e ha sollevato nuovi interrogativi sulle condizioni di sicurezza in uno dei luoghi più iconici d’Italia.
Caduta fatale durante lavori in quota, scattano indagini e controlli
Il dramma è avvenuto mentre Andrea Moretti svolgeva un intervento di edilizia acrobatica, una tecnica che permette di lavorare in alto usando funi e imbragature, senza montare impalcature tradizionali. Il ragazzo, tecnico specializzato in questo tipo di operazioni, stava sostituendo e installando proiettori nel secondo ordine del Colosseo quando è caduto improvvisamente. La caduta da circa dieci metri gli ha provocato ferite gravissime.
Sul posto sono arrivati subito i Carabinieri della Compagnia Roma Centro e del Nucleo Investigativo, insieme al medico legale, agli ispettori del lavoro e al personale dell’Asl Spresal. Il pubblico ministero ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al momento contro ignoti, per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza. Si attende l’autopsia, disposta dalla Procura di Roma sotto la guida del procuratore aggiunto Antonino Di Maio. Nel frattempo, le autorità stanno raccogliendo tutte le carte relative alle procedure e alle condizioni di sicurezza durante l’intervento.
Il cordoglio della comunità e la chiusura del Colosseo
Andrea Moretti era originario di Tottea, una frazione di Crognaleto, in provincia di Teramo. La notizia della sua morte ha lasciato sgomenta tutta la comunità, tanto che il sindaco Orlando Persia ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali. Poco dopo l’incidente, il Parco Archeologico del Colosseo ha annunciato la chiusura temporanea del settore del secondo ordine coinvolto, senza però sequestrare l’area.
Poi, su indicazione del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, è stata decisa la chiusura totale dell’Anfiteatro Flavio. La misura è entrata in vigore dopo il deflusso del primo turno di visitatori, già dentro il monumento, per evitare assembramenti e problemi di ordine pubblico all’esterno. Il ministro ha espresso profondo cordoglio, sottolineando la gravità dell’accaduto e la vicinanza alla famiglia del giovane.
Il nuovo sistema di illuminazione e il lavoro in corso
Andrea Moretti stava lavorando al nuovo sistema di illuminazione artistica del Colosseo, un progetto che si avvicinava alla sua conclusione, con la presentazione prevista per il 9 ottobre 2026. A curarlo è la lighting designer Francesca Storaro, che ha previsto di sostituire i 120 faretti a led attuali e di aggiungere nuovi proiettori anche alla base in travertino della piazza. Questi nuovi dispositivi permetteranno di regolare intensità e tonalità della luce, mettendo in risalto i dettagli architettonici nelle ore serali.
L’obiettivo è rinnovare la tradizionale illuminazione calda del Colosseo, valorizzando la complessità delle sue strutture durante la notte. Il progetto fa parte di un più ampio programma di valorizzazione del monumento, avviato nel 2013 e finanziato con 25 milioni di euro. Parte dell’intervento è stata sponsorizzata da Tod’s e coordinata con il Parco Archeologico. L’uso dell’edilizia acrobatica serve a limitare l’impatto sulle delicate strutture del monumento.
Sicurezza sul lavoro: una piaga ancora aperta
La tragedia che ha colpito Andrea Moretti mette ancora una volta in luce le criticità della sicurezza sul lavoro in Italia. Secondo i dati dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente di Vega Engineering, nei primi sei mesi del 2026 si sono registrate 482 vittime sul lavoro, con un aumento del 7,1% rispetto alle 450 dello stesso periodo del 2023. Anche le denunce di infortunio sono cresciute del 6,3%. Tuttavia, il tasso di mortalità resta quasi invariato, passando da 14,7 a 14,5 decessi per milione di occupati.
Questi numeri raccontano l’assenza di una vera svolta nelle politiche di prevenzione e controllo, soprattutto nelle attività più pericolose come i lavori in quota. Ora la magistratura dovrà far luce sulle modalità di lavoro notturno al Colosseo e valutare eventuali responsabilità sui protocolli di sicurezza adottati. Il caso richiama con forza l’urgenza di norme più severe e controlli più rigidi nei cantieri, anche quando si opera su patrimoni culturali di valore mondiale.
