Quattro ore e qualcosa di volo dall’Italia, e sei già in un mondo che sorprende. L’Azerbaijan, incastonato tra Europa e Asia, è un paese dove la modernità convive con una storia millenaria. Baku, con i suoi grattacieli a picco sul Mar Caspio, spicca accanto alle maestose montagne del Grande Caucaso, che si ergono imponenti all’orizzonte. L’autunno qui regala un clima dolce, ideale per esplorare una terra di contrasti forti e paesaggi che tolgono il respiro. Grazie al visto elettronico, chi parte dall’Italia può immergersi facilmente in un calendario ricco di eventi, tra cultura e sport, scoprendo siti Unesco e angoli naturali che sembrano usciti da un’altra epoca. Un’autentica esperienza, lontana dal turismo di massa, pronta a farsi vivere.
Baku, adagiata sul Mar Caspio, è il punto di partenza perfetto per entrare in contatto con l’Azerbaijan. Nel cuore storico, Icherisheher, la Città Vecchia, riconosciuta dall’Unesco, si snoda in un labirinto di vicoli medievali dove spiccano tesori come il Palazzo dei Shirvanshah. Questo complesso, fatto di moschea, mausoleo e hammam, racconta secoli di cultura islamica e tradizione locale. Poco distante si erge la Torre della Vergine, un cilindro di pietra alto quasi 30 metri, avvolto da un alone di mistero sulle sue origini. Oggi è un museo che ripercorre la storia di Baku.
Ma la città guarda anche al futuro. Le Flame Towers, tre torri a forma di fiamma, illuminano il cielo serale con giochi di luci LED spettacolari. Non lontano spicca l’Heydar Aliyev Center, firmato Zaha Hadid, con le sue curve fluide e uno stile che sembra quasi avveniristico. Qui passato e presente si mescolano, offrendo un’esperienza unica a chi vuole scoprire una città che non rinuncia né alla storia né al design contemporaneo.
A un’ora di macchina a sud di Baku c’è il Parco Nazionale di Gobustan, un posto che sembra uscito da un altro tempo. Qui si trovano oltre 6.000 petroglifi, incisioni che raccontano scene di caccia, danze, cammelli e barche, risalenti da 5.000 fino a 40.000 anni fa. L’Unesco li protegge come un tesoro archeologico di valore unico. Nel parco si trovano anche rovine di insediamenti e necropoli usati fino al Medioevo.
Tra le curiosità, c’è un’incisione romana del I secolo d.C., la traccia più a est lasciata da un soldato di passaggio. E poi la “gaval dash”, una pietra musicale lunga due metri che emette suoni quando viene colpita. Per visitare i vulcani di fango, ancora attivi e molto suggestivi, è meglio affidarsi a un tour in 4×4 con guide esperte, indispensabili per affrontare i sentieri sterrati e vivere appieno questa esperienza a metà strada tra natura e storia.
Sulla penisola di Absheron, vicino a Baku, si incontrano due luoghi che raccontano il legame profondo tra gli abitanti e il fuoco. Yanar Dag, la “Montagna di Fuoco”, è famosa per le fiamme che bruciano senza interruzione da secoli, alimentate dal gas naturale che fuoriesce dalla roccia. Marco Polo le descrisse nel suo diario di viaggio nel XIII secolo.
Non lontano si trova il Tempio del Fuoco di Ateshgah, un sito che testimonia le radici religiose legate al fuoco, sacro nelle tradizioni zoroastriane. Il momento migliore per visitare questa zona è al tramonto, quando le fiamme si accendono nell’oscurità, creando un’atmosfera quasi mistica. Insieme, questi due luoghi raccontano una storia antica fatta di natura e fede.
Nel nord-est del paese, a oltre 2.300 metri di altezza e a circa quattro ore da Baku, c’è Khinalug. Questo villaggio, inserito nel 2023 tra i patrimoni dell’Unesco, è uno degli insediamenti più antichi dell’Azerbaijan ancora abitati senza interruzioni. Qui si conservano usi e tradizioni che risalgono a millenni fa, legate soprattutto alla transumanza.
Le case di pietra si arrampicano a gradoni sui pendii ripidi del Grande Caucaso. La comunità parla una lingua locale non scritta, diversa dall’azero. Qui si può vivere un ecoturismo autentico, soggiornare in case tradizionali e visitare il Museo Etnografico che custodisce manoscritti e tappeti artigianali. Khinalug è anche il punto di partenza per trekking impegnativi tra le vette, un’immersione completa nella cultura e nella natura caucasiche.
Spostandosi verso l’interno, a circa quattro ore e mezza da Baku, si arriva a Shaki, un’antica città lungo la Via della Seta. Tra le sue vie si trova il Palazzo del Khan, un capolavoro del XVIII secolo. Le sue vetrate colorate, chiamate shebeke, sono costruite senza colla né chiodi, e per questo l’edificio è riconosciuto dall’Unesco.
Passeggiando per Shaki si scoprono anche piccoli laboratori dove si produce la halva, dolce tipico a base di miele e noci che rappresenta un simbolo della gastronomia locale. Vale la pena fermarsi un paio di giorni per assaporare l’atmosfera antica e l’ospitalità degli ex caravanserragli, oggi trasformati in accoglienti strutture ricettive.
L’ultimo capitolo di questo viaggio porta a Ganja, seconda città dell’Azerbaijan, raggiungibile in meno di quattro ore da Baku con un treno ad alta velocità. Qui si trovano monumenti storici come la Moschea di Shah Abbas, custode di secoli di tradizioni architettoniche e religiose.
Ma Ganja è anche porta verso la natura, con il Parco Nazionale del Lago Goygol. Questo lago alpino, noto per le sue acque limpide e le foreste che lo circondano, è perfetto per chi ama passeggiate tranquille adatte a tutte le età. Dopo l’escursione, i ristoranti locali offrono piatti tipici del Caucaso occidentale, chiudendo un viaggio che unisce storia, natura e sapori in una regione ancora poco battuta ma ricca di sorprese.
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