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Lucca Art Fair 2026 celebra 10 anni: arte, performance e omaggio a Chet Baker tra le novità

Dieci anni di Lucca Art Fair, dieci anni di arte che invade il cuore della città. Dal 25 al 27 settembre, quasi cinquanta gallerie da tutto il mondo si danno appuntamento tra le vie storiche di Lucca. Il filo conduttore? “Perdersi per ritrovarsi” – un invito a immergersi nelle opere, a lasciarsi guidare da luci, suoni e installazioni che trasformano gli spazi in esperienze vive. Tra memoria e contemporaneo, la manifestazione rende omaggio anche a Chet Baker, evocando atmosfere sospese tra jazz e arte visiva. Lucca non è mai stata così vibrante.

49 espositori divisi in quattro sezioni: la fiera che fa la differenza

Anche quest’anno Lucca Art Fair conferma la sua formula: numeri contenuti, ma con proposte di qualità e varietà. La Main Section, cuore dell’evento, ospita 29 gallerie, tra quelle più affermate e giovani emergenti, non solo italiane ma anche dall’Argentina, dalla Spagna e dalla Serbia. Tra le gallerie più note ci sono ArmandaGoriArte e Penta Art Gallery, affiancate da realtà fresche ma significative. La sezione Art Projects punta su mostre monografiche o duo show, per approfondire singole visioni artistiche. Independent raccoglie spazi ibridi, collettivi e project space, mettendo in luce esperienze più sperimentali.

In crescita è la sezione Editor, dedicata all’editoria indipendente, con 12 partecipanti tra cui Johan & Levi, Maschietto Editore e realtà legate ai libri d’artista. Qui si valorizza l’editoria come mezzo artistico e strumento di cultura visiva. Nei giorni della fiera sono in programma talk e incontri con artisti, editori e curatori, eventi che rendono l’evento più vivo e interattivo, affrontando anche le questioni più attuali tra arte e mercato.

Confermata la formula sperimentata l’anno scorso: gli spazi sono distribuiti tra sale, chiostri e passaggi nel cuore storico della città, con le Room della Main Section disposte a coppie. Questo percorso architettonico distingue Lucca Art Fair dalle grandi fiere, offrendo un’esperienza più raccolta e approfondita. Il direttore Paolo Batoni ha sottolineato che l’obiettivo non è replicare i grandi eventi in miniatura, ma creare un ambiente selezionato dove l’incontro con le opere diventa un momento di vera scoperta, non una corsa veloce.

“Let’s Get Lost”: perdersi per cambiare sguardo, tra Chet Baker e straniamento

Il titolo di questa decima edizione, Let’s Get Lost, si ispira a Chet Baker, celebre trombettista jazz che negli anni Sessanta visse a Lucca. Questo non è un semplice omaggio, ma un punto di partenza per riflettere sul tema dello smarrimento: non come qualcosa di negativo, ma come occasione per cambiare prospettiva e aprirsi a nuovi modi di vedere. Il richiamo al critico Viktor Šklovskij e al suo concetto di straniamento invita a sospendere le percezioni abituali per riscoprire aspetti della realtà spesso dati per scontati.

In sostanza, il tema mette in gioco il rapporto tra la quotidianità e l’insolito, tra ciò che si pensa di sapere e ciò che si può ritrovare rompendo le abitudini sensoriali. Questo filo conduttore attraversa la selezione degli artisti, le opere e il programma pubblico. Chi visita la fiera si trova davanti a un’esperienza che stimola riflessione e sorpresa, più che una semplice vetrina commerciale. La scelta di un tema così articolato conferma la vocazione di Lucca Art Fair come piattaforma culturale capace di provocare e coinvolgere, restando sempre accessibile e umana.

Tra arte, architettura e musica: installazioni e performance che sorprendono

Tra le novità di quest’anno spicca l’installazione site specific di Bruno Bani, una scultura luminosa nel chiostro del Real Collegio, parte del progetto “Esercitarsi allo sguardo” curato da Leonardo Conti. L’opera dialoga con l’architettura, mettendo in risalto linee e prospettive attraverso la luce. Un vero e proprio invito a cambiare sguardo, incarnando il tema Let’s Get Lost.

L’edificio storico che ospita la fiera non è solo un contenitore: la sua struttura influenza la disposizione degli stand e il percorso del visitatore, che attraversa ambienti diversi per atmosfera e funzione. Questa scelta architettonica rende l’evento più intimo e variegato rispetto ai grandi padiglioni fieristici. Anche la musica trova spazio, con la performance di Dimitri Grechi Espinoza il 25 settembre nel Chiostro B. Il sassofonista riprende alcuni standard jazz, riducendoli all’essenziale e giocando con l’acustica del luogo. Ancora un omaggio a Chet Baker, con la musica che diventa un altro modo di sorprendere, tra pause e risonanze.

Il 26 settembre è previsto un confronto tra Andrea Savino e Valentina Ciarallo sul rapporto tra arte, imprese e fondazioni. Si parlerà di mecenatismo e di come fondazioni e collezionisti influenzano la cultura contemporanea. Un approfondimento che si inserisce in un percorso iniziato lo scorso anno e che dimostra l’attenzione di Lucca Art Fair alle dinamiche di sostegno e crescita del sistema artistico nazionale.

Centenario di Giuseppe Chiari: un omaggio a un pioniere del Fluxus italiano

Tra gli appuntamenti pubblici spicca la mostra ART IS EASY dedicata a Giuseppe Chiari, artista e compositore fiorentino nato nel 1926 e figura chiave del movimento Fluxus in Italia. Curata da ArmandaGoriArte, si svolge nella Sala Museum per celebrare i cento anni dalla nascita di Chiari. La rassegna raccoglie lavori che coprono quattro decenni, dagli anni Sessanta al Duemila.

Si tratta di opere multidisciplinari che mescolano musica, arte visiva e performance: carte pentagrammate, collage e interventi grafici che trasformano la notazione musicale in materia visiva, sfidando i confini tra linguaggi diversi. L’evento offre uno sguardo sulla contaminazione tra discipline e racconta l’eredità di Chiari come ponte tra musica contemporanea e arte sperimentale. La coincidenza con la fiera crea un’occasione preziosa per affiancare la proposta commerciale a un approfondimento storico e teorico di qualità.

Tutti gli espositori 2026: un mosaico internazionale e italiano

La Main Section riunisce una rosa di gallerie diverse, tra nomi affermati come ArmandaGoriArte , Candy Snake Gallery , Mondoromulo Arte Contemporanea , e presenze internazionali che arricchiscono il confronto culturale. Dall’Argentina arriva Centro de Edición Galería, da Celrà Galeria Richard Vanderaa, da Belgrado Prototip Gallery. L’Italia è ben rappresentata con spazi da Livorno, Firenze, Torino e Pietrasanta.

Art Projects mette in mostra solo e duo show, con protagonisti come Galleria Pan e Big Eyes Gallery. Independent dà spazio a realtà più sperimentali, come Studio Boldrini / Garuda e Studio Di Cristoforo. Editor conferma la sua crescita, con case editrici e artisti da tutta Europa, tra cui Johan & Levi, Maschietto Editore e il gruppo olandese Set Margins. Questo settore sottolinea sempre di più il legame tra arte visiva e pubblicazione.

Insieme, questi espositori compongono un panorama ricco e variegato, offrendo al pubblico e agli operatori una panoramica completa dell’arte contemporanea, in Italia e all’estero. Lucca Art Fair si conferma così un appuntamento da non perdere per chi cerca una fiera su misura, inclusiva e attenta al rapporto tra spazio, opere e visitatori.

Redazione

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