Nel 2026 cadranno gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Una ricorrenza che non riguarda solo la storia, ma anche l’arte e la fede di un’intera nazione. La Basilica di San Francesco, cuore pulsante di questo patrimonio, si prepara a una trasformazione digitale senza precedenti. Non sarà il solito restauro: qui si parla di tecnologie avanzatissime, immagini ultra-definite e tour virtuali che promettono di far scoprire angoli e dettagli invisibili anche a chi visita di persona. Un salto nel futuro, che mette insieme memoria e innovazione in un modo tutto nuovo.
Un archivio digitale per raccontare la Basilica: arte e tecnologia a braccetto
“Preserving Assisi” è il nome del progetto promosso da Haltadefinizione, azienda del Gruppo Panini Cultura, in collaborazione con la Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco. L’obiettivo è creare una documentazione digitale completa della Basilica, uno dei patrimoni Unesco più importanti al mondo. Il cuore del lavoro è una piattaforma che combina più tecnologie: fotografie gigapixel ad altissima risoluzione, rilievi 3D e tour virtuali immersivi. Così, la basilica non si visita più solo di persona, ma si può esplorare anche online, muovendosi tra navate, cappelle e affreschi con una precisione e una nitidezza che difficilmente si trovano in una visita tradizionale.
La piattaforma ospita anche un archivio digitale che raccoglie tutte le informazioni sullo stato di conservazione degli elementi architettonici e decorativi. Questa “memoria” digitale è uno strumento prezioso per chi si occupa di monitoraggio, ricerca e restauro. L’idea alla base è quella di costruire un “gemello digitale” della basilica, un modello virtuale che si aggiorna nel tempo e registra ogni dettaglio, dagli affreschi alle aree esterne, per conservare intatto il valore dell’opera.
La Basilica di San Francesco: un tesoro di arte e storia nel cuore di Assisi
La Basilica di San Francesco è uno dei capolavori dell’arte medievale italiana. Edificata sul luogo della sepoltura del santo, custodisce cicli di affreschi straordinari firmati da maestri come Cimabue, Giotto e Pietro Lorenzetti. Questi lavori, risalenti al XIII e XIV secolo, hanno segnato una svolta nell’arte e nella narrazione pittorica, aprendo la strada al Rinascimento.
San Francesco nacque in una famiglia benestante di Assisi, ma scelse di rinunciare a tutto per una vita di povertà e servizio, dando vita all’Ordine francescano. Il suo messaggio di pace, pietà e rispetto per la natura è ancora oggi vivo, e la basilica è il simbolo più potente di questa eredità spirituale. Essendo parte del patrimonio Unesco, il complesso ha una responsabilità particolare: ogni intervento di conservazione deve bilanciare protezione e valorizzazione.
Numeri e risultati delle campagne di digitalizzazione 2025–2026
Le campagne di digitalizzazione svolte tra il 2025 e il 2026 hanno prodotto risultati impressionanti. Sono state scattate oltre 27.000 fotografie ad altissima risoluzione, per un totale di più di 12 terabyte di dati, che hanno generato 98 asset digitali, tra immagini gigapixel e panorami a 360°. Le acquisizioni hanno riguardato non solo la chiesa inferiore con le cappelle di San Martino, Santa Maria Maddalena e San Nicola, ma anche il transetto e la volta del presbiterio, includendo anche gli spazi esterni.
Tra i risultati più rilevanti spicca l’immagine gigapixel della “Crocifissione” di Pietro Lorenzetti, datata intorno al 1320 e fotografata nel luglio 2026. Questa foto digitale raggiunge una risoluzione di 101.627 × 78.170 pixel, con quasi 8 miliardi di pixel complessivi, diventando uno degli scatti più grandi e dettagliati del progetto. Una mole di dati che permette di cogliere ogni minimo dettaglio pittorico, restituendo colori e caratteristiche di superficie impossibili da apprezzare a occhio nudo durante una visita.
Un tesoro per studiosi, restauratori e visitatori
Oltre a offrire un nuovo modo di esplorare la Basilica, Preserving Assisi diventa uno strumento fondamentale per studiosi, restauratori e conservatori. La documentazione digitale fotografa lo stato attuale del monumento, creando un punto di riferimento a cui tornare nel tempo per monitorare eventuali cambiamenti o danni. La quantità di dati raccolti permette analisi approfondite e interventi mirati, aiutando a mantenere intatta l’integrità artistica e architettonica.
Il progetto è sostenuto dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni di San Francesco, dalla Regione Umbria, dal Comune di Assisi, con il contributo scientifico dell’Università degli Studi di Firenze e il supporto di Bper. Questa rete di collaborazioni testimonia l’importanza culturale e storica dell’iniziativa, che segna un passo avanti nella gestione dei beni culturali italiani.
L’accesso virtuale alla Basilica e la qualità delle immagini gigapixel ampliano le possibilità per turisti e appassionati, offrendo a un pubblico globale la chance di ammirare dettagli altrimenti invisibili, contribuendo a diffondere il messaggio francescano e a valorizzare il patrimonio artistico.
