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A Firenze L’Appalto Trasforma un Ex Alimentari in Una Galleria d’Arte Contemporanea Unica

A Firenze, un’insegna scolorita e una porta che conserva ancora il graffio del tempo raccontano un passato di vicinato e quotidianità. Via Faentina 115/R ospitava un alimentari di quartiere, un punto di riferimento per chi abitava intorno. Oggi quel luogo si è trasformato in L’Appalto, una galleria d’arte contemporanea che respira la città, senza rinchiudersi in freddi spazi neutri.

Qui, l’arte non è più distante, ma vive e pulsa insieme al quartiere, intrecciandosi con la vita sociale e culturale di Firenze. Non si tratta di un semplice contenitore, ma di un luogo vivo, dove artisti e pubblico si incontrano, dialogano, sperimentano. Arianna Iandelli e Lupo Steinhauslin hanno voluto restituire a questo spazio un’anima più calda, una dimensione umana, collocandolo tra le Cure e le colline di San Domenico. Un progetto che guarda al presente senza dimenticare la storia, aprendo finestre su collaborazioni internazionali e nuovi linguaggi artistici.

“Personalissime sculture”: la prima mostra apre il confronto sulla scultura contemporanea

L’Appalto si presenta ufficialmente il 12 settembre 2026 con una collettiva intitolata Personalissime Sculture. Non è solo una mostra, ma un vero esperimento curatoriale che mette a confronto artisti italiani nati nello stesso decennio. L’idea è esplorare cosa significa fare scultura oggi, attraverso sensibilità diverse intorno a un tema comune.

Cinque artisti sono stati invitati non solo a esporre un’opera che rappresenta il loro percorso, ma anche a scrivere un testo in cui spiegano il proprio approccio – che sia teorico, evocativo o immaginifico. Questi contributi saranno raccolti in una pubblicazione gratuita, un valore aggiunto che dà alla galleria anche una veste editoriale. Tra i protagonisti ci sono Alfredo Aceto, torinese del 1991 con un curriculum internazionale, e Andrea Bocca, nato nel 1996 a Crema, che unisce scultura e design lavorando sulla scomposizione dello spazio.

Accanto a loro, Bea Bonafini, nata a Bonn nel 1990, il cui lavoro materico ha varcato le soglie di musei importanti come il MAXXI, e Federico Cantale, milanese del 1996, che esplora il mistero nascosto negli oggetti con una pulizia formale. Infine, Federica Balconi, giovane artista di Monza del 1999, reduce da una personale alla Traffic Gallery di Bergamo e pronta a esporre a Artissima Torino. La mostra si propone come un momento di confronto intenso e innovativo, spingendo chi guarda a riflettere sul senso e sull’evoluzione della scultura oggi.

L’Appalto: collaborazioni internazionali e format espositivi flessibili

L’Appalto si distingue per un approccio che va oltre Firenze e il suo pubblico locale. La gestione culturale, che coinvolge anche il progetto grafico di Nicolamarcello Cirrottola, punta a costruire una rete di relazioni internazionali e a sfruttare formati espositivi diversi. La programmazione alterna rassegne collettive – come quella di esordio – a mostre monografiche, chiamate Affondi, dedicate a un singolo artista per approfondirne il lavoro.

A queste si aggiungono gli Appalti, veri e propri scambi e collaborazioni con gallerie e spazi internazionali, un modo per inserire Firenze in un circuito artistico più ampio. Grazie a questi scambi, la città si apre a dialoghi globali, senza perdere però il legame con il proprio contesto.

La sfida di L’Appalto è doppia: dare spazio alla contemporaneità in una città dominata dalla storia e creare un ambiente dove materia, pensiero e sperimentazione si incontrano prima di diventare opera. Non è solo una galleria, ma un laboratorio in movimento, dove il presente prende voce senza rinunciare al dialogo con la tradizione e con il quartiere che la ospita.

Redazione

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