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Addio Rai Scuola dal 1° ottobre 2026: arriva Italiana, il nuovo canale Rai dedicato a tradizioni ed eccellenze italiane

Redazione 28 Agosto 2026

Dal primo ottobre 2026, Rai Scuola sparisce dal digitale terrestre. Al suo posto, sulla frequenza 57, prende vita Italiana, un canale nuovo di zecca che celebra i territori, l’artigianato, la gastronomia e le tradizioni del nostro Paese. Un cambio netto, che ha scatenato reazioni forti. Per la Rai, è solo un modo diverso di distribuire contenuti educativi. Per tanti, invece, significa perdere uno spazio televisivo prezioso e senza paragoni in Italia. La verità? Sta nel mezzo. Quel passaggio segnerà davvero un prima e un dopo per chi era abituato a seguire programmi didattici in tv.

Da Rai Scuola a Italiana: un cambio di pagina dopo oltre sessant’anni

Rai Scuola nasce nel 1964, frutto di una collaborazione tra Rai e Ministero dell’Istruzione per portare l’educazione nelle case degli italiani tramite la televisione. Il nome Rai Scuola arriva nel 2009, quando il canale entra in Rai Cultura, condividendo la rete con Rai Storia e Rai 5. Nel tempo, la programmazione si è ampliata, inserendo contenuti di divulgazione culturale e scientifica accanto ai programmi didattici.

Durante la pandemia del 2020, Rai Scuola ha giocato un ruolo chiave, offrendo cicli di lezioni a milioni di studenti costretti alla didattica a distanza. Ma questa esperienza in tv finirà qui: dal primo ottobre i contenuti educativi saranno disponibili solo online, su RaiPlay. Un cambiamento netto che segna la fine del canale lineare dedicato. Rai precisa che non è una chiusura, ma un passaggio verso strumenti digitali più moderni, senza più un canale tv lineare riservato.

Italiana: il nuovo volto del canale 57 punta sui territori e le tradizioni

Il nuovo canale Italiana prende il posto di Rai Scuola al numero 57 e vuole raccontare l’Italia attraverso i suoi paesaggi, le sue imprese, le tradizioni e la gastronomia, con un taglio emotivo e rivolto a tutte le generazioni, come ha spiegato Rai. Il progetto è stato presentato dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi e affidato ad Angelo Mellone, con un format ispirato a programmi di successo come Linea Verde.

Il palinsesto iniziale sarà composto soprattutto da contenuti già presenti negli archivi di Rai Cultura e Day Time, con l’aggiunta, a partire dal trimestre successivo al lancio, di produzioni originali e dirette dagli eventi nazionali. Si prevedono circa 720 ore di programmazione divise in blocchi tematici come “Il Paese che cambia”, “Vite in soggettiva”, “Ritorni, borghi, nuovi abitanti”, “Sapori, Storie, Comunità” e spazi dedicati al patrimonio culturale, alla natura e alle imprese.

Perché Rai chiude il canale lineare: ascolti in calo e nuovi modi di vedere la tv

La motivazione ufficiale di Rai è il cambiamento nelle abitudini di fruizione, soprattutto tra i più giovani. I dati mostrano come lo share medio di Rai Scuola sia sceso dallo 0,14% nel 2024 a circa lo 0,09-0,10% nei primi mesi del 2026. Numeri bassi che hanno spinto l’azienda a puntare su una presenza digitale in streaming per i contenuti educativi.

Secondo Rai, gli studenti preferiscono seguire le lezioni quando vogliono, utilizzando dispositivi connessi e contenuti on demand. Pur con ascolti ridotti, la qualità dei programmi resta alta: la valutazione Qualitel segna un 8,0 per Rai Scuola e un 8,1 per l’offerta su RaiPlay, a dimostrazione che chi segue i contenuti ne apprezza la sostanza.

Ma non è solo una questione di numeri. Mantenere un canale educativo ha un valore che va oltre gli ascolti: il servizio pubblico ha anche il compito di offrire contenuti specialistici, pensati per il lungo termine, che non necessariamente conquistano grandi platee.

RaiPlay Scuola e Learning: la scuola si trasferisce sul web

Il nuovo spazio digitale RaiPlay Scuola e Learning raccoglierà tutte le produzioni educative di Rai Cultura e gli archivi delle Teche Rai, arricchito da nuovi materiali. L’idea è offrire a studenti e insegnanti la possibilità di accedere alle lezioni in qualsiasi momento, senza dover rispettare un palinsesto fisso.

Questo modello on demand è ormai la norma tra i giovani, abituati a scegliere cosa vedere e quando. Tuttavia, questo cambiamento richiede agli utenti un atteggiamento più attivo nella ricerca dei contenuti, a differenza del canale lineare, che permetteva di imbattersi nei programmi anche senza una scelta consapevole.

Il risultato è una minore visibilità spontanea per i contenuti educativi sul tradizionale televisore.

Le proteste e le polemiche per la fine di Rai Scuola

La decisione ha scatenato reazioni forti, soprattutto dopo l’appello della divulgatrice scientifica Silvia Bencivelli, che il 23 agosto ha salutato Rai Scuola sui social, raccogliendo un ampio seguito. La petizione online per salvare il canale ha rapidamente superato decine di migliaia di firme.

La questione è approdata in Parlamento: Stefano Graziano del Partito Democratico ha presentato un’interrogazione ufficiale, chiedendo di tutelare il canale e le professionalità costruite nel tempo. Le critiche si sono concentrate soprattutto sul trasferimento dei contenuti educativi sulle piattaforme digitali, a scapito di un canale tv lineare.

Anche il Movimento 5 Stelle ha espresso dubbi, sostenendo che sostituire un canale formativo con una rete che racconta l’identità italiana rischia di impoverire l’offerta culturale della Rai. Fratelli d’Italia, invece, ha respinto le critiche, parlando di un processo di modernizzazione del servizio pubblico.

Rai Scuola, un vuoto che si fa sentire

Parlare di “evoluzione” anziché di chiusura è la linea ufficiale di Rai, ma non cancella il valore che si perde sul piccolo schermo. Rai Scuola era un punto di riferimento unico: un canale che non puntava a grandi ascolti, ma garantiva uno spazio stabile e continuativo a materie come matematica, storia, filosofia e scienze.

La sua presenza sul digitale terrestre era un riconoscimento istituzionale e un servizio accessibile a tutti con un semplice cambio canale. Spostare tutto su RaiPlay significa cancellare quel luogo comune dove educazione e divulgazione avevano una casa televisiva dedicata e costante.

Dal primo ottobre, al posto di Rai Scuola, ci sarà un palinsesto incentrato su borghi, eventi, gastronomia e tradizioni, temi già ampiamente trattati da altri programmi Rai. Lo spazio esclusivo per cultura e formazione lineare sparisce, lasciando un vuoto importante nell’offerta televisiva italiana, che fino ad oggi era un presidio fondamentale per la conoscenza.

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