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Festival del Paesaggio di Anacapri 2026: The Observer tra arte e futuro dello sguardo

Redazione 26 Agosto 2026

Nel cuore di Anacapri, tra il 6 settembre e l’8 novembre 2026, le strade e Villa San Michele si animano di arte e installazioni che sfidano lo sguardo. Non è solo un festival: è un invito a ripensare come vediamo il mondo, in un’epoca dove le immagini ci sommergono e la tecnologia controlla ogni passo. Dieci anni fa, questa festa del paesaggio ha iniziato a trasformare il luogo, trasformando la natura in un protagonista attivo, non più semplice sfondo. Il 5 settembre si apre una nuova edizione, pronta a coinvolgere chiunque voglia osservare con occhi nuovi.

Dieci anni a esplorare il paesaggio tra cultura e politica

Il festival nasce da uno sguardo particolare, quello del fotografo Luigi Ghirri, che ha fissato il paesaggio caprese in modo unico. Da allora, il progetto si è allargato, passando da una semplice esperienza estetica a una riflessione più profonda: il paesaggio è un campo di battaglia culturale e politico. L’edizione 2026 si ispira anche all’esperienza del progetto realizzato da Ilya ed Emilia Kabakov nel 2023 ad Anacapri, spostando l’attenzione su chi osserva. In un mondo dove lo sguardo umano si mescola con algoritmi e intelligenze artificiali, il festival si confronta con il modo in cui vediamo e interpretiamo, spostando il focus dall’immagine in sé all’atto di osservare e a cosa questo provoca.

È un invito a riflettere sulla responsabilità che porta il vedere, mettendo in relazione l’uomo con la tecnologia. Lo spazio del festival si fa così laboratorio di sperimentazione artistica e culturale, dove il paesaggio si svela come un contenitore di storie, passato e futuro. Il Festival conferma la sua vocazione a mettere in discussione lo spazio naturale, smontandolo per offrirne una lettura più ampia, fatta di dinamiche sociali e politiche.

“The Observer”: quando arte, tecnologia e percezione si incontrano a Villa San Michele

Al centro del programma c’è “The Observer”, mostra curata da Arianna Rosica e Gianluca Riccio con opere di otto artisti internazionali. Il tema? Il rapporto fra paesaggio, percezione e tecnologia. Gli artisti – Francis Alÿs, Ali Cherri, Irene Fenara, Andrea Francolino, Eva Giolo, Elisa Sighicelli, Luca Vitone e Klara Zetterholm – dialogano, pur provenendo da generazioni e linguaggi diversi.

Francis Alÿs usa performance, video e disegni, lavorando spesso con le comunità locali per creare un legame tra arte e spazio sociale. Ali Cherri scava nell’archeologia e nella memoria per raccontare identità nazionali. Irene Fenara mette in luce le distorsioni politiche della visione artificiale, mentre Andrea Francolino indaga le fratture tra uomo e natura. Eva Giolo racconta la vita quotidiana attraverso uno sguardo documentario, Elisa Sighicelli riflette sul rapporto tra memoria e immagine fotografica, Luca Vitone esplora il concetto di luogo e identità culturale, Klara Zetterholm costruisce narrazioni sul tempo e l’evoluzione grazie a archeologia speculativa e mitologia.

La mostra si sviluppa negli spazi di Villa San Michele, creando un dialogo intenso tra architettura storica, paesaggio naturale e arte contemporanea. Il progetto invita a una riflessione collettiva sull’atto di osservare, puntando su un coinvolgimento emotivo e critico del pubblico.

Villa San Michele e The Flag Project: arte pubblica e nuove visioni nel cuore di Anacapri

La villa di Axel Munthe, scrittore e medico svedese, torna protagonista di un confronto vivo tra storia e arte contemporanea. Quest’anno, il Festival introduce una novità: una serie di proiezioni serali all’aperto di video d’artista nel giardino della villa. Un modo per ampliare l’esperienza visiva, unendo immagini in movimento e natura, e creando un ponte tra arte e paesaggio.

Prosegue anche The Flag Project, iniziativa di arte pubblica che in passato ha coinvolto artisti come Ibrahim Mahama e Claire Fontaine. Nel 2026 Andrea Francolino realizza tre grandi bandiere che prenderanno il posto di quelle istituzionali davanti a Villa San Michele. Questi nuovi simboli saranno accompagnati da una performance aperta al pubblico, trasformando la bandiera da emblema nazionale a spunto di riflessione su identità, comunità e appartenenza. Un intervento che mette in luce il legame tra segni, spazio pubblico e partecipazione civile, ampliando il significato delle bandiere come strumenti di discorso politico e culturale.

Jumeirah Capri Palace Award: spazio alle nuove voci delle arti visive

Non manca il Jumeirah Capri Palace Award, premio che punta a valorizzare le arti visive contemporanee. Nato dalla collaborazione tra il festival e il Jumeirah Capri Palace Hotel, ha già riconosciuto progetti innovativi nella prima edizione, con premi a MASBEDO e Clarissa Baldassarri e una menzione per Angelo Mosca.

La seconda edizione conferma una giuria di alto profilo, guidata dal critico francese Nicolas Bourriaud e composta da personalità di rilievo del panorama culturale e imprenditoriale italiano ed europeo. Tra loro Claudio Cerasa, Brunella Trimarco, Ermanno Zanini e Marco Zappalorto. Grazie a questo gruppo, il premio sostiene un dialogo serrato tra artisti emergenti e affermati, rafforzando il legame tra festival e promozione delle pratiche contemporanee nelle arti visive e confermando l’impegno per scoprire e sostenere i nuovi talenti.

L’edizione 2026 del Festival del Paesaggio di Anacapri chiude così un decennio di ricerca sul senso della vista e del paesaggio, rilanciando un confronto aperto tra arte, tecnologia e natura, in un contesto unico e affascinante.

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