Quando il sole cala sulla laguna sud di Venezia, un grande schermo emerge dall’acqua, circondato da barche che scivolano lente. È il segnale che il Cinema Galleggiante è tornato. Dal 26 settembre, le serate si accendono di immagini d’archivio, musica dal vivo e quell’atmosfera magica che solo la città sull’acqua sa offrire. Non è solo un evento, ma una tradizione che intreccia passato e futuro, trasformando la laguna in un anfiteatro naturale dove il cinema si specchia sulle onde. L’estate veneziana riparte così, con un’esperienza che cattura lo sguardo e il cuore di chi vuole vivere il cinema in modo davvero unico.
Il Cinema Galleggiante è noto per il suo equilibrio tra passato e presente. Nel programma 2026 si conferma questa formula, con un mix di tecniche e mezzi di proiezione che spazia dal teatro d’ombre alla lanterna magica, strumenti di un’epoca pre-cinematografica ancora capaci di stupire. Non mancano poi pellicole in 16mm e 35mm, proiettate con cura e attenzione archivistica. A fianco di queste, trovano spazio le installazioni video di artisti contemporanei, che portano avanti la dimensione digitale senza perdere il contatto con la fisicità dell’immagine.
Il festival si apre già il 26 agosto con una serata gratuita a terra, un assaggio prima delle proiezioni sull’acqua. Marco Bene presenta una selezione in 16mm con lavori di João Maria Gusmão, Peter Kubelka e Guy Sherwin. A seguire, la musica dal vivo con L’Orchestrina di Molto Agevole, che porta il ritmo del ballo liscio sulle rive della laguna. Sul grande schermo galleggiante, invece, si alterneranno opere di diverso genere: dai cortometraggi muti di Buster Keaton , accompagnati dalle sonorizzazioni dal vivo di Gabriele Dal Santo, all’iconico Häxan di Benjamin Christensen , con la colonna sonora eseguita da Elvin Brandhi e Sara Persico.
Non mancherà spazio per l’avanguardia. La rassegna ospita opere di sperimentazione visiva che hanno segnato la storia dell’immagine in movimento. Nomi come Harun Farocki, Stan Brakhage , Nan Goldin, Alberto Grifi, Basel Abbas & Ruanne Abou-Rahme, Amar Kanwar e Julian Charrière compongono un programma ricco di suggestioni, dove la pellicola tradizionale dialoga con l’arte contemporanea e le nuove tecnologie.
La musica gioca un ruolo centrale nel progetto del Cinema Galleggiante. Oltre alle sonorizzazioni dal vivo sui film, la programmazione 2026 si arricchisce di performance e set d’ascolto intensi. Artisti come FRANKIE , Federico Chiari, Nicola Di Croce, Yasmine Hugonnet ed Enrico Malatesta offrono interventi sonori originali. Tra i momenti più attesi, la performance monumentale di The Sinking of the Titanic di Gavin Bryars, accompagnata dalle immagini di Bill Morrison, che fonde in modo potente suono e immagine.
Il festival si poggia su una rete di collaborazioni importante: oltre 90 istituzioni, tra musei, fondazioni e centri culturali, hanno partecipato negli anni. Nel 2024 si confermano partner di prestigio come la Collezione Peggy Guggenheim, la Pinault Collection, Fondazione In Between Art Film, TBA21–Academy/Ocean Space, Espace Louis Vuitton Venezia, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Fondazione Bevilacqua La Masa e Rete Cinema in Laguna. Questo tessuto di rapporti rafforza l’evento, garantendo una proposta di alta qualità e un dialogo continuo con il territorio.
In tempi in cui le immagini si consumano soprattutto su schermi personali, il Cinema Galleggiante di Venezia invita a riscoprire il piacere del cinema condiviso e immersivo. Lo scenario naturale della laguna diventa parte integrante dell’esperienza: l’acqua riflette lo schermo, amplificando l’emozione delle proiezioni. L’anfiteatro di barche che si raduna al buio si trasforma in uno spazio raro di comunione e condivisione.
Nato da un’idea di Edoardo Aruta e Paolo Rosso e curato da Microclima con Alessandra Messali, il progetto conferma la sua forza nel dialogare con arte, musica e tecnologia. Il Cinema Galleggiante resta un appuntamento imperdibile per chi cerca a Venezia un incontro tra memoria storica, linguaggi contemporanei e paesaggio. Anche nel 2024 si propone come un luogo culturale unico, dove la tradizione del cinema si rigenera in forme nuove e sorprendenti.
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