Lugano si è svegliata con un peso sul cuore: Giancarlo Olgiati se n’è andato, a 88 anni. Da oltre cinquant’anni, era una presenza fondamentale nell’arte contemporanea ticinese. Avvocato di professione, conosceva il diritto dell’arte come pochi, ma non si limitava a questo. Insieme alla moglie Danna, ha costruito una collezione d’arte che ha aperto al pubblico nel 2012, proprio a due passi dal MASI, in Riva Antonio Caccia. La sua vita è stata un intreccio di lavoro e passione, un segno che rimarrà impresso nel tessuto culturale della città.
Figlio di una famiglia impegnata nella politica ticinese, Giancarlo Olgiati ha iniziato la sua carriera negli anni Sessanta, un’epoca di grandi cambiamenti sociali e culturali. Laureato in economia e diritto all’Università di Ginevra, nel 1968 ha aperto a Lugano lo Studio legale e notarile Olgiati, specializzandosi nel diritto dell’arte. Nel corso degli anni è diventato uno dei maggiori esperti svizzeri in questo campo, riuscendo a mettere insieme competenze giuridiche e sensibilità artistica.
Il suo lavoro è stato prezioso per artisti, collezionisti e istituzioni culturali, a cui ha offerto supporto e consulenza. Ha giocato un ruolo chiave nella tutela delle opere d’arte e nella promozione del sistema culturale ticinese, accompagnando per più di cinquant’anni il rapporto tra mercato, collezionismo e istituzioni pubbliche.
Nel 1985, un incontro al SIMA di Venezia ha segnato una svolta: Giancarlo incontra Danna Olgiati, studiosa e gallerista esperta di avanguardie storiche e Futurismo. Mentre lui guardava soprattutto alle correnti più recenti, come il Nouveau Réalisme e l’arte contemporanea, insieme hanno dato vita a un progetto comune che ha portato alla nascita della Collezione Giancarlo e Danna Olgiati.
Attraverso un continuo scambio di idee, hanno costruito una raccolta che abbraccia le avanguardie del Novecento, la ricerca spazialista, l’Arte Povera fino agli ultimi sviluppi neoastrattisti e neopop. Una collezione che non ha mai perso di vista la profondità culturale, riflettendo l’ampiezza di interessi e la curiosità di entrambi.
Nel 2012, Giancarlo e Danna hanno deciso di rendere pubblica la loro collezione, trasferendola negli spazi ipogei di Riva Antonio Caccia, vicino al Museo d’Arte della Svizzera Italiana. Così Lugano ha potuto accedere a un tesoro di oltre 1.200 opere, frutto di anni di lavoro e passione. La collezione non è mai stata una mostra statica: gli allestimenti si sono rinnovati nel tempo, mettendo in luce temi e nuclei diversi, senza mai perdere freschezza nel racconto dell’arte.
La varietà delle opere spazia dagli esperimenti spazialisti agli artisti del Nouveau Réalisme e dell’Arte Povera, passando per figure di spicco nel mondo neoastrattista e neopop, creando un ponte tra passato e presente.
La collezione Olgiati ha avuto un ruolo importante nel tessuto culturale di Lugano, diventando un punto di riferimento e stimolando collaborazioni con realtà come il MASI e il LAC. Nel 2018, la coppia ha donato una selezione di opere al MASI, un gesto che testimonia la volontà di lasciare un’eredità duratura a tutta la comunità.
La mostra “Noi e il MASI. Donazione Giancarlo e Danna Olgiati” ha messo in mostra lavori di artisti come Christian Boltanski, Urs Lüthi e Stefano Arienti, dimostrando come la collezione sappia dialogare con il panorama locale e internazionale. La donazione non è solo un trasferimento di opere, ma un investimento concreto nello sviluppo culturale di Lugano.
Giancarlo Olgiati resta una figura simbolo di questo impegno costante: un uomo che ha saputo trasformare una passione personale in un progetto culturale condiviso e riconosciuto ben oltre i confini locali. Lugano e il Ticino perdono un protagonista insostituibile, ma la sua eredità continuerà a vivere attraverso la collezione e le iniziative nate dal suo lavoro.
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