Quella del 19 agosto 2026 è stata una serata di lutto per Lucca. Mauro Lovi, artista nato in città nel 1953, si è spento a 73 anni, lasciando un vuoto difficile da colmare. Cinquant’anni di sperimentazioni instancabili hanno segnato la sua vita: dalla pittura alla scultura, dal design alla grafica, passando per installazioni, architettura e scrittura. Un intreccio di forme espressive tenuto insieme da una passione e una coerenza rare. Pochi giorni prima, Palazzo Guinigi aveva ospitato Fioriture, una mostra antologica con oltre 260 sue opere, un ultimo omaggio a un percorso artistico che ha definito la cultura della città.
Lovi ha iniziato presto a muoversi nel mondo dell’arte, mostrando fin da giovane una forte inclinazione a mescolare linguaggi diversi. Cresciuto a Lucca e formato a Firenze, ha studiato architettura con Adolfo Natalini, uno dei fondatori dell’architettura radicale. Quell’esperienza gli ha dato solide basi progettuali e ha alimentato il suo interesse per le connessioni tra discipline diverse. Negli anni Settanta e Ottanta ha lavorato con Gianni Pettena, emergendo sulla scena del design radicale toscano. Attraverso pittura, disegno, scultura e installazioni ha esplorato continuamente nuove strade, senza mai perdere una visione unitaria. Negli anni Novanta ha ampliato il suo campo al design di mobili e complementi, collaborando con varie aziende. Nel frattempo ha portato avanti progetti di grafica e identità visiva, dimostrando una versatilità rara e sempre coerente.
Dal 12 giugno al 14 agosto 2026, Palazzo Guinigi ha ospitato Fioriture, una mostra che ha raccontato per intero la carriera di Lovi. Oltre 260 opere distribuite in 22 sale, dagli esordi degli anni Settanta fino agli ultimi lavori. L’evento ha raccontato la sua attività in modo chiaro e avvincente: pittura, installazioni, design e scrittura non erano compartimenti separati, ma parti di un unico discorso. Come sottolineato anche da exibart, la mostra ha evidenziato la capacità di Lovi di passare da una tecnica all’altra senza interrompere il filo conduttore del proprio pensiero. Ogni opera sembrava parte di un’unica riflessione, con variazioni continue che ne arricchivano il senso. Fioriture ha messo in luce soprattutto i lavori degli ultimi anni, come il ciclo Ludus tonalis, dove immagini digitali si fondono con il cemento, e Apparecchiature , sculture ibride che invitano lo spettatore a completarne il significato con la mente.
Mauro Lovi ha sempre scelto di restare lontano dalle mode e dal clamore, puntando su una ricerca personale e rigorosa. Così ha costruito una posizione autonoma nel panorama artistico italiano, capace di muoversi tra media diversi senza perdere originalità e profondità. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private importanti: il Museo del Parco di Portofino, il DiART di Trapani e spazi pubblici in città come Andria e Savelletri ne custodiscono tracce. A Lucca, sua città natale e naturale casa della sua arte, la sua scomparsa ha suscitato profonda commozione. La camera mortuaria è stata allestita presso la Croce Verde di Lucca, dove il 22 agosto si è svolta la commemorazione laica. Il suo lavoro e la sua carriera poliedrica restano un patrimonio prezioso per la cultura contemporanea italiana, capace di stimolare nuove riflessioni sul rapporto tra arte e progetto.
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