“Questo non è una pipa.” Magritte lo disse con ironia, ma il suo messaggio continua a sfidare occhi e pensieri. Ora Londra si prepara ad accogliere una mostra che riaccende la luce su quel surrealismo che ancora oggi parla con forza nelle gallerie contemporanee. Gagosian, poco dopo aver chiuso una delle sue sedi in città, torna con un progetto audace, che vuole far sentire la sua voce su scala globale. Tra pipe, mele e lune, l’eredità di Magritte si trasforma, si rinnova, dimostrando che il suo sguardo curioso e disorientante non si è mai spento.
Gagosian cambia passo a Londra: meno sedi, più qualità
La chiusura della galleria di Davies Street ha sorpreso più di qualcuno, ma Gagosian non arretra. Il gruppo sta semplicemente riorganizzando le sue forze a Londra, lasciando uno spazio secondario per concentrarsi sulla sede principale di Grosvenor Hill. È lì che si terranno eventi di alto profilo, pensati per dare un segnale forte nel circuito internazionale.
La mostra su Magritte è il primo grande appuntamento di questa nuova fase. L’obiettivo è chiaro: consolidare il ruolo di Gagosian come punto di riferimento per progetti espositivi di qualità, capaci di attrarre critica e pubblico con proposte dense e coinvolgenti. Focalizzando risorse in un unico luogo, la galleria punta a creare un dialogo più diretto e intenso con chi vive l’arte.
“This Is Still Not a Pipe”: Magritte vive nel presente dell’arte fino al 2026
Dal 24 settembre al 12 dicembre 2026, Grosvenor Hill ospita This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte, una mostra che esplora l’eredità del maestro belga attraverso il confronto tra le sue opere e quelle di artisti contemporanei. A curarla sono Jasper Sharp e Bernard Lagrange, con il supporto di Charly Herscovici, presidente della Fondation Magritte.
Si potranno vedere dipinti, sculture, fotografie e lavori su carta provenienti da musei e collezioni private, attraversando tutta la carriera di Magritte. I suoi simboli più celebri — la mela, la pipa, il cielo incorniciato dalle nuvole — dialogheranno con opere create appositamente per l’occasione, confermando come la sua influenza attraversi i decenni e continui a ispirare l’arte di oggi.
La “Lampada filosofica”: un capolavoro chiave al centro della scena
Tra i pezzi forti della mostra spicca La Lampe philosophique, dipinto da Magritte nel 1936 poco prima della storica International Surrealist Exhibition di Londra. Realizzato durante il periodo in cui l’artista abitava in rue Esseghem a Bruxelles, questo quadro rappresenta un momento cruciale della sua produzione.
L’immagine fonde il volto dell’artista con una pipa, creando un paradosso visivo che mescola corpo e oggetto, naso e cannello. È un racconto visivo della tensione tra razionalità filosofica e ironia, un modo per riflettere sul pensiero ossessivo e autoreferenziale, temi cari a Magritte. Nel 1946 l’artista spiegò che quel quadro rappresenta “le meditazioni del filosofo ossessivo e distratto” e simboleggia “un fumatore prigioniero della propria pipa”, un’allegoria della mente stessa.
Due anniversari per celebrare l’eredità di Magritte
La mostra di Londra assume anche un valore celebrativo importante. Il 2026 segna infatti i vent’anni dalla mostra Magritte and Contemporary Art: The Treachery of Images , ospitata al Los Angeles County Museum of Art, che fu la prima indagine approfondita sull’influenza di Magritte sulle generazioni successive.
In parallelo, si festeggiano i novant’anni dalla International Surrealist Exhibition del 1936, evento che a Londra segnò la diffusione globale del Surrealismo e consacrò Magritte, offrendo al pubblico una chiave decisiva per capire la sua arte e il movimento nel suo insieme. Il progetto di Gagosian si pone così come un ponte tra passato e presente, ripercorrendo tappe fondamentali per ribadire l’attualità del maestro belga.
Artisti contemporanei e nuove opere: qualche anticipazione sul cast
Il cast completo degli artisti coinvolti resta ancora in parte segreto, ma è certo che molti protagonisti della mostra di LACMA torneranno a Londra, affiancati da nuove presenze chiamate a confrontarsi con Magritte per la prima volta. Diverse opere saranno create appositamente per l’occasione, sotto la guida attenta di Gagosian.
Si prevede una forte presenza di artisti già legati alla galleria, ma l’auspicio è di vedere un ampio ventaglio di stili e linguaggi. Come riferimento storico, si può guardare all’allestimento del 2018 ai Royal Museums of Fine Arts of Belgium a Bruxelles, dove la relazione tra Magritte e l’arte contemporanea fu indagata attraverso nomi come Marcel Broodthaers, Andy Warhol e Jasper Johns.
Quel confronto mise in luce il passaggio dall’eredità surrealista a pratiche più sperimentali, che giocano con linguaggio, oggetti e concetti. Un filone che influenza anche la mostra londinese. Particolarmente significativa resta la relazione tra Magritte e Broodthaers, che incarna il passaggio dall’arte visiva a una riflessione più metalinguistica, in linea con la poetica del maestro belga.
Nel cuore di Londra, la mostra di Gagosian si presenta così come un’occasione da non perdere per capire come opere iconiche continuino a generare idee fresche e dialoghi vivaci, capaci di attraversare epoche e linguaggi artistici diversi.
