Nel laboratorio di un giovane artista fiorentino, una tela prende vita tra pennellate che richiamano il manierismo del Cinquecento, ma con uno sguardo tutto contemporaneo. Lorenzo Tonda, nato a Fiesole nel 1992, non si accontenta di ripetere schemi già noti. La sua pittura, vibrante e sfaccettata, si muove tra tradizione e innovazione. Non solo dipinti: sculture e installazioni pubbliche completano un percorso artistico che reinventa il passato, lo mescola con il presente e lo proietta nel futuro. Le sue opere parlano di storie intime e di questioni sociali, riflettendo un mondo iperconnesso in cui la memoria antica si fonde con la tecnologia. Tonda non dipinge soltanto quadri, crea dialoghi che attraversano secoli e culture.
Il percorso di Tonda parte da un solido radicamento nella tradizione italiana, in particolare nel manierismo che ha segnato la pittura e la scultura tra Quattro e Cinquecento. Artisti come Pontormo, Signorelli, Bellini, Michelangelo, Raffaello e Lorenzo Lotto sono i suoi riferimenti principali. Ma non si tratta di un semplice richiamo nostalgico: Tonda studia questi maestri per ripensarne forme e composizioni, riportandole in chiave contemporanea.
La sua ricerca non si ferma alla tela. Integra scultura e interventi di arte pubblica, ampliando così il suo linguaggio espressivo. Da collaborazioni con artisti come Nicola Verlato alle influenze del pop surrealismo e post-pop surrealismo, Tonda costruisce un dialogo tra antico e moderno, senza perdere uno stile personale fatto di tratteggi precisi e di una tavolozza ricca di contrasti e sfumature.
L’arte di Tonda si muove su più livelli. Da un lato c’è il racconto intimo, legato alla sua esperienza e sensibilità, dall’altro una spinta verso temi sociali e politici, specialmente nelle opere pubbliche. Qui il rapporto con il luogo diventa essenziale: i suoi interventi nascono dal contesto urbano e sociale, trasformandolo con un linguaggio visivo originale.
Nel suo studio, invece, la pittura è uno strumento per narrare la propria storia. Usa acrilico e olio su lino, prediligendo un segno analitico che costruisce la forma con precisione. Il colore non è mai casuale: giochi cromatici aggiungono profondità e movimento, facendo vibrare la tela quasi come se si potesse toccare.
Il presente, con le sue sfide sociali e culturali, influenza molto il suo lavoro. Non mancano strumenti digitali, come la tecnologia CGI, che Tonda usa per progettare virtualmente le scene prima di tradurle sulla tela. Questo mix tra manualità e digitale racconta un equilibrio tra tradizione e innovazione, tipico del nostro tempo.
Per Tonda, la composizione è il cuore di ogni opera. La fase iniziale passa da schizzi su carta e progetti in 3D, dove sperimenta diverse soluzioni spaziali e formali. Così ogni dipinto nasce da una costruzione studiata, dove forme, segni e colori trovano il loro posto con cura.
L’esecuzione, spesso su lino con acrilico o olio, prende vita attraverso il controllo della pennellata e delle texture, pur restando fedele al disegno iniziale. Il lavoro non si conclude solo quando l’opera è esteticamente soddisfacente, ma anche in base a scadenze espositive o produttive.
Questo rigore aiuta a mantenere coerenza e armonia in ogni creazione, rispettando la tradizione ma spingendosi verso nuove possibilità.
Oltre alla pittura da studio, Tonda dedica molta attenzione all’arte pubblica, un terreno ancora poco battuto in Italia. Murales, installazioni e sculture diventano occasioni per dialogare direttamente con il pubblico e l’ambiente urbano.
L’artista mette al centro il rapporto con il contesto sociale, perché un’opera pubblica deve confrontarsi con la collettività e le caratteristiche del luogo. I suoi interventi nascono dall’analisi del territorio, rielaborati con un linguaggio personale e contemporaneo. La sfida è unire il patrimonio storico a uno sguardo nuovo, capace di rinnovare e arricchire lo spazio pubblico.
La partecipazione di Tonda a collettive importanti per la giovane pittura italiana, come la mostra Ensemble promossa da The Bank, segna un passo importante per dare visibilità a un movimento spesso sottovalutato nel nostro paese. L’artista sottolinea come migliorare la formazione nelle Accademie di Belle Arti sia fondamentale per valorizzare la pittura contemporanea in Italia.
Nonostante il suo lavoro sia apprezzato soprattutto all’estero, Tonda vede nelle occasioni nazionali un momento fondamentale per radicare la sua presenza in Italia. La sua visione è a tutto tondo: pittura, scultura e progetti di arte urbana, con l’obiettivo di ampliare la scena contemporanea attraverso nuovi linguaggi che mescolano memoria e innovazione.
In questo equilibrio tra passato e futuro, Lorenzo Tonda dimostra che la pittura non è affatto un’arte in declino, ma una forma viva e capace di rinnovarsi, pronta a tornare al centro del dibattito artistico contemporaneo.
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