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Addio a Maria Rita Cerilli, voce storica della comunicazione alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia

Redazione 6 Agosto 2026

L’arte non muore, ma chi la racconta sì. Maria Rita Cerilli se n’è andata il 4 agosto 2026, a 46 anni, lasciando un vuoto difficile da colmare. La sua battaglia contro la malattia è stata lunga, silenziosa, come il lavoro che ha svolto con passione alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Non era solo una voce autorevole nel mondo della comunicazione museale; era il cuore pulsante di un luogo che vive anche grazie al suo sguardo attento, ai dettagli che sapeva cogliere e restituire. Chi l’ha incontrata sa quanto fosse paziente, quanto ci mettesse dell’umano nel mestiere di narrare l’arte. E ora quel vuoto si sente, nei corridoi del museo e nell’eco delle sue parole che non ci sono più.

Vent’anni di comunicazione al servizio della Peggy Guggenheim

Originaria di La Spezia, Maria Rita Cerilli ha iniziato la sua avventura alla Peggy Guggenheim nel 2007, partendo da stagista. Un punto di partenza che col tempo è diventato un impegno professionale solido e appassionato, tutto dedicato alla crescita del museo. Ha accompagnato l’istituzione in ogni fase di evoluzione della comunicazione, fino a diventare nel 2022 responsabile del dipartimento Comunicazione. In questo ruolo ha coordinato strategie diverse: dall’espansione sui canali digitali alla sperimentazione di nuovi linguaggi per intercettare un pubblico più vasto e vario. Rigorosa, ma mai chiusa nelle sue idee, Cerilli ha saputo coniugare competenza e creatività, mettendo a frutto una profonda conoscenza della storia e dell’identità della Collezione.

Il suo contributo è stato apprezzato da tutto il team del museo, che ha sottolineato la sua capacità di costruire un gruppo affiatato e autorevole. Maria Rita ha ridisegnato i processi comunicativi interni, dando forma a un’identità chiara e a un’immagine forte della Collezione Peggy Guggenheim. Sempre attenta al futuro, ha saputo trovare un equilibrio tra tradizione e innovazione, puntando a un racconto che coinvolgesse pubblici diversi senza mai tradire qualità e coerenza.

Nuovi strumenti per diffondere arte e cultura

Per Maria Rita Cerilli la comunicazione museale era una vera e propria azione culturale, un modo per costruire un rapporto vivo tra museo, opere e pubblico. Ha seguito da vicino tante campagne di comunicazione, dando vita ai primi canali social ufficiali della Collezione Peggy Guggenheim. Con l’avvento dei nuovi media digitali, ha promosso strumenti narrativi innovativi, come il podcast “Volevo essere libera”, realizzato con Chora Media e dedicato a Peggy Guggenheim.

Oltre al lavoro sul campo, Maria Rita ha sempre creduto nell’importanza di trasmettere il proprio sapere, investendo nella formazione di stagisti e giovani collaboratori. Il suo metodo si basava su un ascolto attento, un forte senso di responsabilità e una cura scrupolosa dei dettagli. I colleghi ricordano la sua capacità di trasformare ogni esigenza del museo in un racconto efficace e coinvolgente. Il suo stile univa determinazione e apertura, rigore e umanità, qualità che l’hanno resa un punto di riferimento nel settore.

Un punto di riferimento per il giornalismo culturale

Nel mondo del giornalismo artistico, Maria Rita Cerilli è stata un interlocutore affidabile e paziente. Redazioni come quella di exibart l’hanno spesso incontrata in occasione di mostre, presentazioni e progetti editoriali legati alla Collezione Peggy Guggenheim. Le decine di telefonate, messaggi e email raccontano il suo modo di lavorare: preciso, puntuale, con un sincero rispetto per il ruolo del giornalismo come strumento di conoscenza e approfondimento.

Ha saputo creare e mantenere un clima di fiducia e collaborazione, ingredienti essenziali per costruire un dialogo vero tra museo e stampa. La sua disponibilità era il segno di una visione della comunicazione che punta a costruire rapporti fondati su professionalità e rispetto reciproco, fondamentali per raccontare l’arte con credibilità e passione.

Il ricordo di Maria Rita Cerilli nella comunità veneziana e oltre

Maria Rita Cerilli si è spenta nella sua casa, circondata dall’affetto di famiglia e amici più stretti. La sua scelta di affrontare la malattia con riservatezza rispecchia il modo in cui ha sempre vissuto il lavoro: lontana dai clamori, ma sempre efficace. Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati alla Collezione Peggy Guggenheim e alla comunità veneziana.

Tra questi spicca il ricordo della giornalista e scrittrice Macri Puricelli, che l’ha descritta come “una giovane appassionata, intelligente, determinata e divertente”. Ha anche voluto sottolineare il prezioso sostegno ricevuto dall’AVAPO, l’associazione che offre assistenza domiciliare, negli ultimi mesi di vita. Una testimonianza che mette in luce la rete di affetto e solidarietà che ha accompagnato Maria Rita fino alla fine, chiudendo una storia segnata da passione per l’arte e la comunicazione culturale.

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