Nel 1959, Federico Zeri acquistò dieci ettari a Mentana con un’idea ben precisa: creare uno spazio per la sua passione per l’arte antica. Non poteva sapere che, pochi anni dopo, quella casa avrebbe assunto un ruolo ben più grande. Nel 1963 chiamò a Roma l’architetto Andrea Busiri Vici, incaricandolo di realizzare una dimora semplice, con un cortile interno, pensata per ospitare la sua collezione di iscrizioni antiche. Oggi, Villa Zeri non è più solo una residenza privata: è diventata un luogo aperto alla ricerca e alla formazione culturale, un polo nazionale di studi sulla storia dell’arte. L’intesa tra il Ministero della Cultura e l’Università di Bologna ha dato il via a questa trasformazione, restituendo alla villa una nuova vita pubblica e un’importanza che va ben oltre le sue mura.
Negli anni Sessanta, Villa Zeri nacque con l’idea di fondere vita privata, studio e collezione in un unico ambiente. Federico Zeri, storico dell’arte di grande fama, volle uno spazio capace di ospitare circa quattrocento epigrafi, incastonate lungo i muri del giardino. Reperti rari, raccolti con la stessa dedizione con cui costruì la sua biblioteca personale e un vasto archivio fotografico, che oggi rappresentano una delle più importanti collezioni private italiane nel settore. Oltre alle iscrizioni, la villa ospita opere d’arte, sculture e oggetti frutto di anni di studi e viaggi.
Questo patrimonio ha attirato per decenni studiosi, collezionisti e istituzioni, diventando una tappa obbligata per chi si occupa di approfondimenti e ricerche. La collezione epigrafica di Zeri è tra le più rilevanti del Novecento, seconda solo a quella del cardinale Alessandro Albani, un nome di riferimento nell’epigrafia settecentesca. La struttura semplice ma funzionale della villa mette in scena le antichità come parte della quotidianità, permettendo di vivere immersi nella storia.
Nel 2024, un accordo tra il Ministero della Cultura e l’Università di Bologna dà il via a un progetto che cambia volto a Villa Zeri. La firma tra Luca Mercuri, direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo, e Giovanni Molari, rettore dell’Alma Mater, apre la strada a un programma di valorizzazione pluriennale che punta a riqualificare la villa e a renderla accessibile a tutti.
Nel progetto è coinvolta anche la Fondazione Federico Zeri, custode dell’eredità dello studioso. L’obiettivo è mettere a disposizione di studiosi, appassionati e cittadini l’intero patrimonio, andando oltre la semplice visita. Si prevedono convegni, mostre temporanee, attività didattiche e corsi di alta formazione.
Tra gli interventi in programma ci sono lavori di restauro, miglioramenti nell’accessibilità e la musealizzazione di alcune aree. Non mancheranno residenze d’artista, per creare un ponte tra il passato storico e la creatività contemporanea, stimolando un dialogo vivo tra epoche diverse.
L’ingresso di Villa Zeri nel Sistema museale nazionale fa parte di una strategia più ampia voluta dalla Direzione generale Musei e dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo. La rete romana delle case museo si arricchisce così di una realtà di grande valore culturale.
Villa Zeri affiancherà altre sedi importanti, come la Casa Museo Mario Praz, Casa Boncompagni Ludovisi, Casa Pasolini, Casa Balla e altre dimore dedicate a grandi personalità italiane. L’obiettivo è costruire un sistema culturale diffuso, capace di valorizzare le storie e le identità legate ai luoghi che hanno ospitato artisti, scrittori e studiosi.
In questo contesto, Villa Zeri spicca per l’importanza del suo archivio e delle sue collezioni, e per l’eredità lasciata dal suo fondatore negli studi di storia dell’arte del Novecento. Affidare la gestione all’Università di Bologna sottolinea la volontà di una cura culturale duratura, orientata alla ricerca e alla formazione.
Il rapporto tra Federico Zeri e l’Università di Bologna nasce da una scelta precisa dello storico dell’arte, che nel testamento del 1998 affidò all’Alma Mater la custodia della villa con la sua collezione. Oltre alle epigrafi, nella donazione rientrano la biblioteca specialistica e una vasta fototeca, risorse fondamentali per gli studiosi, oggi consultabili negli spazi del Complesso Santa Cristina della Fondazza.
Questo legame dimostra come l’eredità di Zeri continui a essere un punto di riferimento per la ricerca e la cultura. Nel 1998, l’Università di Bologna gli ha conferito la laurea honoris causa, riconoscendo il valore del suo lavoro nel campo accademico e scientifico.
Oggi questa collaborazione si traduce in un progetto concreto per valorizzare un patrimonio unico, capace di richiamare esperti e appassionati da ogni parte del mondo, confermando Villa Zeri come un laboratorio di idee e cultura.
Il progetto “Villa Zeri. Abitare le immagini” è il cuore della valorizzazione della villa. Prevede un calendario ricco di eventi: mostre temporanee, convegni, seminari e corsi di alta formazione. La collaborazione tra Università di Bologna, Fondazione Federico Zeri e Istituto Pantheon punta a trasformare la villa da semplice archivio a spazio vivace di scambio culturale.
Nei prossimi anni, Villa Zeri diventerà un laboratorio di ricerca e un luogo di incontro per studiosi e creativi. Le residenze d’artista saranno centrali, offrendo nuovi linguaggi artistici a confronto con le tracce monumentali delle epigrafi e delle collezioni di Zeri.
Il restauro e la riqualificazione non serviranno solo a conservare l’edificio, ma anche a renderlo più accessibile, garantendo un’esperienza culturale di qualità. L’obiettivo è trasformare Villa Zeri in un polo di eccellenza, riconosciuto a livello nazionale e internazionale, capace di attirare interesse e partecipazione.
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