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Forme nel Verde 2026 a San Quirico d’Orcia: l’arte della scultura si fonde con il paesaggio storico

Le sculture emergono silenziose tra gli alberi secolari, mentre il sole d’estate illumina le pietre antiche di San Quirico d’Orcia. Dal 25 luglio al 1° novembre 2026, la 55ª edizione di Forme nel Verde trasforma questo borgo toscano in un museo a cielo aperto. Qui, l’arte contemporanea non si limita a esporre, ma dialoga con la natura e la storia che la circondano. Ogni piazza, ogni giardino, ogni palazzo diventa parte di un racconto visivo che invita a camminare con calma, a scoprire dettagli nascosti, a immergersi in un’atmosfera sospesa tra passato e presente. Un viaggio fatto di installazioni e mostre che attraversano il tempo e le emozioni, coinvolgendo artisti di generazioni diverse e rinsaldando un legame profondo con il territorio.

Meggiato e la Via Francigena: un viaggio tra arte e spiritualità

Al centro della rassegna c’è il lavoro di Gianfranco Meggiato con “IN ITINERE. L’Uomo Quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la Via Francigena”. Si parte dagli Horti Leonini, si attraversa il borgo fino a Palazzo Chigi Zondadari e si arriva ai Cipressini della Val d’Orcia, dove domina una scultura monumentale alta sei metri, “Germinazione”. Questa edizione celebra i 1150 anni della Via Francigena, il percorso che da Canterbury porta a Roma attraversando cinque Paesi. Meggiato unisce il tema del pellegrinaggio a una riflessione moderna sulla coscienza, prendendo spunto dalla fisica quantistica.

Le sue opere si distinguono per forme complesse e ispirate alla natura: cellule, costellazioni, reti energetiche. Spesso la struttura ruota attorno a un nucleo centrale, quasi a evocare un universo in continua trasformazione. Come spiega il direttore artistico Carlo Pizzichini, il punto non è la meta, ma il cammino stesso: un viaggio che va oltre il fisico per diventare esperienza interiore.

Accanto alle sculture, a Palazzo Chigi Zondadari si possono ammirare trenta disegni inediti, presentati in anteprima internazionale. Il borgo e la sua storia diventano così parte integrante della mostra, che si completa nell’abbraccio tra scultura, architettura e paesaggio, creando un dialogo ricco di significati.

Emilio Giannelli: l’ironia prende forma in terracotta

Un tocco di originalità arriva con “Alle belle statuine”, mostra che celebra i 90 anni di Emilio Giannelli. L’artista è noto soprattutto per le sue vignette satiriche sulla prima pagina del Corriere della Sera, ma qui si scopre un lato meno conosciuto: le sue sculture in terracotta. Queste piccole opere raccolgono lo stesso spirito ironico e caricaturale che da sempre caratterizza il suo disegno.

Le figure rappresentano politici, religiosi e persone comuni, riconoscibili dai tratti esagerati: nasi grandi, espressioni teatrali, posture rigide. Il titolo richiama il gioco infantile delle “belle statuine”, immobili in posa, ma suggerisce anche l’idea di un potere ridotto a idolo in miniatura, messo sotto la lente della satira.

La mostra crea un ponte tra disegno e scultura: i soggetti nati sulla carta si trasformano in forme che occupano lo spazio, mantenendo la freschezza e la forza del gesto caricaturale. È un’originale prova di come l’ironia possa farsi materia e dialogare con il resto della rassegna.

YOUNG 2026: i talenti emergenti delle Accademie italiane

Un capitolo importante di Forme nel Verde è dedicato ai giovani con “YOUNG 2026. Scultura a Palazzo”. Venti studenti scelti tra dieci Accademie di Belle Arti statali italiane espongono a Palazzo Chigi Zondadari, offrendo uno sguardo aggiornato sulle tendenze della scultura contemporanea. Le scuole coinvolte vanno da Bologna a Brera, da Carrara a Napoli, da Firenze a Catania, mostrando una presenza artistica diffusa e variegata.

I giovani artisti presentano lavori che mescolano tecniche classiche e sperimentazioni con materiali e forme nuove. La mostra mette in evidenza come il linguaggio scultoreo si stia ampliando, includendo installazioni e dialoghi con lo spazio architettonico. È un’occasione preziosa per confrontarsi con il pubblico e con i docenti.

Il progetto è sostenuto da DEAS Cyber, la cui fondatrice Stefania Ranzato sottolinea l’importanza di investire nella formazione e nella creatività in un’epoca di grandi cambiamenti tecnologici. L’obiettivo è mantenere al centro una visione umanocentrica che valorizzi il talento e supporti il percorso degli artisti emergenti. “YOUNG 2026” si conferma così un momento chiave di dialogo e scoperta nel panorama culturale italiano.

San Quirico d’Orcia: cinquant’anni di dialogo tra arte e natura

Forme nel Verde è una tradizione che si rinnova da 55 anni nel cuore di San Quirico d’Orcia, borgo celebre per i suoi giardini storici, le architetture rinascimentali e un paesaggio che ha ispirato artisti e viaggiatori. Gli Horti Leonini, con le loro geometrie precise, e Palazzo Chigi Zondadari, simbolo di arte e storia, sono lo sfondo ideale per un evento che racconta l’evoluzione della scultura contemporanea immersa tra colline, cipressi e strade antiche.

Qui arte e territorio non si limitano a convivere, ma dialogano continuamente. L’edizione 2026 punta proprio su questo rapporto, valorizzando il contesto ambientale e architettonico. Le sculture di Meggiato lungo la Via Francigena sono un esempio: un collegamento ideale tra passato medievale e temi attuali, profondi e universali.

Il pubblico non è spettatore passivo, ma protagonista di un’esperienza che invita a camminare, scoprire e riflettere sul legame tra uomo, natura e cultura. Forme nel Verde si conferma così un punto di riferimento nell’arte ambientale italiana, modello di valorizzazione integrata del patrimonio artistico e paesaggistico.

Redazione

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