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Massimiliano Gioni nominato direttore generale del New Museum di New York: un curatore italiano alla guida del prestigioso museo dal 2026

Il 1° agosto 2026 segna un cambiamento importante per il New Museum di New York: Massimiliano Gioni ne diventerà il direttore. Un riconoscimento che arriva dopo oltre vent’anni di collaborazione intensa con l’istituzione. Gioni non è un volto nuovo, ha già lasciato il segno con mostre memorabili e ruoli chiave all’interno del museo. Ora, mentre il New Museum si prepara ad aprire il suo nuovo campus, progettato dallo studio OMA, Gioni raccoglie il testimone in un momento di rinnovamento e ambizione.

Dalla curatela alla direzione: la lunga strada di Gioni al New Museum

Massimiliano Gioni, nato nel 1973, ha iniziato la sua avventura al New Museum nel 2006 come curatore. Da allora ha scalato i ranghi: è stato Associate Director, poi Director of Exhibitions e dal 2014 Edlis Neeson Artistic Director. Un percorso che lo ha visto protagonista nel definire l’identità e il carattere del museo. Ora, con la nomina a Toby Devan Lewis Director, diventa il direttore esecutivo con un incarico a tempo indeterminato, pronto a gestire tutto: dalla visione a lungo termine alle attività quotidiane, passando per la raccolta fondi e i rapporti con artisti e collezionisti.

La nuova sfida per Gioni è anche quella di seguire da vicino l’espansione del museo, un progetto strategico che punta a rafforzare la sua presenza nel panorama globale. Tra le priorità ci sono lo sviluppo di partnership internazionali, il sostegno all’innovazione artistica e la sostenibilità economica dell’istituzione. James-Keith Brown, presidente del consiglio di amministrazione, ha sottolineato il ruolo fondamentale di Gioni nella crescita del museo, diventato ormai un punto di riferimento mondiale per l’arte contemporanea.

Mostre e progetti chiave firmati da Gioni

In oltre vent’anni al New Museum, Gioni ha curato alcune delle mostre più significative della sua storia recente. Ha dedicato spazio a grandi nomi come John Akomfrah, Judy Chicago, Tacita Dean, Nicole Eisenman, Theaster Gates e molti altri. Le sue collettive, da After Nature a Ostalgia , passando per Here and Elsewhere , The Keeper e Grief and Grievance: Art and Mourning in America , hanno colpito per la loro profondità e per il modo in cui hanno affrontato temi sociali attuali.

Tra i suoi successi, anche la nascita della Triennale del New Museum con il progetto Younger Than Jesus nel 2009, dedicata alla nuova generazione di artisti internazionali. L’ultima grande mostra sotto la sua direzione artistica, New Humans: Memories of the Future, è stata la prima a occupare completamente il nuovo ampliamento firmato OMA. Gioni ha mostrato un talento particolare nel scovare e valorizzare giovani artisti, mantenendo sempre il museo al passo con i cambiamenti culturali e le sfide dell’arte contemporanea.

Un protagonista riconosciuto a livello globale

Il nome di Massimiliano Gioni è noto anche fuori dal New Museum. Nel 2013 ha diretto la 55ª Biennale di Venezia con “Il Palazzo Enciclopedico”, una delle mostre più influenti dell’ultimo decennio. In precedenza ha curato Manifesta 5 nel 2004, la quarta Biennale di Berlino nel 2006 insieme a Maurizio Cattelan e Ali Subotnick, e la Biennale di Gwangju nel 2010. Questi incarichi lo hanno consacrato come uno dei curatori più autorevoli a livello internazionale.

Parallelamente ha collaborato con istituzioni di primo piano come la Fondazione Nicola Trussardi di Milano, la Deste Foundation di Atene, il Museo Jumex di Città del Messico, l’Aïshti Foundation di Beirut, Qatar Museums, il Long Museum di Shanghai e la Phillips Collection di Washington. Questi rapporti hanno ampliato la sua influenza, favorendo lo scambio culturale su scala globale e rafforzando la sua reputazione nel mondo dell’arte contemporanea.

New Museum: da progetto pionieristico a istituzione di riferimento

Fondato nel 1977, il New Museum è l’unico museo di New York dedicato esclusivamente all’arte contemporanea. Nel tempo si è distinto per il sostegno a artisti poco conosciuti e per mostre ambiziose di figure oggi celebri, come Ana Mendieta, William Kentridge e Paul McCarthy. Il museo ha sempre puntato a far emergere voci nuove e a spingere il panorama artistico verso il cambiamento.

Nel 2003 ha stretto un accordo con Rhizome, piattaforma online per l’arte digitale, confermando la sua apertura all’innovazione tecnologica. Il trasferimento nel 2007 nell’edificio firmato dallo studio SANAA ha segnato un momento chiave, trasformando il museo in un’icona architettonica. Ora, con il nuovo ampliamento progettato da OMA, il New Museum guarda avanti: lo spazio espositivo raddoppia e le attività pubbliche si allargano, con nuove opportunità per mostre e eventi internazionali.

Il passaggio di testimone a Massimiliano Gioni arriva in un momento di grande fermento. La sua esperienza e la conoscenza profonda del museo sono le basi per un futuro solido, che manterrà il New Museum fra le realtà più all’avanguardia dell’arte contemporanea nel mondo.

Redazione

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