Nel cuore dell’estate 2026, l’Italia si prepara a un’esplosione di arte e fotografia. Da Milano a Palermo, musei e gallerie si animano con mostre che non lasciano indifferenti. Ci sono i grandi nomi della fotografia internazionale, certo, ma anche giovani talenti pronti a sorprendere. Tra anniversari importanti e progetti innovativi, le esposizioni toccano temi scottanti: dalla memoria storica alla crisi ambientale, passando per riflessioni politiche e sperimentazioni visive. Un panorama ricco, che invita a guardare il presente con occhi nuovi.
Mario Dondero al Forte di Bard: un archivio inedito per raccontare il Novecento
Fino al 18 ottobre il Forte di Bard ospita una mostra dedicata a Mario Dondero, fotografo e partigiano, una delle voci più importanti della fotografia civile italiana del secolo scorso. Curata da Claudio Composti, l’esposizione presenta un nucleo inedito di immagini tratte dall’archivio personale di Dondero, mai viste prima in pubblico. Le fotografie raccontano decenni e luoghi diversi, ma uniti da un filo comune: la presa di posizione morale attraverso l’obiettivo.
Il percorso si divide in tre parti. “Memorie del presente” raccoglie reportage su manifestazioni e movimenti sociali, con uno sguardo asciutto e senza fronzoli. “Sguardi politici” mette in luce i protagonisti della politica del Novecento, con ritratti carichi di tensione e umanità. Infine, “Verso il mondo” celebra i gesti quotidiani e le vite degli ultimi, immortalate con empatia in contesti lontani. Nel complesso emerge il ritratto di un fotografo impegnato, incapace di restare neutrale davanti alle ingiustizie.
Davide Toffolo e Pasolini: fumetti e collage al Forte di Bard
Sempre al Forte di Bard, dal 31 luglio all’8 novembre, si può visitare “Davide Toffolo. Parola di Pasolini”. La mostra riunisce fumetti, disegni e collage realizzati dal graphic designer friulano, che ripercorrono il suo romanzo a fumetti “Pasolini”, uscito venticinque anni fa e considerato un classico del fumetto italiano. Curata da Paola Bristot e Marco Minuz, l’esposizione presenta circa cento tavole originali, insieme a fotografie e documenti legati alla vita e all’opera di Pier Paolo Pasolini.
Non si tratta solo di una biografia illustrata: la mostra offre un’immersione nel pensiero di Pasolini attraverso lo sguardo di Toffolo. La contaminazione tra diversi linguaggi visivi restituisce la complessità di un intellettuale che ancora oggi interroga la società con lucidità e forza. Un dialogo tra arte, letteratura e politica che mantiene vive le questioni sollevate da Pasolini.
Maria Thereza Alves a Canelli: arte, natura e politica ambientale
A Canelli, nell’area de La Moncalvina, si celebra il decimo anniversario dell’iscrizione dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato nella lista UNESCO con “Pluriversal Recapturings”, un nuovo progetto site-specific dell’artista brasiliana Maria Thereza Alves. L’installazione dialoga con uno dei paesaggi culturali più rappresentativi d’Europa, usando una struttura in mattoni e pietra arricchita da inserti di pietre diverse, pensata per ospitare habitat per specie locali.
L’opera riflette sul rapporto tra uomo e ambiente, evidenziando pratiche abitative sostenibili e microclimatiche. La combinazione di materiali tradizionali con scelte attente alla biodiversità fa di questo intervento uno dei più rilevanti esempi di arte contemporanea italiana impegnata sui temi ambientali.
Il Giappone di Hiroshige al MAO di Torino: paesaggi che incantano
Fino al 29 novembre il Museo d’Arte Orientale di Torino propone “Paesaggi da sogno – Dreamscapes”, dedicata alla serie “Le 53 stazioni della Tōkaidō” di Utagawa Hiroshige . Curata da Laura Vigo, la mostra raccoglie 36 stampe a nishiki-e, con colori vividi su carta, che immergono i visitatori nell’atmosfera suggestiva del Giappone tra XVIII e XIX secolo.
Il percorso include anche oggetti legati ai viaggi, offrendo una visione completa e coinvolgente. Sono in mostra due paraventi storici, provenienti dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e dal MAO, che rafforzano il legame tra arte e vita quotidiana in Giappone, sottolineando il ruolo centrale del paesaggio nell’immaginario collettivo.
Giovanni Ozzola a Villa Marigola: il mare come specchio dell’esistenza
A Lerici, Villa Marigola ospita la personale “I miei orizzonti e Tu” di Giovanni Ozzola, in occasione del decimo Lerici Music Festival. Curata da Carlo Orsini, la mostra unisce fotografia, scultura, installazione e video, intrecciando un dialogo profondo con il mare, simbolo e realtà del Golfo dei Poeti. L’artista, attivo a livello internazionale, usa il mare come metafora di esistenza, incontro e trasformazione.
L’esposizione invita a un viaggio che parte dall’orizzonte naturale per arrivare a spazi interiori, passando per soglie di consapevolezza. Le opere spronano a confrontare ciò che conosciamo con l’ignoto, offrendo un’esperienza intensa e simbolica sul rapporto tra individuo e mondo.
Mario Raciti a Palazzo Reale di Milano: un racconto lungo una vita
Fino al 20 settembre Palazzo Reale di Milano ospita “Mario Raciti. Opere 1952-2025”, una grande retrospettiva dedicata a uno dei protagonisti della pittura italiana contemporanea. Curata da Luca Pietro Nicoletti, la mostra presenta circa cento opere provenienti da musei e collezioni private. Raciti, milanese, ha portato avanti un percorso artistico lungo oltre settant’anni, ricco di svolte e approfondimenti.
Si ripercorrono così le diverse fasi della sua carriera: dagli anni Cinquanta con figurazioni emblematiche, agli anni Settanta con la serie “Presenzeassenze”, passando per i cicli mitologici degli anni Ottanta e le riflessioni degli anni Novanta. Negli anni Duemila emerge un processo di dissoluzione dell’immagine che svela la complessità della sua pittura. La mostra offre un quadro completo della sua poetica e del suo dialogo con la contemporaneità.
Maria Cristina Carlini a Palazzo Reale: sculture che parlano di natura e architettura
Dal 10 luglio al 30 agosto la scultrice Maria Cristina Carlini espone a Palazzo Reale di Milano con la mostra “Materie viventi”. Curata da Marco Eugenio Di Giandomenico, la rassegna presenta due grandi installazioni site-specific nel Cortile d’Onore e nel Giardino, pensate per entrare in sintonia con l’architettura storica e gli spazi aperti.
“Bosco” è un organismo a spirale composto da diciannove elementi in ferro, che guida lo sguardo verso un centro in continua crescita. “Filemone e Bauci” unisce legno di recupero, ferro e inserti dorati, evocando equilibrio tra fragilità e permanenza. Le sculture dialogano tra loro, valorizzate da un progetto di luci studiato per sottolinearne il significato simbolico. Il visitatore si trova immerso in un’esperienza sensoriale che unisce natura e memoria.
Performing PAC 2026: collage e assemblaggi tra passato e presente a Milano
Fino al 13 settembre 2026 il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano ospita la nuova edizione di “Performing PAC”. Curata da Silvia Bignami, Iolanda Ratti e Diego Sileo, la mostra mette al centro materiali e linguaggi diversi nel collage, nell’assemblaggio e nell’installazione. L’idea prende spunto dalla storica mostra dedicata a Kurt Schwitters , pioniere del lavoro artistico con frammenti e rovine della cultura occidentale.
Sette artisti contemporanei, tra cui Jacopo Benassi, John Bock e Mika Rottenberg, raccolgono questa eredità, portando avanti la riflessione sulla frammentazione, la memoria e la creazione artistica. La rassegna costruisce un ponte tra passato e presente, esplorando nuove forme di espressione nell’arte internazionale.
Neo Pop Nuovo Glam a Cannobio: il fascino della cultura visiva contemporanea
Palazzo Parasi a Cannobio ospita fino al 25 ottobre la mostra “Neo Pop Nuovo Glam”, curata da Giorgio Chinea Canale con il supporto della FGN Foundation. La rassegna presenta lavori di nove artisti italiani di spicco, tra cui Marco Lodola, Giuseppe Veneziano e Fulvia Mendini. Il tema centrale è il glamour inteso come fascino e capacità di attrazione nell’arte contemporanea.
Attraverso un linguaggio pop, diretto e brillante, le opere propongono immagini iconiche, colori accesi e richiami alla cultura visiva attuale, dialogando con un pubblico vasto e variegato. Il percorso mette in luce come il Neo Pop italiano sia un’espressione capace di giocare e al tempo stesso di criticare, rinnovando il modo di affrontare temi estetici e culturali di oggi.
Pietre di pane a Trento: memorie fragili e territori in trasformazione
Alla Galleria Civica di Trento, fino al 15 novembre, va in scena “Pietre di pane. Memorie di geografie fragili”, curata da Giulia Colletti e Gabriele Lorenzoni. La mostra intreccia opere dalle collezioni del Mart con interventi site-specific e arte pubblica, proponendo una riflessione sulle memorie frammentate, le assenze e le discontinuità territoriali. Il progetto si sviluppa attorno a quattro temi: Latenze, Attriti, Derive e Riattivazioni.
Gli artisti coinvolti, tra cui Carla Accardi, YoungEun Kim e Santiago Sierra, esplorano residui culturali, archivi incompleti, conflitti irrisolti e pratiche performative che creano legami tra passato e presente. L’esposizione si configura come un laboratorio per riflettere sulla fragilità del tessuto culturale e sociale, mettendo al centro il rapporto tra arte, memoria e identità collettiva.
