Tra i binari antichi di Riga, l’Hanzas Perons si anima di nuovo: dal 2 al 5 luglio 2026, la città si trasforma in un crocevia d’arte contemporanea. La Riga Contemporary Art Fair, giunta alla sua seconda edizione, richiama artisti da 15 Paesi diversi, un mosaico di culture e linguaggi visivi che si intrecciano sotto lo stesso tetto. Non è solo una mostra, ma un vero laboratorio di idee, dove curatori e galleristi si confrontano, costruendo ponti tra tradizione e innovazione. I pois rossi, icona di questa edizione, pulsano di energia: raccontano storie personali e collettive, un dialogo che attraversa i confini del Baltico e oltre.
Riga tra storia e respiro internazionale
La fiera si svolge all’interno di Hanzas Perons, un ex magazzino ferroviario dei primi del Novecento che conserva le sue capriate in legno, elementi architettonici che creano un’atmosfera quasi sacra, perfetta per ospitare l’arte contemporanea più vivace. Riga, con il suo centro storico patrimonio UNESCO, si conferma un crocevia artistico in crescita, deciso a rafforzare i legami tra Estonia, Lettonia, Lituania e non solo. L’edizione inaugurale del 2025 ha richiamato 12 mila visitatori, numeri che testimoniano l’interesse sempre più vivo a livello locale e internazionale. Quest’anno l’ingresso è gratuito, con una semplice registrazione, per garantire una partecipazione più ampia e inclusiva.
Dietro l’organizzazione c’è il Kim? Contemporary Art Centre, che ha ideato e lanciato la fiera. Nato nel 2009, il centro si è sempre proposto di stimolare riflessioni profonde sulle tante forme dell’arte, interrogandosi sul suo ruolo nelle economie culturali globali e nei cambiamenti sociali. Il nome stesso, “Kim?” acronimo lettone di “kas ir māksla?” , invita a pensare al senso più profondo di un’esperienza artistica che racconta identità fragili, ricostruzioni e intrecci di culture e sottoculture contemporanee.
Un palcoscenico globale con protagonisti da ogni angolo del mondo
La fiera ospita una selezione ampia e variegata: 40 gallerie da 15 Paesi animano gli spazi con artigianato, installazioni, sculture e fotografie. Dal Belgio agli Stati Uniti, dalla Finlandia al Giappone, passando per Georgia e Italia. Oltre cento artisti, di generazioni e background diversi, si confrontano con linguaggi innovativi, attenti al territorio e alla natura. Tra le novità spicca un’installazione site-specific di Krišs Salmanis, figura di rilievo della scena lettone, collocata all’esterno, nel verde che circonda l’edificio. Radio SWH partecipa come supporter tecnico, unendo suoni e visioni.
Non mancano gli eventi collaterali: workshop per i più piccoli, visite guidate alle opere più significative e un bookshop ricco di cataloghi e pubblicazioni contemporanee. Il programma prevede incontri con artisti e curatori di fama internazionale. La performance di Mindy Seu al Festival EDEN aggiunge un tocco di sperimentazione sonora e visiva, mentre al Centro d’arte Zuzeum debutta la mostra “our hands meet, please stay” di Jamieson Edson e Virgilijs Tilks, due protagonisti sensibili al dialogo tra spazio, gesto e identità. La giornata conclusiva è dedicata alla danza contemporanea con lo spettacolo “Space Code: Here and Now” di SIXTH, collettivo lettone che esplora in modo innovativo l’interazione tra corpo e spazio pubblico.
La rinascita artistica baltica passa dalla collaborazione
In un momento difficile per il mercato dell’arte globale, la Riga Contemporary Art Fair si distingue per un modello basato sulla collaborazione tra i Paesi Baltici. Il sistema locale si fonda sulla condivisione di risorse, lo scambio di pratiche e una rete di supporto che supera i confini nazionali. Questa filosofia prende forma anche nella piattaforma digitale FOLLOW.ART, nata nel 2025 per sostenere il micro-patrocinio; un progetto che rompe le dinamiche tradizionali del mercato e promuove un contatto diretto tra artisti e pubblico. Le gallerie presenti raccontano un percorso che evita la retorica, puntando a uno scambio autentico, a volte ironico e teatrale, come quello proposto dal duo Maybe Maybe della galleria parigina New Garden.
Con specchi incisi e ambientazioni che oscillano tra velluto verde e cocktail pensati per essere acquistati insieme alle opere, mostrano come la fiera sia anche una vetrina aperta a esperienze partecipative e sensoriali.
Tendenze dell’arte contemporanea: ceramica, pittura intima e sguardi nuovi su uomo e natura
Questa edizione conferma alcune tendenze della produzione artistica attuale, con una particolare attenzione alla ceramica, materiale che torna protagonista nelle mani di artisti e artigiani. Al contempo, si assiste a un ritorno alla pittura intima, dove il rapporto tra uomo e natura si traduce in immagini delicate e riflessive. Lo dimostrano gallerie di rilievo come Longtermhandstand da Budapest, Tur e Look Gallery di Riga, MISAKO & ROSEN di Tokyo, The Rooster Gallery di Vilnius, fino a Margot Samel di New York e 427, anch’essa lettone.
Il filo che lega queste proposte è la capacità di tradurre in immagini la fluidità delle relazioni ecologiche e sociali, senza gesti enfatici o simbolismi pesanti. Un’arte che si fa specchio di realtà fragili ma resilienti.
La presenza italiana e le ricerche sui nuovi linguaggi artistici
Tra i protagonisti italiani, le gallerie milanesi Castiglioni e eastcontemporary presentano artisti che lavorano su materiali e temi lontani ma affascinanti. Maria Luiza Toral, artista visiva e antropologa brasiliana, espone opere realizzate con materiali raccolti per strada a São Paulo, trasformandoli in immagini poetiche che oscillano tra memoria e innovazione. La polacca Ania Bąk propone invece lavori che integrano tessuti con una sensibilità moderna.
Notevole anche la presenza fotografica di Ion Grigorescu, icona della neo-avanguardia rumena, con due scatti in bianco e nero portati da Ivan Gallery di Bucarest. Le immagini, realizzate con tecniche sperimentali che giocano con la rotazione della camera e i movimenti della pellicola, creano effetti di distorsione e moltiplicazione. Un lavoro che rompe le regole classiche della fotografia, invitando a uno sguardo sospeso tra realtà e astrazione.
Nuove frontiere tra autobiografia, politica e identità di genere
Tra le proposte più interessanti ci sono i dipinti autobiografici di Marleen Suvi, che esplorano uno spazio onirico tra incosciente e memoria, e le installazioni politiche di Réka Lőrincz, che uniscono scultura e assemblaggi per affrontare tensioni sociali attuali. Significativa anche l’opera in feltro di Tamar Botchorishvili, artista georgiana tra Tbilisi e Berlino, che attraverso la figura femminile nuda tratta temi di autodeterminazione e rivendicazione culturale.
La sua opera mette in scena una figura centrale immersa in un contesto di tensioni simboliche: armi, sguardi, animali diventano metafore di oppressione e controllo sociale. Il corpo diventa così spazio di conflitto e liberazione, celebrando la complessità dell’identità femminile oggi.
La Riga Contemporary Art Fair 2026 conferma il suo ruolo di piattaforma che unisce la forza culturale del Baltico a una visione internazionale, radicata nel presente. Un appuntamento fondamentale per chi vuole esplorare il mondo dell’arte contemporanea con uno sguardo attento alle trasformazioni sociali e estetiche in atto.
