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Evgeny Antufiev rilegge Giorgio Morandi nelle case museo italiane: intervista esclusiva all’artista

Le stanze dove Giorgio Morandi dipinse, con la loro luce soffusa e i silenzi densi, sono diventate il palcoscenico di un omaggio speciale. Evgeny Antufiev, artista russo dal respiro contemporaneo, si è immerso in quei luoghi, catturando l’essenza intima che il pittore bolognese aveva saputo imprimere. Non ha cercato di copiarne lo stile, ma di farne rivivere la magia, giocando con luci e ombre in installazioni che parlano di tempo sospeso. A Bologna e a Grizzana, tra case museo e colline, Antufiev ha dato vita a due mostre che dialogano, silenziose ma potenti, con l’eredità di Morandi.

Antufiev e Morandi: un incontro tra arte contemporanea e luoghi carichi di storia

Evgeny Antufiev da sempre lavora a contatto con spazi che portano con sé una forte memoria storica. Ha sperimentato in musei archeologici, chiese barocche, cercando di stimolare nel pubblico una nuova percezione della memoria e del suo significato oggi. Nel dedicare un progetto a Morandi, ha puntato a esplorare le atmosfere più intime e meno conosciute dell’artista, entrando con il pensiero e con l’esperienza nelle case di Grizzana e di Bologna.

Per capire davvero Morandi, Antufiev si è affidato anche a letture preziose, trovando in Roberto Longhi un interprete fondamentale. Il critico d’arte ha saputo cogliere la forza di una poetica apparentemente semplice ma densa di sfumature. E poi c’è la città stessa, dalla pietra rossa delle facciate agli scorci di via Fondazza: ogni dettaglio ha alimentato la visione dell’artista e la mostra, pensata non come un omaggio scontato, ma come uno sguardo laterale che amplifica la luce e la poesia di Morandi.

Casa Museo Morandi a Grizzana: uno sguardo sospeso tra oggetti quotidiani e luce immutabile

Casa Museo Morandi, aperta al pubblico da meno di un anno, è molto più di una semplice casa. È una vera capsula del tempo, dove ogni angolo racconta la vita dell’artista. L’edificio degli anni Cinquanta, in parte progettato da Morandi, si trova sulle colline attorno a Bologna ed è stato il teatro delle estati di Morandi e delle sue sorelle, nonché del suo lavoro quotidiano.

Antufiev racconta di una “bellezza nascosta” che la casa sprigiona: fiori secchi, spezie dimenticate in cucina, profumi sulle mensole, candele deformate, tutto parla di una storia sospesa tra realtà e memoria. La luce che entra dalle finestre sembra cristallizzata, come se il tempo si fosse fermato proprio nel momento in cui Morandi ha lasciato la casa. Questa atmosfera è il cuore della mostra “Luce congelata/Frozen Light”, dove le opere di Antufiev si inseriscono nelle stanze, spesso senza titolo, per non interrompere la narrazione già presente, ma per fondersi con essa.

I materiali scelti — alluminio, argento, piombo — esaltano quella luce polverosa che ricorda le nature morte di Morandi. Vasi, ciotole e cubi convivono con gli oggetti di tutti i giorni, senza replicare le proporzioni originali ma richiamandone con delicatezza forme e geometrie. Ne nasce un dialogo sottile, in cui Antufiev rinnova la presenza di Morandi senza imitare, offrendo invece la propria sensibilità verso gli spazi domestici e la loro storia.

Via Fondazza a Bologna: luce, ombra e materia in un racconto parallelo

A Bologna, in via Fondazza, Antufiev ha firmato un secondo intervento, “Luce che proietta ombra / Light casts shadow”, visitabile fino al 13 settembre 2026. Qui il legame con Morandi si concentra soprattutto sulle incisioni e sul gioco tra luce e ombra, con un approccio materico che si allontana dalla pittura ma ne mantiene lo spirito.

Nelle incisioni di Morandi l’ombra diventa protagonista, spingendo l’immagine verso l’astrazione. Fiori e paesaggi si rincorrono in linee sottili e decise. Antufiev interpreta questo con mosaici in bianco e nero e sculture in bronzo arricchite da pietre semipreziose. L’ombra qui prende “peso” e gravità, diventando una presenza che assorbe la luce invece di rifletterla.

Le opere sono distribuite negli ambienti della casa, anche in teche o su supporti insoliti, mantenendo una presenza silenziosa e quasi mistica. Il vaso, motivo ricorrente, si trasforma in contenitore di fiori e insetti, sottolineando il legame tra natura e arte. Questo progetto mette in luce la capacità di Antufiev di dialogare con Morandi senza copiarlo, ma attraverso un confronto fatto di sguardi incrociati e modalità espressive diverse.

Luce, ombra e memoria: un filo che unisce passato e presente

La mostra mette in evidenza come luce, ombra e memoria siano le chiavi per capire sia Morandi sia la sua rilettura da parte di Antufiev. Le opere di Morandi si distinguono per una leggerezza quasi eterea, una materia quasi assente, che descrive gli oggetti con semplicità e intensità emotiva. Antufiev invece predilige opere dense, tattili e piene.

Questo contrasto crea una relazione insolita ma efficace tra i due artisti, dove la luce che proietta ombre diventa metafora della pratica artistica e della trasmissione di idee tra generazioni. Antufiev parla di “passaggio di fiamma”, come in una staffetta: un’eredità che va oltre la forma e investe il senso stesso della ricerca artistica e il modo in cui si esprime oggi.

Il viaggio da Bologna a Grizzana ha trasformato questa esperienza in un momento di confronto e condivisione. Durante le inaugurazioni, Antufiev ha aggiunto un ulteriore livello di coinvolgimento offrendo un menu ispirato ai gusti di Morandi, con piatti tipici della zona serviti su basi in marmo che richiamano le sue composizioni pittoriche.

L’omaggio di Antufiev non si limita all’aspetto visivo, ma si allarga all’esperienza sensoriale completa, tracciando un filo sottile che unisce passato e presente attraverso spazio, luce, materia e memoria.

Redazione

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