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Sotheby’s Londra: Modigliani vola a 48,2 milioni £ e Freud raggiunge 29,3 milioni £ nella vendita record della Lewis Collection

A New Bond Street, ieri, è andata in scena un’asta che ha catturato l’attenzione di tutto il mondo dell’arte. La Lewis Collection, inizialmente valutata oltre 200 milioni di sterline, ha superato ogni aspettativa, chiudendo a quasi 300 milioni. Una cifra da capogiro, raggiunta in poche ore di rilanci serrati. Non si è trattato di una semplice vendita: ogni opera ha scatenato una vera e propria battaglia tra collezionisti e investitori, pronti a tutto per mettere le mani su pezzi unici di storia artistica moderna e contemporanea. Il mercato britannico, così, ha ricevuto una scossa potente, con gli occhi puntati su capolavori che hanno fatto la differenza.

Numeri da capogiro: un’asta che entra nella storia

Fin dall’annuncio, Sotheby’s aveva messo in chiaro che questa vendita non sarebbe stata una semplice transazione. Mai prima d’ora a Londra era passata sotto il martelletto una collezione privata di simile peso e qualità. Il totale finale, vicino ai 300 milioni di sterline, ha superato ogni aspettativa, con oltre il 70% dei lotti venduti ben oltre la stima più alta. Un segnale chiaro di quanto il desiderio di aggiudicarsi queste opere sia forte, sia per i collezionisti privati che per le istituzioni pubbliche. Più di quattrocento milioni di dollari hanno cambiato mano, dimostrando quanto contino ancora le grandi opere d’arte.

Tra i pezzi più ambiti, spicca il “Portrait de Paul Hugot” di Gustave Caillebotte, che ha raddoppiato la sua stima iniziale, superando i 10 milioni di sterline. Un’opera che racconta con intensità la società parigina della fine dell’Ottocento, recentemente esposta al Musée d’Orsay e che ha così conquistato ancora di più gli acquirenti.

Sculture e pittura: serata di fuoco tra icone moderne

Non sono mancate sorprese anche tra le sculture. La “Petit danseuse de quatorze ans” di Edgar Degas ha raggiunto 25,1 milioni di sterline, confermandosi un pezzo amatissimo e simbolo indiscusso della scultura moderna. Quando fu mostrata per la prima volta, oltre un secolo fa, fece scalpore e oggi è un capolavoro riconosciuto in tutto il mondo. A far parlare di sé è stato anche Egon Schiele con “Danae”, un lavoro giovanile che unisce espressività e astrazione, venduto a quasi 18 milioni di sterline.

Il vero protagonista della serata è stato però Lucian Freud con il suo ritratto monumentale “Sleeping by the Lion Carpet”. Parte di una serie dedicata a Sue Tilley, questa tela è stata definita dal critico Martin Gayford “l’opera più importante di Freud” e da Oliver Barker, presidente di Sotheby’s Europa, un capolavoro storico paragonabile alla “Monna Lisa” per il suo peso nel Novecento. Il prezzo finale, 29,3 milioni di sterline, ha confermato il grande valore dell’artista britannico.

Modigliani fa il botto: il nudo vola a cifre mai viste in Europa

Il gran finale è stato tutto per Amedeo Modigliani e il suo “Nu assis au collier” del 1917. Il dipinto, che ritrae una giovane donna in un momento di intima riflessione, ha conquistato la sala con un prezzo record per l’Europa: 48,2 milioni di sterline, quasi 64 milioni di dollari. Un’opera che mescola forme classiche e modernità, con quel collo allungato e la sensualità stilizzata tipici di Modigliani. La tela ha una storia prestigiosa, passata per musei come il Metropolitan Museum of Art e il MoMA di New York, che ne hanno accresciuto il valore e la fama.

Klimt chiude con un colpo da maestro: il ritratto della Secessione viennese vola a Londra

Prima della chiusura, un altro colpo ha catturato l’attenzione: il ritratto di Gertrud Löw di Gustav Klimt, datato 1902. Un’opera chiave della carriera dell’artista austriaco, che ritrae la figlia di un importante mecenate della Secessione viennese. Il quadro è stato venduto a 36,2 milioni di sterline, aggiudicato da un collezionista asiatico, confermando l’appeal mondiale di Klimt. Un risultato che si inserisce nella scia di vendite prestigiose, come quella del ritratto di Elisabeth Lederer, battuto a novembre per oltre 236 milioni di dollari.

Vivienne Lewis ha commentato la vendita sottolineando “la responsabilità di custodire temporaneamente opere così importanti e la gioia che deriva dal fatto che molte di esse siano state ammirate dal pubblico nel tempo.” Questa asta segna una svolta per la collezione, pronta a iniziare un nuovo capitolo con chi saprà apprezzarla e conservarla. Londra si conferma così epicentro internazionale per il mercato dell’arte di altissimo livello.

Redazione

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