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Il Vittoriale acquisisce 83 lettere inedite tra D’Annunzio e la spia di Mussolini: un tesoro storico ritrovato

Redazione 25 Giugno 2026

Nel 1923, Giovanni Rizzo varcò la soglia del mondo di Gabriele D’Annunzio con un compito preciso: sorvegliarlo per conto di Mussolini. Oggi, a distanza di un secolo, il Vittoriale degli Italiani si ritrova in mano 83 lettere e appunti manoscritti che raccontano quell’incontro mai scontato. Non si tratta di una semplice corrispondenza ufficiale, ma di un intreccio complesso fatto di diffidenza e confidenze, di occhi che scrutano e parole che si aprono. Rizzo, all’inizio “occhio carceriere”, si trasforma col tempo in una figura ambigua, quasi un confidente. Questi documenti svelano così un rapporto inedito, capace di gettare nuova luce su D’Annunzio, il Vittoriale e la sua misteriosa relazione con il fascismo.

Tra controllo e confidenza: chi era davvero Giovanni Rizzo al Vittoriale

Giovanni Rizzo arriva al Vittoriale il 24 settembre 1923, mandato dal generale De Bono con l’incarico ufficiale di indagare su un furto di gioielli. Ma dietro questa scusa si nascondeva un compito ben più delicato: Mussolini voleva che tenesse d’occhio D’Annunzio, temendo che il poeta potesse diventare un pericolo politico. Col tempo però Rizzo riesce a costruire un rapporto che va oltre la rigida sorveglianza. Diventa segretario, confidente, persino amico del Vate. D’Annunzio stesso lo descrive con parole intense: «molto più delicato dell’amore». Una frase che racconta bene la complessità di un legame dove si mescolano fiducia e sospetto, affetto e controllo.

Le lettere mostrano che Rizzo non è più solo il guardiano, ma colui a cui D’Annunzio si apre con le sue ansie, i tormenti e i segreti di ogni giorno al Vittoriale. In quegli anni turbolenti, segnati dalla presa di potere fascista, questo rapporto assume un valore storico importante. Il carteggio rivela non solo la stretta pressione del regime negli spazi privati del poeta, ma restituisce anche un D’Annunzio meno pubblico e più umano, lontano dall’immagine ufficiale costruita dalla propaganda.

D’Annunzio contro il fascismo: lettere tra nostalgia e scontri

Questa nuova raccolta offre uno sguardo inedito su tanti aspetti poco noti della vita del poeta. Emergono giudizi duri e momenti di rottura con Mussolini e il regime. D’Annunzio non nasconde il disappunto, soprattutto quando il Duce non nomina all’Accademia d’Italia alcune persone a lui care, come Ildebrando Pizzetti, Giuseppe Brunati e Gian Francesco Malipiero. In una lettera scrive senza mezzi termini: «Il Primo Ministro non soltanto ha mancato contro l’amicizia ma contro l’onore». Parole che tradiscono il senso di tradimento che provava.

Ma tra i dissidi politici spuntano anche confessioni più intime, mai così aperte. Il poeta racconta a Rizzo le difficoltà con il figlio Gabriellino, le sue ossessioni, le superstizioni, e riflette sulla costruzione del Vittoriale, che per lui era molto più di una semplice villa: un simbolo della sua stessa identità. Questi documenti restituiscono un D’Annunzio meno eroico e più fragile, segnato da inquietudini profonde.

Il carteggio costruisce così un ritratto più sfaccettato del poeta, non solo figura pubblica e politico controverso, ma uomo alle prese con i suoi conflitti interiori. Un tesoro prezioso per storici e appassionati che arricchisce il patrimonio culturale del Vittoriale.

Dal fondo d’archivio al digitale: il Vittoriale apre il carteggio al pubblico

L’acquisizione definitiva di questo carteggio è stata perfezionata a giugno 2024, grazie all’acquisto tramite la casa d’aste Finarte. La mediazione di Fabio Massimo Bertolo, responsabile del Dipartimento Libri, Autografi e Stampe, ha permesso al Vittoriale di mettere le mani su questa preziosa collezione di lettere, minuti e buste autografe, alcune mai viste prima.

Ora si punta a digitalizzare tutto il materiale, per renderlo accessibile online attraverso gli archivi del Vittoriale. Un passo importante per conservare la memoria storica e permettere agli studiosi di consultare i documenti senza spostarli dalla sede.

Questa operazione conferma il ruolo centrale che il Vittoriale continua a svolgere nella cultura italiana, soprattutto per conoscere meglio la vita e l’opera di D’Annunzio. La pubblicazione digitale potrà dare nuova linfa a ricerche e interpretazioni, alimentando il dibattito su una delle figure più complesse e controverse del Novecento.

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