Martedì 23 giugno 2026, alle 19:00, Pirelli HangarBicocca si trasforma in un vivace crocevia di voci, sapori e suoni. Non una semplice mostra, ma un’esperienza che prende vita, animata dall’arte di Rirkrit Tiravanija. Il pubblico non si limita a osservare: dialoga, cucina insieme, ascolta. Tre momenti distinti – conversazioni, convivialità e performance sonore – si intrecciano, svelando il cuore pulsante di un’opera che si fa incontro e condivisione. Un modo nuovo di abitare lo spazio espositivo, dove l’arte si fa comunità.
L’incontro comincia in modo insolito. Non la solita conferenza, ma un confronto tra Tiravanija e Angela Vettese, critica d’arte e docente all’Università Iuav di Venezia. La conversazione si svolge camminando tra le opere, e chi partecipa ascolta grazie a cuffie individuali, senza restare fermo in un unico punto. Un modo nuovo di vivere la mostra, che segue il filo immersivo della retrospettiva The House That Jack Built.
L’opera si allarga a esperienza sensoriale, dove il pubblico incrocia pensieri e riflessioni muovendosi nello spazio. Non spettatori passivi, ma protagonisti di una narrazione fluida che unisce dialogo, pensiero critico e condivisione.
Curata da Lucia Aspesi e Vicente Todolí, la mostra ripercorre trent’anni di ricerca, con un’attenzione particolare allo spazio e all’architettura. Il titolo, The House That Jack Built, richiama la nota filastrocca inglese, gioco di accumulo e ripetizione, metafora delle molte relazioni che definiscono lo spazio abitabile secondo l’artista. Qui la casa non è un oggetto isolato: è un organismo vivo fatto di incontri, relazioni e scambi con persone e cose.
L’installazione si presenta come un grande labirinto, con elementi che ricordano l’architettura modernista di Le Corbusier e Carlo Scarpa. Ma non è solo estetica: questi spazi diventano veri luoghi da abitare, dove si può dormire, mangiare, giocare. È un ritorno all’umanità e alla funzione pratica degli ambienti, che si svuotano dell’aura di opera d’arte intangibile per diventare scenari di vita quotidiana e relazione.
È questo passaggio dall’oggetto alla partecipazione collettiva che rende la mostra speciale. Tiravanija spinge a riflettere su come lo spazio condiziona l’azione e su come l’arte viva più nella condivisione di gesti quotidiani che nella contemplazione distaccata.
Dalle 20:30 la serata si fa più conviviale. Tiravanija guida una cooking session aperta a tutti, una pratica che segna la sua ricerca dagli anni Novanta. Qui cucina e arte si mescolano, e il gesto del preparare il cibo diventa una performance che sfida i confini tra spazio espositivo e vita reale.
Cucinare insieme rompe la distanza tra pubblico e opera. Chi partecipa entra in una relazione diretta, fatta di odori, sapori e conversazioni. Mangiare diventa un linguaggio comune, capace di creare nuove comunità temporanee.
Al Pirelli HangarBicocca questa cooking session valorizza la convivialità come strumento artistico per riattivare lo spazio e le relazioni sociali, portando la mostra fuori dai tradizionali limiti del museo e avvicinandola alla vita delle persone.
La serata si chiude alle 22 con The Sound That Jack Built, una performance sonora creata dal collettivo musicale 19’40’’. L’evento si svolge su un’installazione del 2026 ispirata alla Raumbühne di Friedrich Kiesler, che già di per sé invita a un’esperienza multisensoriale e spaziale.
Il suono diventa occasione per mettere in discussione il concetto di autorialità, da sempre centrale nel lavoro di Tiravanija. La linea tra chi crea, chi suona e chi ascolta si dissolve, coinvolgendo il pubblico nella costruzione collettiva della musica. Con l’aiuto di materiali e tecnologie come gli smartphone, trasformati in strumenti, gli spettatori partecipano attivamente all’esecuzione.
Il programma comprende opere di Francesco Fusaro e Sebastiano De Gennaro, che invitano a superare i ruoli rigidi, creando un dialogo vivo tra performer e pubblico. Anche Enrico Gabrielli si inserisce in questo percorso, esplorando le relazioni che si creano nell’ascolto condiviso.
The House That Jack Built non è una mostra statica, ma un dispositivo in continua trasformazione. Tiravanija reinterpreta l’architettura modernista non come monumento immobile, ma come piattaforma da abitare, attraversare e popolare di incontri e identità mutevoli. Parlare, cucinare, ascoltare e suonare sono azioni che sfidano la tradizione museale e invitano a vedere l’arte come pratica collettiva, intrecciata ai gesti quotidiani.
Il pubblico diventa protagonista di un processo che mette al centro relazioni temporanee, costruzione condivisa dell’esperienza e ridefinizione degli spazi comuni. L’opera esce dal suo ruolo di oggetto da ammirare per trasformarsi in campo di azione e interazione.
L’evento a Pirelli HangarBicocca è aperto a tutti, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Dalle 18:00 si potrà registrarsi nell’atrio per partecipare a ognuna delle tre fasi previste. Così l’arte di Tiravanija rompe la distanza tra mostra e spettatore, offrendo un’esperienza che coinvolge corpo, mente e relazioni sociali nel cuore di Milano.
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