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Parigi trasforma l’ex fabbrica Renault sull’Île Seguin in Large, nuovo centro d’arte contemporanea dal 2026

Redazione 15 Giugno 2026

Dove un tempo ruggivano i motori della Renault, presto risuoneranno passi e sussurri d’arte. Parigi sta per trasformare l’Île Seguin, ex cuore industriale, in Large, un nuovo polo dedicato all’arte contemporanea. Un cambio di scena radicale, che mescola passato e futuro, industria e creatività. L’autunno 2026 segnerà l’apertura di questo spazio unico, ma già oggi l’aria lungo la Senna è carica di aspettative e promesse di rinascita.

Large: l’arte prende spazio in un edificio firmato Pritzker sull’Île Seguin

Large nasce da un’idea del Gruppo Emerige, uno dei principali attori immobiliari privati in Francia. A guidare il centro sarà Paula Aisemberg, chiamata a trasformare 5.000 metri quadrati – di cui 2.500 dedicati alle esposizioni – in un punto di riferimento per l’arte contemporanea francese e internazionale. Il progetto architettonico porta la firma di RCR Arquitectes, studio catalano premiato con il Pritzker nel 2017, in collaborazione con l’agenzia CALQ.

Il nome Large, che in francese richiama sia l’idea di vastità sia quella di “prendere il largo”, rispecchia lo spirito di apertura verso nuovi orizzonti culturali. Dopo decenni di storia legata all’industria automobilistica, l’Île Seguin cambia volto: da simbolo della fabbrica Renault, che per oltre un secolo ha segnato innovazione e lotte operaie, si trasforma in un centro culturale e urbano di rilievo. Large fa parte di un progetto più ampio, la riqualificazione chiamata Pointe des Arts, che include anche un cinema Pathé con otto sale, un hotel da 230 camere, negozi e uffici, per un totale di 53.000 metri quadrati di nuovi servizi e attività.

La mostra inaugurale “Imaginary Engine”: quando arte e industria dialogano tra passato e futuro

L’apertura di Large, prevista per il 17 ottobre 2026, sarà accompagnata dalla mostra “Imaginary Engine: From Masterpieces of the Collection Renault to Artists of Today”, curata da Cecilia Alemani. L’esposizione mette a fuoco il legame profondo tra Renault e il mondo dell’arte dagli anni Sessanta in poi. Renault è stata tra le prime grandi industrie europee a coinvolgere artisti direttamente nelle fabbriche, creando un patrimonio unico che racconta la relazione tra produzione e innovazione.

“Imaginary Engine” riunirà oltre 120 opere, in gran parte provenienti dalla storica collezione Renault, ma anche prestiti e 17 lavori commissionati appositamente per Large. In mostra ci saranno 55 artisti provenienti da 23 paesi, con un’attenzione particolare agli autori francesi contemporanei e a un equilibrio di genere. La fabbrica e la catena di montaggio diventano metafore per riflettere sulle tensioni tra individuo e collettività e affrontare temi come l’automobile, il progresso e la libertà.

Il percorso si articola in cinque sezioni: “Factory of My Thoughts”, che riprende il programma “Recherche, Art et Industrie” degli anni Sessanta; “Driving Forces”, sul ruolo simbolico della macchina e della produzione; “Social Bodies”, dedicato alle comunità del lavoro; “Objects of Desire”, che esplora il rapporto tra automobile e identità; e “The Human Machine”, che indaga automazione e post-umanesimo. Tra gli artisti presenti, nomi storici come Jean Dubuffet e Victor Vasarely si affiancano a giovani talenti impegnati su temi attuali.

Renault e l’arte: un modello di mecenatismo industriale che dura da decenni

Questa mostra non è solo un omaggio, ma la celebrazione di una storia lunga e intensa di mecenatismo e sperimentazione artistica nel cuore dell’industria francese. Nel 1967 Claude-Louis Renard, responsabile delle relazioni con il personale Renault e appassionato d’arte, spinse l’azienda a lanciare “Recherche, Art et Industrie”. Quel programma aprì le fabbriche a collaborazioni creative tra artisti e operai, dando vita a un’esperienza unica.

Artisti di fama mondiale come Jean Tinguely, Arman, Robert Rauschenberg e Pierre Alechinsky lavorarono a stretto contatto con l’ambiente industriale, sfruttando tecniche e spazi produttivi come terreno di ricerca. Oggi il patrimonio è custodito dal Fonds Renault pour l’Art et la Culture, fondato nel 2024, che conserva circa 350 opere dagli anni Trenta a oggi.

“Imaginary Engine” riporta questo patrimonio alla luce dopo anni di assenza dalle scene espositive. Nel 2027 è inoltre prevista l’apertura di un museo permanente a Flins, che affiancherà la collezione automobilistica a quella artistica di Renault, rafforzando il legame tra arte e industria, due facce della stessa storia francese.

Large, un centro per la scena artistica francese e per la città

Anche se l’inaugurazione ha un respiro internazionale, Large ha un obiettivo chiaro: sostenere la scena artistica contemporanea francese e offrire uno spazio vivo di creazione, mostra e diffusione culturale. Il centro vuole valorizzare artisti emergenti, riscoprire figure storiche e promuovere un dialogo costante con la città che lo circonda.

Laurent Dumas, presidente del Gruppo Emerige, ha sottolineato come l’arte possa trasformare il modo in cui vediamo il mondo. Large punta a inserirsi tra le istituzioni parigine dedicate all’arte contemporanea, restituendo all’Île Seguin un ruolo di primo piano nel panorama culturale della capitale.

L’architettura di RCR Arquitectes, unita a una programmazione culturale attenta e all’apertura al pubblico, dà vita a uno spazio destinato a diventare un punto di riferimento per chi segue l’arte contemporanea in tutte le sue forme. Non solo mostre ed eventi, ma anche commissioni e iniziative capaci di trasformare la cultura in un’esperienza condivisa, pronta a contagiare la città e oltre, verso nuovi “larghe vedute”.

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