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Morto a 91 anni Ulrico Carlo Hoepli, icona dell’editoria italiana e simbolo della Libreria Hoepli

Milano si ferma per Ulrico Carlo Hoepli, scomparso a 91 anni. Era il volto e l’anima di un pezzo importante dell’editoria italiana. Solo pochi giorni fa era ricoverato al Policlinico, colpito da una polmonite bilaterale. Poi il trasferimento in hospice, dove si è spento questa mattina. La sua morte arriva in un momento difficile per la storica azienda di famiglia, alle prese con chiusure, vendite e contenziosi. La libreria di via Hoepli, aperta nel 1870 e simbolo della cultura milanese, ha chiuso i battenti da poche settimane, dopo 156 anni di storia.

Ulrico Carlo Hoepli: una vita nell’editoria milanese

Nato nel 1935, Ulrico Carlo ha preso le redini della casa editrice di famiglia negli anni Sessanta, portando avanti la quarta generazione. Laureato in giurisprudenza, si è immerso con passione nell’attività iniziata dal bisnonno, Ulrico Hoepli, editore svizzero che nel 1870 aprì una libreria destinata a diventare un punto di riferimento. Sotto la sua guida, la casa editrice si è concentrata sulla manualistica tecnico-scientifica, ampliando poi il catalogo con testi di scuola, informatica, economia e formazione professionale.

Ha sempre mantenuto vivo lo spirito divulgativo che contraddistingue la casa editrice. Negli anni Ottanta e Novanta, la Libreria Internazionale Hoepli si è espansa fino a occupare sei piani dell’edificio di via Hoepli, progettato nel 1958 dagli architetti Figini e Pollini. Ospitava oltre 175 mila titoli, diventando una delle librerie più grandi d’Europa.

Parallelamente all’attività in azienda, Hoepli ha ricoperto ruoli importanti nel panorama editoriale nazionale ed europeo. È stato consigliere della SIAE, tesoriere dell’Associazione Italiana Editori e vicepresidente, poi presidente dal 1998, della Federazione degli Editori Europei. In un’intervista del 2011 ricordava come il fondatore avesse intuito il ruolo chiave di Milano nell’editoria italiana, permettendo alla famiglia di portare avanti il lavoro per tre generazioni: “Milano ha sempre rappresentato il cuore pulsante dell’editoria italiana, un valore da preservare”.

Crisi e declino della storica casa editrice

Negli ultimi anni la società, passata alla quinta generazione, ha attraversato momenti difficili. I figli di Ulrico Carlo – Barbara, Matteo Ulrico e Giovanni – hanno cercato di proseguire l’attività, ma la convivenza è stata complicata da una disputa con il cugino Giovanni Nava, che detiene un terzo delle quote. Nel dicembre 2025, il Tribunale di Milano ha disposto il sequestro cautelare delle quote degli eredi Hoepli e ha nominato un custode giudiziario.

Il 10 marzo 2026, di fronte a risultati economici in perdita e a un mercato editoriale in crisi, l’assemblea ha deciso lo scioglimento e la liquidazione volontaria della Hoepli Spa. Da allora è iniziato lo smantellamento della società. La divisione di editoria scolastica è stata ceduta al Gruppo Mondadori, che ha acquisito anche il marchio Hoepli. L’immobile di via Hoepli è passato a un fondo statunitense.

Il 25 maggio 2026 la Libreria Internazionale Hoepli ha chiuso definitivamente, chiudendo un capitolo lungo quasi 150 anni. Oggi circa 70 dipendenti sono in cassa integrazione, mentre il personale amministrativo continua a lavorare in attesa della fine delle procedure, prevista per fine anno. Non mancano tentativi di rilancio, con offerte importanti e progetti per trasformare l’immobile in un polo culturale.

Futuro incerto e vertenze aperte

Nonostante la liquidazione, nelle ultime settimane sono arrivate proposte per mantenere viva l’eredità Hoepli. La società DaB, guidata da Vittoria Loro Piana e Raffaella Redaelli de Zinis, ha presentato un’offerta superiore ai 20 milioni di euro, puntando a tenere unito il gruppo e a trasformare via Hoepli in un centro culturale e formativo. Nel frattempo, una cordata di imprenditori guidata dal libraio Vittorio Graziani lavora a un progetto per salvare almeno la parte libraria.

Sul fronte giudiziario, resta aperta la causa tra soci. Il Tribunale ha chiesto un pronunciamento della Corte di Cassazione sullo stato proprietario, con decisione attesa entro giugno. Questa battaglia legale si consuma mentre il nome Hoepli, simbolo storico dell’editoria italiana, vive una trasformazione senza precedenti.

La morte di Ulrico Carlo Hoepli chiude un’epoca. La sua vita, legata indissolubilmente alla casa editrice e alla libreria, lascia un patrimonio culturale che ha segnato generazioni di lettori, studenti e professionisti. Ma al tempo stesso coincide con la fine di un lungo capitolo imprenditoriale, in una Milano che cambia e si prepara a riscrivere la storia di un marchio leggendario.

Redazione

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