Nel cuore di Milano, un angolo di storia è pronto a rinascere. Il Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli, ferito gravemente durante i bombardamenti del 1943, tornerà a brillare grazie all’impegno del World Monuments Fund, che dal 2027 aprirà un ufficio stabile in città. Non si tratta solo di un restauro: è la promessa di ridare vita a uno dei tesori nascosti dell’arte italiana, con un progetto che unisce rispetto per il passato e tecnologie all’avanguardia. Milano, insomma, si conferma crocevia di tutela culturale a livello globale.
Il World Monuments Fund nasce negli anni Sessanta grazie all’intuizione del colonnello americano James A. Gray, che rimase colpito dall’Italia, in particolare dal campanile di Pisa. Dopo aver lavorato al dopoguerra a Roma, Gray mise a punto un progetto per stabilizzare il terreno della Torre, anticipando metodi di conservazione che avrebbero segnato la salvaguardia dei beni culturali a livello globale. Nel 1965 fondò l’International Fund for Monuments, che avrebbe dato vita al WMF.
Il 1966 fu un anno decisivo: le alluvioni di Venezia e Firenze causarono danni enormi a opere e archivi. Gray reagì subito, mobilitando tecnici e finanziatori dagli Stati Uniti e creando il Venice Committee, un organismo nato per gestire emergenze culturali e grandi restauri. Da allora il WMF è cresciuto, raccogliendo esperti, restauratori e sostenitori in tutto il mondo, con un’attenzione speciale all’Italia, dove ha finanziato quasi cento progetti per oltre 23 milioni di euro.
In Italia il WMF ha lasciato il segno con interventi importanti. Tra i più noti, il restauro della Galleria Carracci a Palazzo Farnese, dal 2011 al 2015, e il recupero del Tempio di Portuno, durato sette anni. I lavori hanno coinvolto anche il Tempio di Ercole Vincitore, la Chiesa di Santa Maria Antiqua nel Foro Romano e le Uccelliere Farnesiane. A Venezia, il Fondo ha dedicato decenni alla cura di edifici storici come le Scuole Grandi, sinagoghe e palazzi simbolo della città.
Il valore di questi interventi va oltre il finanziamento: il WMF ha costruito una rete globale di esperti, artigiani e studiosi che sostengono la conservazione a lungo termine. Il suo approccio combina tecniche innovative con il massimo rispetto della storia, ponendo sempre più attenzione al turismo sostenibile e alla difesa del patrimonio dalle nuove minacce, dal cambiamento climatico ai mutamenti demografici.
Il Museo Poldi Pezzoli di Milano, guidato da Alessandra Quarto, si appresta a ridare vita a uno dei suoi ambienti più raffinati: il Salone dorato. Creato nell’Ottocento da Gian Giacomo Poldi Pezzoli, questo spazio unisce architettura, arti decorative e pittura in un’atmosfera unica. I soffitti a cassettoni dorati, il damasco di seta e le opere di grandi artisti come Botticelli e Mantegna ne fanno un gioiello raro in Europa.
Il Salone porta però le ferite dei bombardamenti del 1943, che distrussero in parte soffitto e decorazioni, e di interventi limitati nel dopoguerra che ne alterarono l’originale impatto visivo. Le indagini recenti hanno riportato alla luce dettagli nascosti, come l’arco marmoreo disegnato da Lodovico Pogliaghi con finiture in bronzo di Giuseppe Speluzzi, offrendo nuove basi per il restauro.
Il progetto interesserà tutta la sala, con il temporaneo spostamento delle opere in altre stanze per permetterne la visita. L’obiettivo è un restauro fedele, che riporti il Salone dorato alla sua configurazione ottocentesca, rispettando materiali, tecniche e colori originali.
Ma il WMF non si limita al restauro: punta molto sulla formazione di restauratori locali, per valorizzare e diffondere il saper fare italiano nel mondo. Parallelamente, lavora per rendere il turismo culturale più sostenibile, migliorare l’accessibilità e proteggere il patrimonio dalle emergenze moderne, come il cambiamento climatico e l’espansione urbana.
Questo intervento nel cuore di Milano non è solo un restauro. È l’inizio di una collaborazione duratura tra WMF e il sistema museale italiano, dove il recupero storico si lega a una visione internazionale, con un occhio di riguardo alla responsabilità sociale e ambientale.
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