Da Milano Bergamo o Roma Fiumicino, poco più di un’ora e mezza di volo separa dall’anima pulsante di Sarajevo. Non è una città che si lascia descrivere con facilità: le sue strade strette, le montagne che la abbracciano, il ricordo ancora vivido di un assedio che ha segnato la storia recente. Qui si sente l’eco di un passato difficile, ma anche la forza di una comunità che si rinnova ogni giorno. L’estate, con il suo clima mite, svela una Sarajevo diversa, fatta di natura rigogliosa, tradizioni profonde e un’identità che si fa sentire in ogni angolo.
Dal monte Trebević, a sud-est della città, si apre uno spettacolo che abbraccia Sarajevo a 360 gradi. Qui, alle Olimpiadi del 1984, si gareggiava su piste di bob e slittino. Ma durante l’assedio, la montagna è stata teatro di scontri durissimi, diventando un punto strategico. Oggi, però, Trebević è tornato a vivere: sentieri nel verde e passeggiate panoramiche a pochi passi dal centro offrono una pausa rigenerante.
La funivia, altro simbolo forte, collega la città alla montagna. Costruita negli anni Cinquanta e distrutta durante la guerra, è stata rimessa in funzione nel 2018. Salire su quei cavi significa ripercorrere la storia di una città che non si è mai arresa. D’estate, con la neve sparita, il viaggio in funivia regala una vista spettacolare: cupole, minareti, tetti rossi e boschi che si fondono con la città.
Sarajevo è nota come la “Gerusalemme d’Europa” per la sua storia di convivenza tra religioni diverse. Moschee, chiese cattoliche e ortodosse, sinagoghe e cattedrali convivono fianco a fianco. Camminando per la città, si percepisce un tessuto sociale che intreccia tradizioni, fedi e culture in modo autentico.
Il percorso “Where Cultures Embrace” accompagna tra monumenti religiosi, svelando storie di coesistenza e dialogo. Artisti, guide e abitanti condividono le loro esperienze, offrendo uno sguardo vivo sul passato e sul presente di Sarajevo. Da non perdere anche il Museo dell’Infanzia in Guerra, che conserva oggetti e testimonianze di chi ha vissuto l’assedio da bambino, regalando un racconto intenso e commovente.
Nel centro storico, Baščaršija è un intreccio di vicoli stretti, botteghe artigiane, caffè tradizionali e taverne che raccontano la Sarajevo ottomana. La fontana Sebilj, in legno e dal design tipico, è il simbolo del quartiere, punto di riferimento per chi visita o vive la città.
La via Ferhadija segna invece un passaggio verso l’eredità austro-ungarica, a testimonianza del ruolo di Sarajevo come crocevia tra Oriente e Occidente.
Il fiume Miljacka scorre sotto il Ponte Latino, luogo che porta con sé un peso storico enorme: qui fu assassinato l’Arciduca Francesco Ferdinando, evento scatenante della Prima Guerra Mondiale. Poco lontano, il mercato coperto Markale conserva le ferite dei bombardamenti subiti durante l’assedio, con targhe che ricordano le tragedie quotidiane. Passeggiare tra le sue bancarelle è un modo per rendere omaggio a una storia dolorosa, ma anche a una forza di resilienza che non si spezza.
La Vijećnica, la vecchia Biblioteca nazionale distrutta in guerra e oggi ricostruita, è un emblema di rinascita culturale. Ospita eventi e racconta, con la sua architettura, la complessità e la ricchezza di Sarajevo.
La città si racconta anche nelle piccole abitudini di ogni giorno: il rito del caffè è centrale, tra chiacchiere ai tavolini nei cortili o sulle terrazze. La cucina mescola sapori ottomani e austro-ungarici, con un occhio alle tendenze moderne. Piatti come i ćevapi e la pita sono radicati nella tradizione e protagonisti nei locali più autentici, spesso nascosti alle guide turistiche più superficiali. Ogni pasto diventa così un’immersione nella storia e nella vita della città.
Tra giugno e settembre, Sarajevo si anima con eventi che animano il centro storico e non solo. La rassegna “Kultura na ulice!” porta musica, teatro e spettacoli nelle piazze, nei cortili e nelle strade, trasformando ogni angolo in un palcoscenico a cielo aperto.
A luglio, il festival Baščaršijske noći riempie le serate d’estate con concerti e spettacoli, coinvolgendo abitanti e turisti fino a notte fonda.
Il momento clou è il Sarajevo Film Festival, dal 14 al 21 agosto 2026: una vetrina internazionale che richiama registi, attori e appassionati da tutto il sud-est Europa. È ormai uno degli appuntamenti culturali più importanti, simbolo di una Sarajevo moderna, aperta e piena di energia creativa.
Sarajevo si mostra così in tanti volti diversi, una città che cresce e si rinnova, tenendo stretta la memoria e guardando avanti. Tra montagne, strade animate da sapori e storie di convivenza, ogni visita lascia un segno che resta dentro.
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