
A pochi passi da Piazza San Marcello, nel cuore di Roma, c’è un luogo dove la storia si fa contemporanea. Six Senses Rome non è solo un hotel: è una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. Tra antiche mura e spazi moderni, un giovane artista romano reinventa miti e materiali del passato. Il risultato? Un dialogo vibrante tra tradizione e innovazione, immerso in un’oasi urbana che unisce la classicità al presente.
Senses of Art: quando l’hotel diventa spazio culturale
Situato nel prestigioso Palazzo Salviati Cesi Mellini, nel cuore della città, il Six Senses Rome amplia i suoi orizzonti con “Senses of Art”, una mostra curata da Valentina Ciarallo. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’hotel in un punto di riferimento dove arte contemporanea, benessere e sostenibilità si intrecciano. Il lusso qui si misura non solo nel comfort, ma nell’equilibrio con il territorio e nell’attenzione all’ambiente, seguendo un approccio olistico che coinvolge ogni ospite.
Gli interni firmati Patricia Urquiola incarnano questa filosofia. Linee pulite e morbide, una luce naturale che avvolge ogni stanza, creano un’atmosfera sospesa nel tempo, dove l’eredità storica romana convive con dettagli moderni. Questo scenario diventa la cornice perfetta per le opere d’arte, studiate per dialogare con ogni angolo dell’edificio, trasformando la visita in un’immersione totale.
Guglielmo Maggini: mito e materia in mostra
Il primo capitolo di “Senses of Art” mette sotto i riflettori due sculture di Guglielmo Maggini, romano classe 1992, noto per il suo lavoro innovativo con la ceramica. “Titano Mio ” accoglie i visitatori a Piazza San Marcello, mentre “La Solitudine del satiro” è posizionata nel Bivium, vicino all’ingresso secondario dell’hotel. Entrambe le opere invitano a un percorso di riflessione, mettendo in luce il legame tra arte, storia e contemporaneità.
“Titano Mio ” appartiene alla serie dei Titani, figure colossali della mitologia greca, simbolo delle forze primordiali della natura. Maggini riprende queste immagini ripescando antichi stampi in gesso, abbandonati da tempo nel laboratorio Ceramiche Fumanti di Gubbio. Quegli stampi, un tempo usati per decorazioni, si fondono ora con materiali moderni come la resina, dando vita a sculture che uniscono memoria artigianale e linguaggio attuale.
Il processo creativo passa attraverso una ceramica smaltata che richiama la maiolica tradizionale con il suo blu profondo, accostata alla resina industriale che crea contrasti visivi forti e inaspettati. Questo equilibrio tra antico e moderno ha valso a Maggini il Talent Prize 2025, un riconoscimento alla sua tecnica e al rispetto per la tradizione.
Materia in movimento: la poetica di Maggini
Le opere di Maggini si distinguono per la continua trasformazione della materia. Le superfici ceramiche non sono mai statiche: mostrano segni di usura, stratificazioni, deformazioni che sprigionano energia e danno vita a composizioni astratte. La materia sembra animarsi, diventando un organismo in movimento.
“La Solitudine del satiro” è più contenuta nelle dimensioni, ma altrettanto complessa. Qui la stratificazione di materiali e significati mette in relazione epoche distanti. La ceramica, lenta e carica di memoria, si mescola alla resina, fluida e rigenerante. Maggini non cristallizza il passato, lo reinventa, trasformandolo in un linguaggio attuale e vibrante.
Questa tensione tra tempo e materia è uno dei punti di forza del suo lavoro, che in “Senses of Art” trova una collocazione perfetta. L’artista invita a guardare oltre la semplice conservazione, proponendo un continuo divenire che si sposa con l’ambiente contemporaneo dell’hotel e con la storia millenaria di Roma.
Quando l’arte trasforma l’esperienza dell’hotel
“Senses of Art” non è solo una mostra: per il Six Senses Rome è una scelta culturale e strategica. Le opere diventano parte integrante dell’esperienza degli ospiti, un ponte tra città, storia e arte contemporanea.
L’hotel si fa così spazio di passaggio e confronto, dove antico e moderno si intrecciano ogni giorno. Questo progetto rafforza il ruolo dell’arte come strumento di contaminazione culturale, capace di stimolare e arricchire. Il Six Senses conferma così la sua vocazione a un lusso contemporaneo che va oltre il semplice comfort, abbracciando le espressioni creative che danno senso e valore al territorio.



