
Il 15 maggio a Sorrento, Villa Fiorentino ha ospitato Turning to the Light, una mostra che parla la lingua universale della luce. Questa villa in stile liberty, immersa nel cuore pulsante della città, ha accolto artisti provenienti da quattro continenti, tutti uniti da un unico filo: la luce. Non si tratta di un semplice gioco di ombre o di tecniche pittoriche, ma di un viaggio che attraversa emozioni, visioni e interpretazioni personali. La luce diventa così un prisma capace di rifrangere la creatività contemporanea in modi inaspettati e intensi.
Villa Fiorentino, spazio vivo che dialoga con le opere
Non è un caso che la mostra sia ospitata proprio a Villa Fiorentino. Questo edificio d’inizio Novecento, a pochi passi da Piazza Tasso, si trasforma in un ambiente che non resta passivo davanti all’arte. Gli artisti non si limitano a esporre le proprie opere: interagiscono con l’architettura, dando vita a interventi pensati per il luogo e a momenti performativi che cambiano il modo di vivere gli spazi. Le stanze e i saloni diventano così “luoghi di luce”, tessuti vivi su cui si intrecciano riflessioni e suggestioni. La luce si fa presente in molte forme: naturale, artificiale, riflessa, e diventa mezzo per creare atmosfere che coinvolgono i visitatori su più livelli.
La luce, motore e stimolo nelle opere dei protagonisti internazionali
La mostra, curata dalla storica dell’arte Rossella Savarese, raccoglie trenta artisti provenienti da Europa, Stati Uniti, Giappone e Australia, ciascuno con il proprio linguaggio e la propria visione. Qui la luce non è solo un fenomeno fisico, ma un principio che dà senso e crea relazioni. Le opere affrontano il tema come simbolo, soggetto percettivo e strumento di trasformazione estetica e concettuale. La curatrice si ispira a Hauptweg und Nebenwege di Paul Klee: la mappa delle vie principali e secondarie diventa immagine di molteplici strade, di orientamenti e smarrimenti possibili.
“Turning to the Light”, il titolo della mostra, richiama quel gesto carico di tensione fra il dubbio e la ricerca di chiarezza. Alcuni lavori puntano sulla materia, altri sul segno o sulla luminosità per raccontare storie di relazione e mutamento. Si crea così un dialogo tra la luce nella sua dimensione concreta e il suo potere simbolico di guida o apertura.
Artisti e visioni diverse intorno al tema della luce
Il progetto riunisce artisti con stili e provenienze diverse. Tra loro, Brigita Huemer con le sue sculture in bronzo che esprimono tensioni silenziose, e Debra Hutton, che con la sua tela acrilica dedicata al limone di Sorrento restituisce un’energia mediterranea intensa. A completare il gruppo, nomi come Bryan Ricci, Carla Viparelli, Domenico Sepe, Kristina Korò, Laddie John Dill e molti altri, provenienti da Stati Uniti, Italia, Giappone, Australia e varie nazioni europee.
Ogni artista porta un proprio linguaggio, dalla pittura all’installazione, dalla scultura alla performance, scegliendo materiali e tecniche diverse. La varietà si tiene insieme grazie all’attenzione rivolta alla luce, intesa non solo come fenomeno fisico ma anche come elemento sociale e culturale. Alcune opere giocano con rifrazione e riflessi, altre con la densità dei materiali o con l’assenza di luce, usata come elemento di tensione. L’allestimento nel suo insieme si presenta come un’orchestra complessa, in cui la luce è una partitura invisibile che guida l’ascolto.
Sorrento si conferma crocevia internazionale dell’arte contemporanea
Turning to the Light fa parte del progetto Sorrento Contemporary Art, dedicato a promuovere lo scambio culturale globale a livello locale. L’iniziativa sottolinea la vocazione internazionale di Sorrento, sempre più pronta a ospitare proposte artistiche di respiro mondiale. Accogliere artisti da più continenti è una sfida ma anche un’opportunità per la comunità, che si confronta con nuovi linguaggi e stimoli, aprendo una riflessione che supera confini geografici e disciplinari.
Uno degli aspetti più interessanti di queste esposizioni è la capacità di trasformare gli spazi urbani, i luoghi storici e le piazze in punti di incontro e dibattito sulla cultura contemporanea. Villa Fiorentino diventa così il centro di un dialogo che si sviluppa su più livelli, coinvolgendo non solo visitatori e appassionati, ma anche artisti e studiosi. Il tema della luce si inserisce in un discorso più ampio sul ruolo dell’arte oggi e su come guardiamo e interpretiamo il mondo intorno a noi.
L’inaugurazione del 15 maggio a Villa Fiorentino è dunque anche un invito a scoprire come la luce, in tutte le sue forme, può aprire nuove prospettive e rendere visibile ciò che di solito resta nascosto. Un appuntamento che mette Sorrento al centro di un circuito espositivo capace di unire rigore curatoriale e forza evocativa delle opere.



