Milano si trasforma in un palcoscenico d’eccezione per gli amanti della fotografia. Dal 18 al 20 maggio, Finarte lancia la sua prima Photo Week italiana, un evento che va ben oltre la semplice vendita di opere. Quattro aste, quattro cataloghi, un viaggio attraverso tempi e stili diversi: dalle icone immortali agli scatti etnografici più rari, fino alle immagini dallo spazio catturate dalle missioni NASA. Qui, ogni immagine racconta una storia che non ha bisogno di parole, un fermo immagine che cattura l’essenza del tempo stesso. Un’occasione unica per scoprire la fotografia da prospettive inedite e appassionarsi a un’arte capace di parlare direttamente all’anima.
Si parte il 18 maggio con l’asta “Icone Italiane”. Qui sono raccolti 100 lotti che mettono in luce i protagonisti più importanti della fotografia italiana, dal XIX secolo fino ai giorni nostri. Ogni artista è rappresentato da due scatti emblematici, opere che hanno lasciato il segno e contribuito a definire il panorama visivo del nostro Paese. Tra i nomi più noti ci sono Luigi Ghirri, con le sue suggestive Alpi di Siusi, valutate tra 10.000 e 15.000 euro, e Gianni Berengo Gardin, celebre per le sue immagini romantiche di Gran Bretagna e Parigi.
Non manca la poesia di Mario Giacomelli, con l’iconico “Io non ho mani che mi accarezzino il volto”, stimato tra 3.500 e 4.500 euro. Tra le opere più intense anche “Paesaggio Italiano” di Franco Fontana e il classico “Tuffatore” di Nino Migliori, testimonianze di un’epoca e di uno stile che hanno contribuito a costruire l’identità visiva italiana. Questa asta è un’opportunità per collezionisti e appassionati di toccare con mano un patrimonio artistico di grande valore, attraverso immagini che continuano a parlare a distanza di decenni, raccontando luoghi, persone e momenti carichi di emozione.
Il 19 maggio si sposta l’attenzione verso l’ignoto con la seconda asta dedicata alla fotografia spaziale. Finarte presenta una selezione di scatti provenienti dagli archivi NASA, coprendo un periodo che parte dal 1966, quando gli Stati Uniti erano in piena corsa verso la Luna. Le fotografie raccontano momenti chiave delle missioni Apollo, come Apollo 10, fino agli anni successivi, offrendo testimonianze visive di grande impatto.
Molti scatti sono stati realizzati dagli astronauti stessi e mostrano il nostro pianeta e la superficie lunare da prospettive mai viste prima. Tra i pezzi forti spicca il lotto dedicato ad Apollo 17, con lo storico “Crescent earthrise prior to TEI_lunar farside in foreground” del 1972, un’immagine che ha cambiato il modo in cui guardiamo la Terra dallo spazio. Ogni foto ha un doppio valore: documenta una pagina fondamentale della ricerca scientifica e si propone come opera d’arte capace di emozionare e aprire finestre sul cosmo.
Questa asta è un’occasione preziosa non solo per chi ama la fotografia, ma anche per chi segue la storia dell’esplorazione spaziale e della tecnologia.
Sempre il 19 maggio, in contemporanea, debutta l’asta “Fotografia Etnografica: il giro del mondo in 80+80 scatti”. Il catalogo raccoglie immagini risalenti alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, che raccontano volti, usanze e paesaggi di popolazioni sparse su cinque continenti. Si tratta di fotografie che non solo hanno un valore documentaristico, ma conservano anche un’aura di fascino e mistero.
Dal freddo della steppa asiatica alle colorate divise africane, dalle albumine giapponesi dipinte a mano alle rare stampe della tribù Dayak del Borneo, questa collezione si presenta come una narrazione visiva che supera confini di tempo e spazio. Da segnalare i lotti 3118 e 3129-3130 , stimati tra 1.000 e 1.500 euro ciascuno. Questi scatti aprono una finestra su mondi lontani, invitano a riflettere sulla diversità culturale e spingono a riscoprire la storia di popoli che hanno plasmato la nostra idea di multiculturalità.
L’asta offre molto più che semplici fotografie: è un invito a ritrovare la bellezza di volti e luoghi che hanno segnato la storia.
Il 20 maggio chiude la Photo Week l’asta “Under 1K”. Una selezione pensata per chi si avvicina per la prima volta al collezionismo o vuole ampliare la propria raccolta senza superare una base d’asta contenuta. L’intento è mettere in contatto le nuove generazioni con il linguaggio contemporaneo e alcuni nomi di spicco della fotografia internazionale.
Il catalogo include lavori di fotografi italiani emergenti ma anche di maestri come Candida Höfer, Nan Goldin, Bill Brandt, Cecil Beaton e Alexander Rodchenko. Questi artisti rappresentano tradizioni e stili diversi, creando un dialogo ricco e stimolante all’interno dell’asta. Una proposta concreta che punta a rendere l’arte fotografica più accessibile e a offrire spazio a scoperte inedite, per chi vuole entrare nel mondo delle immagini con investimenti contenuti, ma senza rinunciare alla qualità e al valore culturale.
Con questa iniziativa, Finarte conferma una strategia inclusiva, capace di unire passione, qualità e innovazione, aprendo le porte a nuovi collezionisti in un campo artistico in continua crescita.
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