
Milano si accende. Non solo miart, ma una settimana intera dedicata all’arte, che invade ogni angolo della città. Tra palazzi storici e spazi contemporanei, si alternano mostre che mettono a confronto nomi già noti e talenti emergenti. Pittura, scultura, fotografia, installazioni: un caleidoscopio di linguaggi e visioni. Ogni galleria diventa un racconto unico, ogni opera un invito a fermarsi, a pensare al nostro tempo e alle culture che ci circondano.
Robilant+Voena: tradizione e contemporaneo a confronto
Fino all’8 maggio, in via della Spiga 1, la galleria Robilant+Voena presenta Continuum, un dialogo inedito tra due epoche distanti quasi due secoli. Da una parte Maria Kreyn, artista americana nata nel 1987, dall’altra un acquerello di Joseph Mallord William Turner, The Splügen Pass, icona della pittura romantica di paesaggio. L’allestimento crea un filo invisibile che lega la sensibilità verso la natura e il sublime, mostrando come il paesaggio resti una fonte d’ispirazione eterna e condivisa.
Pietro Roccasalva trasforma il quotidiano in poesia visiva
Casa Corbellini-Wassermann, in viale Lombardia 17, ospita fino al 19 aprile la mostra Io ti saluto, luce, ma con nervi offesi. Il lavoro di Pietro Roccasalva mette insieme immagini familiari – mongolfiere, tramonti, bambole – ma le carica di un simbolismo che sorprende. Alessandro Rabottini parla di un “immaginario rovinoso” e di un’estetica che stravolge la percezione ordinaria. Tra realtà e fantasia, gli oggetti si deformano, invitando lo spettatore a vedere il quotidiano sotto una luce nuova. Il tutto dentro gli spazi progettati da Portaluppi, in un dialogo tra arte e architettura.
Polina Barskaya: ritratti di intimità e sospensione
Fino al 30 maggio, in via Francesco Viganò 4, Monica De Cardenas presenta la prima personale della giovane artista ucraina Polina Barskaya. I suoi dipinti ad acrilico raccontano momenti rubati alla vita familiare, attimi sospesi in gesti interrotti e sguardi assorti, immersi in luci oblique e interni domestici senza sentimentalismi facili. La forza della mostra sta nell’onestà con cui Barskaya racconta la routine, mettendo in luce dettagli inquieti e una vulnerabilità che emerge senza forzature.
Ever Astudillo e le notti di Cali da Velo Project
Fino al 16 maggio, in piazza Bonomelli 5, Velo Project ospita Latin Fire di Ever Astudillo, fotografo e disegnatore nato a Cali, Colombia. Le sue immagini raccontano la città di notte, con sagome sfocate che sembrano ferme ma vibrano di energia. La mostra si arricchisce di un’opera audiovisiva realizzata dal regista Virgilio Villoresi, che dà vita e profondità ai soggetti. Astudillo trasforma la città in un teatro di luci, ombre e presenze misteriose, offrendo una visione intensa e sensoriale della vita metropolitana.
Alessandro Fogo e il tempo sospeso alla Cassina Projects
Cassina Projects, in via Mecenate 76/45, ospita fino a data da definire la seconda personale di Alessandro Fogo, Un assoluto al posto di Dio. Le opere sfuggono a una precisa collocazione temporale, mescolando riferimenti diversi per origine e significato. Fogo indaga tensioni esistenziali in un contesto fluido, giocando con miti e simboli che parlano dell’incertezza e dei cambiamenti del presente. Un invito a riflettere sul tempo sospeso in cui viviamo.
Teatro dell’assurdo alla L.U.P.O. con Henry e Martinucci
Dal 18 aprile, in via Pietro Borsieri 29, la galleria L.U.P.O. presenta Cielo, Fondale e Quinte, un progetto che mette a confronto i lavori di Marc Henry e Andrea Martinucci. Le opere sembrano attori che entrano in scena per poi svanire, evocando un teatro sospeso tra realtà e illusione. Il dialogo con l’architettura di Carlo Scarpa a Palazzo Abatellis aggiunge profondità al racconto, che oscilla tra teatralità e astrazione.
Duchamp e Sturtevant, il concetto che non invecchia
Palazzo Belgioioso ospita fino al 23 luglio una mostra che affianca Marcel Duchamp a Sturtevant, due protagonisti dell’arte concettuale. Il focus non è tanto sulle opere, quanto sul valore del “non fare”, sull’idea di rinunciare alla creazione tradizionale. Sturtevant ha rivoluzionato l’arte giocando con la riproduzione e la duplicazione, riflettendo le trasformazioni concettuali che ancora oggi influenzano l’arte, in un’epoca dominata dal digitale e dall’intelligenza artificiale.
Imi Knoebel e l’astrazione sonora alla Dep Art Gallery
In via Comelico, la Dep Art Gallery ospita la mostra Dorme un canto in ogni cosa, che raccoglie opere di Imi Knoebel dal 1991 al 2025. L’artista tedesco lavora con colori, linee e forme astratte, indagando la musicalità e l’armonia che si nascondono nelle sue composizioni. La mostra, curata da Gianluca Ranzi, invita a vivere le opere non solo con gli occhi, ma quasi con le orecchie, immergendosi in atmosfere delicate e vibranti.
Gabriella Garcia e Léa Dumayet: la materia che parla da Ipercubo-Orma
Fino all’8 maggio, in via dei Bossi 2/A, la Galleria Ipercubo/Orma presenta Tout se tient, un confronto tra Gabriella Garcia e Léa Dumayet. Entrambe esplorano la materia come portatrice di memoria, fragilità e trasformazione. Garcia usa tecniche diverse per evocare forze vitali e mutamenti continui, mentre Dumayet lavora sul tatto, creando opere che parlano di vulnerabilità e ricordo corporeo. Un percorso che racconta il mondo attraverso materiali e forme sensibili.
Gli eventi da segnare in agenda
Milano offre un calendario fittissimo di appuntamenti. Da non perdere il tributo a Man Ray alla Fondazione Marconi , con una retrospettiva aperta fino al 24 luglio che indaga il suo legame tra parola e immagine. ArtNoble Gallery ospita la mostra di Amparo Viau, con disegni a pastello su grande scala fino al 12 giugno. Cortesi Gallery celebra l’amicizia artistica tra Ugo Mulas, Pietro Consagra e Arnaldo Pomodoro fino al 26 giugno. Da segnalare anche la mostra dedicata a Shigeru Arai e alla cultura del soft vinyl in toy design in viale Emilio Caldara 51.
Tra le aperture più attese ci sono quelle della Galleria Kaufmann Repetto, con la prima mostra italiana di Bohie Kim, la personale di Pierpaolo Campanini e il progetto di Simone Fattal sull’archeologia e la politica. La Galleria Gaburro esplora la dimensione terapeutica dell’arte con Iain Andrews; Matta presenta Social Unrest, una riflessione sugli sconvolgimenti sociali affidata a nove artisti internazionali. Romero Paprocki illumina lo spazio con le sculture di Matisse Mesnil, dialogo tra industriale e artigianale.
Si aggiungono mostre che indagano temi sociali e linguaggi diversi, come la riflessione sul nudo in chiave black feminist di Gabrielle Goliath, o il confronto tra il classico di Kounellis e il pop di Warhol alla Galleria Fumagalli. Tornabuoni Art propone un’antologia di maestri storici, mentre UNA Galleria e Castiglioni portano in scena i sogni e le prospettive oniriche di Josep Maynou e Bianca Millan.
La Milano Art Week 2026 si conferma così un appuntamento irrinunciabile per chi vuole capire le tendenze dell’arte contemporanea, tra storie, luoghi e linguaggi che animano la città in ogni angolo.



