Cinque anni di lavoro, centinaia di migliaia di immagini e un archivio storico che finalmente trova casa. La Fondazione Alinari per la Fotografia ha deciso di rilanciare la scena fotografica toscana con un progetto che va ben oltre le semplici esposizioni. A Firenze nascerà un museo stabile dove sarà possibile immergersi in uno dei patrimoni fotografici più vasti e preziosi al mondo, prima disperso tra varie sedi. Ma non si tratta solo di fotografie: il progetto investe un intero complesso monumentale, trasformando il volto del quartiere Santa Maria Novella e portando nuova vita e attrattiva a tutta la zona.
Il nuovo Museo Alinari sorgerà negli spazi dell’ex Scuola Marescialli, dentro il Complesso Monumentale di Santa Maria Novella. L’area si estende su circa 1.800 metri quadrati e ospiterà aree espositive, archivio fotografico, biblioteca e sale per consultazione e ricerca. Finalmente, una collezione di scatti, negativi, lastre e album storici, un patrimonio unico al mondo oggi sparso e poco accessibile, troverà casa. I visitatori avranno modo di immergersi direttamente in questo tesoro, mentre studiosi e curatori avranno spazi adeguati per il loro lavoro. Oltre alle mostre, il museo offrirà laboratori e attività educative per scuole e appassionati.
Il progetto punta a concludersi entro il 2026, con i lavori da completare entro il 2028 e apertura prevista per il 2029. L’investimento complessivo è di circa 6,5 milioni di euro, finanziati dalla Regione Toscana con il sostegno della Fondazione CR Firenze. Ma il museo non sarà un’isola: è inserito in un piano più ampio di rigenerazione urbana che prevede anche alloggi di social housing e spazi di coworking all’interno dello stesso complesso. Santa Maria Novella si prepara così a diventare un nuovo centro culturale e sociale, dove la fotografia si intreccia con la vita della città.
La scelta di Firenze come sede non è casuale. La città aveva già ospitato il Museo Nazionale Alinari della Fotografia, attivo dal 2006 al 2014 nelle ex Scuole Leopoldine. Quel museo custodiva migliaia di stampe d’epoca, dagherrotipi, calotipi e albumine, oltre a opere di fotografi celebri del XIX e XX secolo. La sua chiusura però lasciò un vuoto, mettendo in sospeso la tutela di uno degli archivi più vasti e ricchi al mondo. Senza una sede fissa, era difficile garantire accesso e valorizzazione continui.
Ora la Fondazione Alinari mette in campo un piano completo per superare questa frammentazione. Il nuovo museo sarà il fulcro espositivo intorno a cui ruoteranno tutte le attività di valorizzazione. L’archivio ha un’importanza riconosciuta a livello internazionale: i suoi negativi sono documenti fondamentali non solo per la fotografia, ma anche per la storia sociale, artistica e culturale italiana.
Il progetto non si ferma a Firenze. La Regione Toscana, insieme alla Fondazione, sta realizzando anche la Casa della Fotografia a Montecatini Terme, all’interno delle Terme Excelsior. Questa struttura sarà dedicata soprattutto alla conservazione, al restauro e alla digitalizzazione. Qui troveranno spazio i laboratori per salvaguardare i negativi più fragili e si svolgeranno corsi di formazione avanzata.
L’idea è di creare un modello a doppia sede, che separa ma integra le attività culturali rivolte al pubblico da quelle tecniche di conservazione e ricerca. Montecatini diventerà il cuore delle operazioni di tutela, mentre Firenze offrirà al pubblico un’esperienza visiva e culturale completa. Così si costruisce un sistema efficace, in grado di rispettare i più alti standard internazionali per la gestione di patrimoni visivi complessi.
Negli ultimi cinque anni la Fondazione ha fatto passi importanti. Tra i risultati più rilevanti c’è il progetto di digitalizzazione della lastroteca storica, con circa 80.000 lastre fotografiche acquisite in alta definizione. Fra queste spiccano i cosiddetti “Giganti di Vetro”: lastre di vetro a collodio e gelatina di dimensioni eccezionali, spesso oltre un metro di lato, fondamentali per studiare la tecnica e la storia della fotografia.
Nonostante l’assenza di una sede fissa, la Fondazione ha organizzato numerose mostre in collaborazione con istituzioni italiane e internazionali. Eventi come “Fotografe!” a Firenze o “Fotografia Wulz” a Trieste hanno portato l’archivio a una vasta platea. La partecipazione a iniziative alle Scuderie del Quirinale e all’estero conferma l’allargamento della rete di collaborazioni. Parallelamente, è stato avviato un censimento dei patrimoni fotografici toscani e costituita la Rete Toscana della Fotografia, con l’obiettivo di mappare e valorizzare le risorse sul territorio.
Nel 2026 sono già in programma eventi di grande richiamo internazionale: una mostra a Parigi per il settantesimo anniversario del gemellaggio Roma-Parigi, un’esposizione a Londra dedicata alle sorelle Wanda e Marion Wulz e un’altra su Fosco Maraini, entrambe in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e partner britannici.
Il rilancio della Fondazione Alinari segna un ritorno decisivo della fotografia a Firenze, con l’obiettivo chiaro di riportare la città al centro del dibattito internazionale in questo settore. Montecatini Terme, con la Casa della Fotografia, si afferma come polo specializzato nella conservazione e nella formazione.
Queste due sedi, distinte ma complementari, offrono un modello avanzato di gestione degli archivi culturali. Separando le funzioni e affidandole a luoghi specifici, la Fondazione risponde alle esigenze di tutela di un patrimonio delicato e complesso, senza perdere di vista l’accessibilità e la diffusione verso il pubblico.
Il percorso avviato conferma la Toscana come una regione capace di unire storia, conservazione e innovazione culturale, restituendo alla fotografia un ruolo centrale tra le arti visive contemporanee e la memoria collettiva.
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