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MIA Photo Fair BNP Paribas 2026 a Milano: la fotografia d’arte tra metamorfosi e innovazione

“Metamorfosi”: un tema che porta con sé il senso del cambiamento, proprio come il celebre poema di Ovidio. Milano si prepara a trasformarsi, dal 19 al 22 marzo, nel cuore pulsante della fotografia d’arte con la quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas. Oltre cento espositori da ogni angolo del mondo prenderanno possesso degli spazi di Superstudio Più, pronti a mostrare come la fotografia non sia mai statica, ma un linguaggio in continua evoluzione. Quattro giorni intensi, tra mostre e progetti speciali, dove le immagini non si limitano a essere viste: raccontano identità che cambiano, storie che si scrivono giorno dopo giorno.

Metamorfosi: il cambiamento al centro della scena

Il tema “Metamorfosi” è una scelta che parla chiaro: la fotografia non è più solo testimonianza o documento, ma un campo in costante trasformazione. Proprio come Ovidio raccontava la realtà che cambia senza sosta, anche l’immagine fotografica si moltiplica in forme e significati diversi. Dall’analogico al digitale, dal ritratto alle sperimentazioni più audaci, le opere in mostra raccontano questo percorso. L’immagine diventa strumento per esplorare nuove identità, decostruite e ricostruite, e tecniche che spingono oltre i confini tradizionali.

Superstudio Più si trasforma in un museo temporaneo dove si intrecciano passato e presente. A guidare questo racconto è proprio il cambiamento, raccontato attraverso lavori che tengono insieme memoria e innovazione. Questa edizione si presenta come un vero laboratorio di idee, dove la fotografia si fa riflessione sociale e artistica.

Le gallerie che segnano il passo

La Main Section è il cuore pulsante della fiera, un percorso ricco di stimoli e visioni diverse sul tema della metamorfosi fotografica. Tra i protagonisti spicca Galeria Alta con le celebri polaroid canine di William Wegman. Non mancano poi Todd Hido, con i suoi paesaggi urbani carichi di emozione, e Roger Ballen, presentato da Building Gallery, con il suo surreale bestiario visivo.

Sempre nella Main Section si trova The Portfolio Parade di Erik Kessels, un progetto che porta in scena portfolio fotografici da tutto il mondo. Galerija Fotografija sorprende con i grandi formati cromatici dei fiori di Luzia Simons, opere che dialogano con natura e arte concettuale.

Tra le altre presenze, Willas Contemporary propone scatti di Jimmy Nelson, mentre la Galleria d’Arte Frediano Farsetti porta in mostra lavori di Antonio Biasiucci, Luca Campigotto e Piero Gemelli. Tutti affrontano il tema della metamorfosi con sguardi originali e profondi.

Progetti speciali: la fotografia brasiliana sotto i riflettori

Una delle novità più interessanti di quest’anno è la collaborazione tra Orma Art e Chroma con Brasiliae PAESAGGIO CORPO MATERIA, che per la prima volta porta in Italia la fotografia contemporanea brasiliana. Qui si incontrano tre generazioni di artisti impegnati in una riflessione sull’identità nazionale e sul ruolo dell’immagine nel costruire memoria e senso critico.

Tra i nomi in mostra, Arquém Alcântara, Claudio Edinger e Gleeson Paulino, vincitore del premio miramART con la fotografia Faz-de-conta , che racconta con vivacità la cultura brasiliana. Vincent Rosenblatt esplora la subcultura dei bate bola, mentre Betina Samaia racconta i rituali degli Yanomami, una delle popolazioni indigene più isolate. Alessandro Fracta completa il quadro con una narrazione che unisce corpo, natura e mitologia degli Encantados.

Questi lavori mostrano come la fotografia possa essere uno strumento potente per l’esplorazione antropologica e sociale, in dialogo con il mondo di oggi.

Sezioni tematiche: nuovi sguardi sulla fotografia

MIA Photo Fair BNP Paribas 2026 non si limita alla mostra principale ma si sviluppa su tre sezioni parallele, ognuna con un carattere e un taglio curatoriali precisi.

La sezione Beyond Photography – Dialogue, alla sua settima edizione, vuole spingere oltre il significato dell’immagine fotografica con interventi site-specific, installazioni e opere ibride. Curata da Domenico de Chirico, ospita artisti come +359 Gallery, Raffaella De Chirico e Andrea Zardin, che mettono in discussione il confine tra fotografia e arte contemporanea, aprendo nuove strade espressive.

Parallelamente, Reportage Beyond Reportage, guidata da Emanuela Mazzonis, fa luce sulle trasformazioni del reportage tradizionale. Qui gallerie come Galerie Parallax e Flat // Land presentano immagini che attraversano culture, realtà sociali e generazioni diverse, rompendo con schemi fissi e offrendo nuove narrazioni documentarie.

Infine, Focus Latino, curato da Rischa Paterlini, propone un viaggio nella fotografia contemporanea latinoamericana. Con stand come Villa Alegre e Gaze-Off & Franco Mariotti, emergono storie storiche e sociali vibranti legate all’America Latina e alla penisola iberica, raccontate attraverso linguaggi visivi diversi.

Eventi e chiamata ai giovani talenti

Oltre agli spazi espositivi, MIA Photo Fair dedica ampio spazio a un ricco programma culturale. Dal 19 al 22 marzo si susseguiranno workshop, incontri e conferenze per approfondire temi emergenti della fotografia contemporanea, favorendo un dialogo aperto tra artisti, curatori, collezionisti e pubblico.

Tra le iniziative più attese c’è il Superstudio Photo Award, una nuova call internazionale rivolta ai giovani tra i 18 e i 28 anni provenienti da scuole, università e istituti di fotografia, design e comunicazione visiva. Il concorso di quest’anno ruota attorno al tema “Metamorfosi, dall’abito alla pelle: diversamente IO” e punta a scoprire e sostenere nuovi talenti creativi.

Questa collaborazione tra Fiere di Parma, Superstudio Events e Fujifilm conferma l’impegno a favorire un collezionismo critico e consapevole, creando occasioni di confronto e valorizzazione delle idee emergenti. MIA Photo Fair si conferma così un punto di riferimento fondamentale per l’incontro tra arte, mercato e ricerca fotografica.

Redazione

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