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Giornate FAI 2024: Da San Francesco allo Stadio Maradona, la Festa della Cultura e Natura in Italia

Quando la primavera bussa alle porte, cresce anche il desiderio di uscire, di scoprire angoli nascosti e storie che restano spesso silenziose. Il weekend del 21 e 22 marzo, per la trentesima volta, le Giornate Fai si preparano a spalancare ben 780 luoghi in circa 400 città italiane. Castelli, ville, spazi storici si trasformeranno in palcoscenici vivi, animati da migliaia di volontari pronti a guidare un esercito di visitatori curiosi. Un’occasione rara, che svela il volto meno conosciuto del patrimonio nazionale.

Trentaquattro anni di storia: le Giornate Fai come festa popolare del patrimonio

Giunte alla 34ª edizione, le Giornate Fai si confermano una festa diffusa, capace di coinvolgere ogni angolo del Paese. Ogni anno aumentano i luoghi aperti e con essi l’interesse del pubblico. È un’occasione rara per entrare in spazi normalmente chiusi o poco noti: dai palazzi istituzionali alle chiese, dalle dimore storiche ai laboratori artigiani. Ogni luogo porta con sé una storia diversa, fatta di arte, tradizioni e paesaggi.

Le visite guidate, affidate ai volontari Fai, sono un racconto vivo e appassionato. _Spesso si può contribuire liberamente_; le offerte sostengono la tutela e la valorizzazione portata avanti dalla Fondazione. Si spazia dai teatri alle collezioni d’arte, dalle ville ai castelli, fino a spazi pubblici e privati di grande valore culturale e naturalistico. Così si scopre un patrimonio ricco e variegato, che racconta sia la storia che il presente dell’Italia.

San Francesco al centro: un’edizione speciale per gli 800 anni dalla sua morte

Nel 2026 le Giornate Fai hanno un motivo in più per attirare l’attenzione: il santo patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi, è protagonista con un percorso dedicato agli 800 anni dalla sua scomparsa. In otto regioni si apriranno chiese, conventi e luoghi simbolo legati alla tradizione francescana, per immergersi nell’eredità spirituale e culturale del santo attraverso arte e storia.

Tra le tappe più importanti c’è il Convento di San Fortunato a Montefalco, in Umbria, che conserva preziosi affreschi di Benozzo Gozzoli. Poco lontano, le Grotte di San Fortunato, immerse nel bosco, regalano un’atmosfera suggestiva e poco conosciuta. In Lombardia, a Somma Lombardo, si potrà visitare Villa del Dosso, capolavoro razionalista firmato da Piero Portaluppi negli anni Trenta. Sulla Costiera Amalfitana, a Praiano, apre Casa L’Orto, dimora che rende omaggio all’artista americano Sol LeWitt e alla sua compagna Carol.

Non mancano aperture insolite, come l’ex colonia marina Stella Maris a Montesilvano, in Abruzzo, recentemente restaurata dopo anni di abbandono e restituita alla comunità. Questi luoghi offrono anche un contatto diretto con paesaggi, natura e tradizioni che hanno segnato la storia di San Francesco.

Quando arte contemporanea e tradizione si incontrano sul territorio

Le Giornate Fai non si limitano a guardare al passato, ma accolgono anche l’arte contemporanea. Nel Salento, a Parabita, il progetto Votiva ha trasformato le edicole votive tradizionali in gallerie a cielo aperto con opere di artisti come Mimmo Paladino e Michelangelo Pistoletto. Un esempio chiaro di come il patrimonio immateriale possa dialogare con l’innovazione artistica.

Da non perdere la Fondazione Bisazza a Montecchio Maggiore, dove si ammirano pezzi iconici come la Poltrona di Proust Monumentale di Alessandro Mendini e il cuore Love Over All di Fabio Novembre. Qui l’arte contemporanea si intreccia con la storia e la cultura locale, creando nuovi percorsi di scoperta e riflessione.

Il patrimonio immateriale trova spazio anche a Matera, con la fabbrica del Carro trionfale della Festa della Bruna, esempio di tradizione secolare, e a Macerata con il Teatro Lauro Rossi, risalente al Settecento, custode di spazi culturali storici.

Città aperte: dai palazzi chiusi ai simboli urbani

Le grandi città si confermano protagoniste, offrendo occasioni inedite di visita. A Roma si potranno varcare porte di spazi solitamente chiusi al pubblico, come il Palazzo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, la Corte Suprema di Cassazione nel Palazzo di Giustizia e il Palazzo della Cancelleria.

Milano propone un percorso tra edifici storici e moderni, dal Palazzo delle Finanze con il suo bunker sotterraneo, a Palazzo Turati fino alla Torre Libeskind, simbolo dell’architettura contemporanea cittadina. A Torino si aprono il Palazzo di Città, sede del municipio, e l’Opificio delle Rosine, nato nel 1756 per favorire l’autonomia femminile attraverso istruzione e lavoro.

Non mancano luoghi simbolo come la Lanterna di Genova e lo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, che aggiungono valore culturale e sociale alle visite.

Verde e mobilità sostenibile: un binomio per il futuro

Tra le aperture dedicate al verde ci sono spazi che uniscono storia, botanica e relax. A Massa si potrà visitare il Giardino Incantato della famiglia Lorenzetti, famoso per la varietà di camelie, mentre a Grottammare, nel Piceno, il Giardino storico di Villa Sgariglia, progettato nel Settecento, è un esempio di paesaggistica pensata per il riposo e la contemplazione.

Questa edizione guarda anche alla mobilità sostenibile. In collaborazione con Fiab, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, sono in programma quaranta pedalate in diverse città italiane. Un modo diverso di scoprire i beni aperti, unendo cultura, sport e turismo lento.

Così, l’impegno per l’ambiente si unisce alla valorizzazione del patrimonio artistico e naturale, offrendo un’esperienza che parla a pubblici diversi, coinvolgendoli in una festa della cultura dal respiro nuovo.

Redazione

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